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Il sogno di Jerome e Klaudia
e dei bambini albini africani
nel documentario di Perotti e Angelini

ASCOLI - IL regista sambenedettese e la semiologa in Tanzania per documentare la vita a rischio dei bambini albini tra speranze, sogni e superstizione

di Stefania Mistichelli

Dalle Marche a Dar El Salaam per accendere i riflettori sull’albinismo, fenomeno molto diffuso in Africa e che mette a serio rischio la vita, già difficile, di chi nasce con questa patologia congenita ed ereditaria.

Sono partiti insieme il 21 agosto alla volta della Tanzania Luigi Perotti e Gianna Angelini, marito e moglie, rispettivamente regista sambenedettese con all’attivo diversi documentari e produzioni televisive e semiologa ascolana che da anni si occupa di scrittura per il cinema. Sono partiti per raccontare il sogno di coloro che definiscono due giovani visionari: un karateka professionista, Jerome Mhagama che è, ad oggi, il più giovane 5° dan del mondo, e sua moglie Klaudia, una ricercatrice polacca che con lui ha deciso di costruire una famiglia. 

«Sono venuto a conoscenza della storia di Jerome per caso. Era inizio marzo – racconta Luigi Perotti – e stavo leggendo un giornale a colazione. Sono rimasto attratto da un articolo che parlava di un samurai nero. L’ho subito cercato sui social. Abbiamo iniziato a parlare e ho capito immediatamente che la sua era una storia da filmare. Siamo alle prime fasi di ricerca e sviluppo del progetto e ancora non so che film sarà, ma spero fortemente possa essere utile in qualche modo a questa gente».

Il sogno di Jerome e Klaudia è quello di aprire un Dojo a Dar El Salaam in cui allenare i giovani albini ed iniziarli alla disciplina del karate. I bambini albini, infatti, oltre ad avere una bassa speranza di vita legata alla loro patologia, in Africa vivono nella costante paura di essere catturati e mutilati a causa della credenza secondo la quale parti del loro corpo costituiscano preziosi amuleti portafortuna. Da qui l’esigenza di proteggerli e, ancor di più, di renderli consapevoli del loro valore e in grado di difendersi.  Il nome che Jerome e Klaudia hanno scelto per il futuro centro, se riusciranno nella loro impresa, è “New Heroes Youth Center” e il loro scopo è quello di offrire ai giovanissimi allievi un luogo dove imparare a difendersi fisicamente dai loro aggressori, ma anche psicologicamente. Prendendo finalmente coscienza di se stessi.

Dall’idea di girare un documentario alla decisione di sostenere Jerome e Klaudia con un’iniziativa concreta il passo è stato breve. Ed ecco così che, partiti per fare le ricerche necessarie per l’impostazione del documentario, i due professionisti della comunicazione marchigiani hanno pensato di mettere in piedi un crow-funding, una raccolta fondi online che sostenesse il judoka e sua moglie nella realizzazione del loro progetto.

«Jerome – afferma Gianna Angelini – è una persona speciale, con una moglie tenace e determinata ed un bambino meraviglioso. Sentirlo parlare del suo progetto con Klaudia, la moglie, è davvero un privilegio. La cosa che più colpisce è la ricchezza che può portare la fusione tra più culture. Abbiamo deciso così di aiutarli a realizzare il loro progetto di costruire una casa dove i bambini albini ed i disabili possano cresce imparando il karate».

«I problemi fisici che gli albini hanno per motivi genetici sono legati alla pelle e alla vista, ma non sempre riescono a proteggersi dal sole come dovrebbero. Uno dei momenti più toccanti di queste giornate africane – continuano Luigi Perotti e Gianna Angelini – è stato un gesto di solidarietà di Jerome e Klaudia. Grazie ad alcune rinunce personali sono riusciti a restituire loro la magia della lettura regalando un paio di occhiali graduati a due di loro. Vedere questi bambini per la prima volta avere una visione chiara del mondo è stato davvero emozionante. Per questo, parallelamente al film vogliamo aiutarli a realizzare il loro progetto. Chi volesse aiutarci…. è ben accetto!».


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