facebook rss

“Tutto Castelli” alla Palazzina Azzurra:
da Tocqueville all’Ospedale della Vallata

SAN BENEDETTO - Il primo cittadino di Ascoli introduce principi e idee che lo hanno portato a scrivere il suo secondo libro “Con i piedi per terra”. Il dibattito finisce su uno dei temi più caldi degli ultimi mesi. Per il sindaco «un’aggregazione solo con azienda ospedaliera»

 

Guido Castelli con Pasqualino Piunti e Mimmo Minuto

di Serena Reda

Quasi in chiusura del ciclo di eventi della 37 esima edizione dell’iniziativa “Incontri con l’autore”, il sindaco di Ascoli Guido Castelli ha presentato la sua ultima fatica letteraria: “Con i piedi per terra”. È il secondo titolo all’attivo dell’amministratore ed è stato presentato il 28 agosto alla Palazzina Azzurra.

È Mimmo Minuto a introdurre la serata, spiegando come è nata l’idea di questa presentazione. «Eravamo a cena in Ascoli a luglio e Castelli aveva mostrato l’interesse di presentarlo a San Benedetto». Interlocutore di Castelli è invece il sindaco Pasqualino Piunti, che spiega: «Questo evento ci dimostra che c’è la volontà di riprendere il confronto che oggi manca». Il dialogo tra i due primi cittadini si apre così sulle ragioni che possono spingere un amministratore locale a scrivere un libro.

Nel caso di Guido Castelli, per ammissione dello stesso autore, le ragioni sono «da un lato la civetteria, dall’altro il tentativo di stabilire un rapporto con qualcuno che leggerà». Il tono del dibattito si alza tra citazioni di Nassim Taleb, miti greci, Alexis De Tocquevile e Parag Khanna. Fino ad arrivare a quella che Castelli definisce «la democrazia di Casaleggio» e che viene applicata dallo stesso scrittore-amministratore al ragionamento di Khanna, autore indiano. «La politica è mediare tra interessi contrapposti. Le strisce pedonali, il cassonetto, il Ballarin e la festa di Sant’Emidio è quello su cui decidiamo noi sindaci». Prosegue Castelli «Nell’ottica di Parag Khanna non serve una classe dirigente perché è sufficiente un algoritmo che chiami i cittadini/consumatori a pronunciarsi». Emerge dalle parole del sindaco che questo ha cambiato il modo di votare: «Le persone prima dicevano “voto questa persona perché ha le qualità per amministrare”; oggi decidono sulla base del “voto esattamente chi è come me” perché le competenze sono valutate con sospetto». Il sindaco cita anche il caso di Genova: «Mi ha colpito che per la prima volta hanno applaudito chi governa». Ciò significa che i cittadini serbano molto rancore verso chi ha amministrato prima. Resta però un elemento imprescindibile, nell’ottica di Castelli. I sindaci – nel bene e nel male – mettono la skin on the game, mettono in gioco la pelle.

Immancabile, con due dei sindaci più interessati dal tema, una provocazione sull’ospedale della vallata. Commenta il sindaco di Ascoli: «il sogno della ragione genera mostri; penso tutto il male possibile dell’ospedale della vallata». Spiega infatti Castelli che «se un governatore intende riarticolare la rete ospedaliera (con l’80% del bilancio regionale relativo alla sanità) deve prima comunicare a livello regionale cosa fare». Sembra invece mancare tutto. Manca un atto o una delibera che dica cosa si voglia fare e in che tempo. «Quali soldi, dove e perché?» si chiede il primo cittadino, che prosegue: «Non ci è stato detto nulla quindi sarò contrario. Io ho sempre sostenuto, anche da consigliere regionale, che un’aggregazione potesse essere giustificata solo dalla costituzione di un’azienda ospedaliera». Tre sono i privilegi delle aziende ospedaliere (attualmente due nella Regione) spiegati da Castelli. Ricevono più soldi per le stese prestazioni; solo le aziende ospedaliere hanno il diritto e la certezza di mantenere reparti specialistici (ad esempio neurologia). Infine, Castelli parla della ripartizione delle risorse in una zona di confine come San Benedetto. «Quando il primario di oculistica fa una cataratta a una persona che viene da Sant’Omero il primario pensa di ricevere dalla Regione Abruzzo la restituzione di questa risorsa. La Regione Abruzzo paga il costo di quella cataratta ma non al primario. I soldi vanno in Ancona per aziende ospedaliere di Ancona e Pesaro».

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X