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Whirlpool, l’ad Castiglioni allarma
su esuberi e cali di produzione
a Comunanza

ROMA – L’amministratore delegato conferma le strategie per il 2019-2021 portando gli esuberi da 131 a 135, mentre il 2018 si chiuderà con 570 mila pezzi, contro gli 800 mila previsti. «Siamo stati tutti concordi nel dire di non poter accettare un simile piano industriale», dice Pompei (Fiom). A metà ottobre il prossimo incontro al Mise. Sindacati e azienda cercano un'intesa

di Maria Nerina Galiè

Sono saliti a 135, da 131, gli esuberi stimati per Comunanza nel piano industriale 2019-2021. A scendere saranno i volumi con cui si chiuderà il 2018: 570 mila contro gli 800 mila che erano invece stati previsti sulla base di ricerche di mercato che avevano condizionato le strategie per 2015-2018. A dirlo è stato l’amministratore delegato della Whirlpool Davide Castiglioni che con questi numeri allarmanti oggi, 3 ottobre, ha aperto il tavolo nazionale alla presenza dei sindacalisti e del Ministro per lo sviluppo economico Luigi Di Maio (vedi il video).
Poco rassicurante anche la conferma, sempre da parte dei vertici della multinazionale, che le lavatrici top di gamma saranno prodotte a Napoli e che Comunanza diventerà il “polo delle lavasciuga”.
L’incontro si è chiuso in brevissimo tempo, perché il vice presidente del Consiglio dei Ministri è stato chiaro: si agli ammortizzatori sociali per il 2019 ed il 2020 ma solo a condizione che si cancellino gli esuberi e che rientri in Italia la produzione estera in previsione di un rilancio dei siti produttivi italiani.
«Siamo stati tutti concordi nel dire di non poter accettare un simile piano industriale – ha commentato Alessandro Pompei, segretario provinciale di Ascoli Piceno della Fiom Cgil – così come è stato categorico il Ministro Di Maio. E’ assurdo che la sostenibilità dello stabilimento di Comunanza debba basarsi soltanto sulle volubili leggi di mercato. Come dimostrato nel triennio ancora in corso, se le strategie di mercato poi non vengono centrate, a farne le spese sono soltanto i lavoratori. A metà ottobre – ha detto ancora Pompei, sulla via del ritorno da Roma insieme ai colleghi delle altre sigle – torneremo al Mise. Ma nel frattempo noi sindacalisti tratteremo con l’azienda per limare le divergenze. Che ancora ci sono e si basano soprattutto sui numeri e sulla mancanza di certezze per il futuro».
L’ad della Whirlpool, di fronte alla promessa di Di Maio, non ha chiuso la porta ai rappresentanti dei lavoratori di tutta Italia, che si troveranno a difendere 800 posti di lavoro. Forse l’azienda, prima di sbandierare un nuovo piano che potrà essere condiviso da tutti e che magari ha già pronto nel cassetto, oggi voleva solo questo: la rassicurazione da parte del Governo alla proroga per almeno due anni delle misure a sostegno al reddito.

Whirlpool, aut aut di Di Maio: «Okay agli ammortizzatori, ma stop esuberi» (Tutte le foto)

Vertenza Whirlpool: le parole di Di Maio (Video)

Gli operai della Whirlpool al lavoro con il pensiero all’incontro romano


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