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Turismo in calo e Tari in aumento
Chi critica “vince facile”

SAN BENEDETTO - I consiglieri di opposizione spiegano i mali di un turismo (meno 25% di presenze) e alle bollette sulla raccolta rifiuti che, al contrario, viaggiano verso un aumento a fronte di mancati investimenti dei privati in Picenambiente. Ma la città è sempre più sporca nonostante l'aumento della raccolta differenziata
di Epifanio Pierantozzi
All’opposizione piace “vincere facile” e così sceglie – nella conferenza della sala consiglieri di viale De Gasperi – due “cavalli di battaglia” dal grande impatto: turismo e rifiuti. Del primo se ne occupa Antimo Di Francesco (Pd), mentre il secondo è introdotto da Giorgio De Vecchis (Civico-An) e poi portato avanti dagli altri.
Veniamo subito ai rifiuti, poiché nelle intenzioni dell’Amministrazione Piunti sembra che nel 2019 i sambenedettesi pagheranno di più la Tari. «La probabile richiesta di aumentare ancora la tassa sui rifiuti ha origine nel 2012, in occasione della firma del contratto con i soci privati in PicenAmbiente – spiega De Vecchis – infatti nel 2012 i privati promisero, con tanto di programma dei lavori, di investire 11 milioni di euro in impianti capaci di aumentare e migliorare il trattamento dell’umido e dei rifiuti spiaggiati e, soprattutto, la ristrutturazione dell’impianto di Pagliare nel quale si dovrebbe avere una differenzazione spinta così da vendere i prodotti riciclati. Invece, dopo ben 6 anni (e due amministrazioni comunali di segno opposto), impianti e ristrutturazione sono ancora sulla carta, e a Pagliare si produce un rifiuto con dentro ancora plastica, e da ritrattare se si vuole vendere». «Così non sorprende se, a fronte di una raccolta differenziata che vede i sambenedettesi sempre più “bravi”, si rischia di pagare di più la Tari, invece che avere una diminuzione delle tariffe. -prosegue Di Francesco- Avessero fatto questi investimenti, come i sambenedettesi riciclano, si pagherebbe di meno».
De Vecchis fa risalire il tutto ai mancati controlli da parte dell’Amministrazione di San Benedetto che, «pur esprimendo il presidente di PicenAmbiente (lo stesso sia per il sindaco Gaspari che per il successore Piunti), non ha voce in capitolo e non chiede il rispetto dei patti». Poi, Flavia Mandrelli su tutti, si passa ai rifiuti “terra terra”: la città sempre più sporca. Inutile dire che l’opposizione ha ragione, e sporco e puzza ne sono la prova. Così, aspettando gli impianti per 11 milioni di euro promessi dai privati, e con una raccolta differenziata che aumenta ogni anno, ci si accontenterebbe di un “non aumento” della Tari.
Veniamo poi al turismo. Qui Antimo Di Francesco ha vita facile. «Riprendo quanto dichiarato dal presidente delle Attività Produttive, in attesa dei dati ufficiali. Sembra che la diminuzione delle presenze si attesterà sul 25%. Risultato che non sorprende poiché Piunti e Giunta dal 2016 non hanno fatto nessuna azione sul territorio. San Benedetto dovrebbe essere la città guida per una integrazione con gli altri paesi, ma dopo un incontro con i sindaci nulla di concreto è stato fatto. Tanto meno un’azione di rilancio del Piceno, da spiaggia ai monti. Poi, questo solo per la nostra città, questa estate abbiamo “non assistito” a eventi e iniziative. Solo piccole cose, dopo che hanno cancellato quanto di buono c’era nel passato. Basti pensare a Piceno d’Autore, che ora a Monteprandone ha accolto migliaia di presenze. Il tutto senza che l’Amministrazione Piunti coinvolgesse operatori e commercianti” conclude Di Francesco.
Insomma, Piunti e giunta sanno sbagliare da soli anche se sbagliare è un termine… sbagliato: chi nulla fa, non può sbagliare.

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