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Sisma e viabilità, il Piceno regge
Umbria e Salaria i prossimi passi

L'INCONTRO di Palazzo San Filippo ha visto Provincia e Anas fare il punto sulla situazione delle infrastrutture a due anni dal terremoto. Lavori in rampa di lancio, cantieri, ritardi e il sogno di potenziare la "via del sale" che porta a Roma. Problemi a Montemonaco, con la strada per Foce a rischio chiusura

Un momento dell’incontro di Palazzo San Filippo

di Luca Capponi 

(foto di Andrea Vagnoni)

Il punto sulle infrastrutture, a due anni dal sisma, con sguardo particolare su ponti e viadotti. Situazioni che, in alcuni casi, per tornare alla normalità ci impiegheranno ancora del tempo. Vedi la statale 685 che unisce Marche ed Umbria (con la galleria Cesaronica che resterà chiusa a lungo, vista la complessità degli interventi che dovranno essere attuati) o quella della Salaria, che attende un potenziamento deciso già dal prima del sisma.

I sindaci Fabiani (Montegallo) e Corbelli (Montemonaco)

Di queste e di altre situazioni si è parlato durante l’incontro convocato a Palazzo San Filippo da Provincia e Anas (soggetto attuatore) per fare il punto «nella massima trasparenza e partecipazione, sull’attività che si sta facendo insieme», come ha ricordato il presidente Paolo d’Erasmo nell’introdurre gli interventi degli ingeneri Giuseppina Curti (servizio viabilità della Provincia) e Fulvio Soccodato, responsabile assetto infrastrutturale dell’Anas. Non a caso all’incontro, aperto a tutti, erano presenti molti sindaci e amministratori dei comuni del cratere tra cui Aleandro Petrucci (Arquata), Sergio Fabiani (Montegallo), Onorato Corbelli (Montemonaco), associazioni di categoria, sindacati e associazioni di cittadini.
La Curti, in particolare, ha ripercorso l’iter, spesso complicato a causa dello sciame sismico in evoluzione, che ha riguardato la messa in sicurezza delle strade sin dal terremoto del 24 agosto 2016; ben 107 interventi di somma urgenza messi in atto ed 1.800.000 euro per la messa in sicurezza iniziale delle arterie danneggiate, poi arrivati una cifra di oltre 300 milioni, per 460 interventi. Una mole impressionante. «Nell’ambito del terzo piano stralcio dell’Anas -spiega- stiamo effettuando la progettazione di sei interventi consistenti in lavori di messa in sicurezza del corpo stradale anche con opere di protezione e complementari riguardanti la strada provinciale 132 San Gregorio-Fleno nel Comune di Acquasanta per circa 798.000 euro, la provinciale 23 Cuprense a Rotella per oltre 443.000 euro, la 253 Dell’Acqua Chiara a Castignano per ulteriori 443.000 euro e, infine, la 93 Villa Pera nel comune di Force per una spesa di circa 665.000 euro».

Aleandro Petrucci

Mole impressionate, si diceva, fatto ribadito da Soccodato, che attraverso una serie di slides ha illustrato lo stato di avanzamento dei lavori contenuti nei primi quattro stralci finanziati, definendolo «un’impresa enorme, all’inizio non ci siamo resi conto della portata dell’impegno causato dall’enorme danno provocato dalla sequenza sismica». «Dopo 16 mesi dall’avvio operativo dei due stralci del programma -puntualizza- per i 166 interventi compresi nel territorio della provincia di Ascoli è stata completata la progettazione esecutiva per appalto di tutti i progetti utili a risolvere le criticità, per un investimento di circa 156 milioni di euro. Per la realizzazione di 154 interventi, dei 166 previsti, sono stati appaltati circa 149 milioni di euro, pari al 94% dell’investimento programmato. Risultano in corso o ultimati o comunque superati, i lavori per la realizzazione di 111 interventi per un importo di circa 112 milioni di euro pari al 71% del totale».

 

L’Anas ha incassato la fiducia dei sindaci presenti. Certo, i gravi ritardi che hanno riguardato, ad esempio, il tratto della provinciale 89 che ha tenuto Montegallo ai margini per due anni potevano essere evitati, ma tant’è. Una statistica che la dice lunga su un altro aspetto: il 53% delle risorse destinate al Piceno è finito, a ragione, nel comune di Arquata. «Era importate fare il punto, inutile negare che i disagi ancora sono tanti, e laddove una volta transitavano auto e bus oggi non passa nessuno. -dice il sindaco Petrucci- Comprendiamo e siamo di fianco all’Anas ma dobbiamo anche capire quanti sacrifici sta facendo la nostra gente pur di restare nella sua terra. Qui la popolazione è dimezzata, speriamo anche in un miglioramento della Salaria».
E se da una parte c’è il Comune di Roccafluvione, rappresentato dal vicesindaco Guido Ianni, che chiede di allungare di tre chilometri i lavori che partiranno sulla strada che conduce alle frazioni di Pastina e Agelli, dall’altra c’è Corbelli che non è soddisfatto di come si sta evolvendo la situazione intorno alla strada che porta a Foce di Montemonaco: «Una di quelle con il livello di pericolosità più alto ma per cui finora sono state fatte solo indagini e nessun progetto. -spiega- L’ho riaperta ai tempi poiché si tratta di una arteria nodale per tutto il territorio, per il turismo e per la montagna (da lì si arriva a Foce, da dove si può partire per diverse importanti mete tra cui il lago di Pilato, ndr), ma l’ho fatto assumendomi la responsabilità in prima persona. Se succede qualcosa ne rispondo io, quindi è evidente che la messa in sicurezza non può aspettare ancora, altrimenti dovrò tornare sui miei passi».
In coda l’intervento del vicepresidente della Regione Anna Casini, che ha ricordato sforzi e impegni di tutte le componenti impegnate e ricordando anche la lungimiranza della Provincia in materia di ponti e viadotti, messi in sicurezza ben prima della tragedia del ponte Morandi a Genova.

Anna Casini

L’ingegner Curti

Guido Ianni

Soccodato


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