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La voglia di reagire al sisma:
nascono 18 nuove imprese
nella zona del cratere

PICENO - Un plafond di 435.000 euro per prestiti a tasso zero grazie al progetto "Microcredito Notaract". Hanno visto la luce aziende specializzate in vari settori, da un allevamento di bovini ad Arquata fino a una struttura ricettiva nel centro di Comunanza

Si è chiuso positivamente il progetto “Microcredito Notaract” creato dalla Fondazione Ottavio Sgariglia Dalmonte e dall’associazione Notaract. Tante storie diverse tra loro e un comune denominatore: la voglia di reagire al terremoto. I giovani dei diversi Comuni delle province di Ascoli e Fermo colpiti dai terremoti hanno dimostrato un’altissima capacità di resilienza riuscendo a creare nuove imprese generando, nel contempo, decine di opportunità occupazionali. La fondazione, grazie all’accordo con il Notaract, ha deciso di sviluppare tra i suoi progetti quello di finanziarie piccole e medie imprese aventi sede nelle aree del Piceno colpite dal sisma, mettendo a disposizione un plafond di 435.000 euro per prestiti a tasso zero. La stessa fondazione, la cui società strumentale è il secondo operatore specializzato in microcredito ad avere ottenuto l’iscrizione dalla Banca d’Italia, grazie a questi fondi ha avuto la possibilità di finanziare 18 nuove imprese.

Sisma, i giovani provano a ripartire (foto Vagnoni)

Sono dunque state create aziende specializzate in vari settori, ad esempio nella coltivazione di zafferano, tartufo e miele ad Amandola; un allevamento di bovini ad Arquata del Tronto; una nuova struttura ricettiva nel centro storico di Comunanza; uno Street food di olive e specialità ascolane; una giovane stilista a Force; un’impresa focalizzata nella diffusione degli sport elettronici (e-sport) ad Ascoli; un B&B a Castorano, oltre a varie realtà che operano nei settori della ristorazione e della cura della persona. L’azione finalizzata a incentivare la ripresa economica post-emergenziale mediante l’attività d’impresa nel territorio ha generato una richiesta complessiva di 39 domande e di queste circa la metà sono state poi finanziate.
«Abbiamo voluto realizzare questo strumento di finanziamento con l’obiettivo di generare lavoro in questi Comuni dove sono osservabili una continua dispersione demografica generata dalle inagibilità abitative, ed un conseguente impoverimento economico. -ha detto il presidente della fondazione  Francesco Albertini– Grazie ai fondi messi a disposizione da Notaract abbiamo potuto azzerare il costo del credito aiutando così a generare circa 50 nuove opportunità occupazionali».
Giudizio positivo anche da parte del notaio Francesca Filauri, tesoriere del Notaract: «Si tratta di un progetto molto positivo che ha permesso di introdurre un prodotto finanziario per sostenere le imprese che hanno sede nell’area del cratere, facilitando in alcuni casi la ripartenza di realtà già esistenti e in altri casi la creazione di nuove realtà imprenditoriali. Il nostro impegno attualmente è quello di proseguire su questa linea e in proposito stiamo provvedendo a raccogliere altri fondi da mettere a disposizione».

 

 


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