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Discarica di Relluce,
per il Tar ha ragione Ascoli Servizi:
«La Provincia riveda i limiti»

ASCOLI - Al centro del contendere c'è la presenza di sostanze inquinanti nel terreno che secondo la società deriva dalla composizione stessa della zona dove insiste la discarica

L’area della discarica di Relluce

Nuova puntata “giudiziaria” sulla vicenda della discarica di Relluce. Dopo le assoluzioni dell’ex presidente della società Ascoli Servizi, Fulvio Mariotti, ora i giudici del Tar delle Marche hanno dato ragione all’azienda del Comune di Ascoli annullando una determina della Provincia dell’aprile 2017. Al centro dell’attenzione c’è sempre la questione dei limiti delle sostanze inquinanti presenti nel terreno e l’inquinamento delle falde.

Secondo Ascoli Servizi, infatti, le anomalie non deriverebbero dalla discarica ma dalla naturale composizione del terreno e che sotto il sito non ci sarebbero falde. Una disputa che dura da anni e che vede la stessa società accusare l’ente di non aver mai fissato dei “limiti” tenendo conto della morfologia. Ora con l’annullamento della determina numero 642 del 26 aprile 2017, la Provincia dovrà valutare la possibilità di inserire nuovi valori limite ne piano di sorveglianza.


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