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“Resto a casa”, corso di 18 ore
per stare vicino ai malati di Alzheimer

ASCOLI - Si svolgerà fino al 9 novembre. E' partito in contemporanea con il nuovo step del progetto sperimentale di assistenza domiciliare complessiva e integrata rivolto a quindici famiglie, sostenuto dall’assessorato comunale alle Politiche sociali e sanità
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All’inaugurazione del corso presente anche l’assessore Donatella Ferretti

Nuovo step ad Ascoli per il progetto a carattere sperimentale di assistenza domiciliare complessiva e integrata “Resto a casa”, rivolto a quindici famiglie con malati di Alzheimer, sostenuto dall’assessorato comunale alle Politiche sociali e sanità. Obiettivo dell’iniziativa – proposta e coordinata tra gli altri dalla cooperativa Gea di Macerata, dalla Fondazione Carisap e dalla locale Asur – è migliorare le condizioni di vita dell’ammalato e della persona (o delle persone) che lo assistono, abbattendo l’isolamento che affligge le famiglie che vivono la dolorosa esperienza di questa patologia. Diverse le domande di partecipazione pervenute in Comune nei mesi scorsi. Tra quelle ritenute idonee è stata effettuata poi una selezione che ha individuato le 15 famiglie che usufruiranno dell’assistenza. Nelle scorse settimane si è svolto il corso di formazione per i professionisti che costituiscono l’equipe multidisciplinare al servizio degli ammalati: è composta da OSS, infermieri, logopedisti, fisioterapisti, assistenti sociali, educatori, psicologi e un geriatra. Al termine del corso è stata presentata la cartella socio-assistenziale che verrà predisposta per ogni assistito oltre a strumenti tecnologici per la rilevazione di parametri fisiologici online.

Contemporaneamente all’avvio dell’assistenza, la Confartigianato di Ascoli (partner della Gea) ha ospitato un corso di 18 ore rivolto ai caregiver (familiari di riferimento, badanti, volontari) dei pazienti. Obiettivo fornire strumenti conoscitivi e strategie di gestione della persona con Alzheimer. Le lezioni, rivolte a una trentina di persone, fino al 9 novembre saranno tenute da medici, psicologi, logopedisti, fisioterapisti e infermieri. «Il progetto “Resto a casa” – dice l’assessore alle Politiche sociali, Donatella Ferretti – costituisce una efficace forma di supporto alla domiciliarità, rivolta sia all’ammalato di Alzheimer che soprattutto ai familiari i quali hanno questo difficile lavoro di cura quotidiano».


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