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Nautica in ripresa,
una garanzia per il futuro

SAN BENEDETTO - Secondo gli studi della Cna negli ultimi dieci anni si è passati dal calo del 47% ad una ripresa decisa nel quadriennio che arriva ai primi mesi del 2018, con un +33%. Un'opportunità per la Riviera

Imbarcazioni a San Benedetto (foto Cicchini)

Le aspettative di ripresa per il Piceno passano attraverso il settore della nautica, che copre un’importante fascia di economia diretta e indotta. La Cna di Ascoli ha valutato -in base ai dati elaborati dal proprio Centro Studi- che se dal 2008 al 2013 il comparto ha registrato un pesantissimo calo di fatturato superiore al 47%, fra il 2014 e l’inizio del 2018, lo stesso ha avuto un incremento del 33%. «Non si è ancora recuperato appieno un gap pesante ma il segnale di ripresa è forte e trainato da tre fattori essenziali: lavoro artigiano tramandato da generazioni, eccellenza che non si può improvvisare, appetibilità del prodotto nei mercati esteri» spiega Giulio Piergallini, portavoce di Cna Nautica per il Piceno, che ha partecipato all’evento “Left Wing” di Roma.

Giulio Piergallini

«Formazione dei giovani che devono capitalizzare nuove tecnologie e tradizioni della nostra cantieristica e marineria, è questo uno dei punti cardine dell’azione che da anni la nostra associazione sta svolgendo per sostenere appunto l’economia del mare e tutto il suo indotto, importantissimo per il territorio nel suo complesso. Un grande valore aggiunto patrimonio in questo caso davvero esclusivo delle piccole e medie imprese artigiane» aggiungono Luigi Passaretti e Francesco Balloni, presidente territoriale e direttore generale Cna.
Indotto che, come ha illustrato a Roma Piergallini, insieme ad Irene Cicchiello, responsabile territoriale, passa per la cantieristica, per i servizi che si è in grado di offrire a terra alle nuove esigenze soprattutto della nautica da diporto di medio e grosso cabotaggio. «Le infrastrutture intorno al porto di San Benedetto e la sostenibilità di questa nuova frontiera dell’economia rivierasca -prosegue Piergallini, che è anche operatore della nautica e titolare del cantiere Sea- rappresentano il futuro. Nella cantieristica e nel design, anche per chi va per mare, il made in Italy, piace. Il resto, in fatto di opportunità di sviluppo per la Riviera, deve essere fatto con un’azione di sistema che parte dalla cantieristica per arrivare alla ricettività e al turismo».


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