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“La casa del gusto”: Conad va al cuore
delle eccellenze gastronomiche locali
(Foto e Video)

MONSAMPOLO DEL TRONTO - Mercoledì 10 e giovedì 11 ottobre in mostra le tipicità di 220 produttori di alta gamma di Conad Adriatico. Il direttore generale Di Ferdinando: «Volevamo stupire il consumatore con sciccherie che solitamente non trovano posto nella grande distribuzione». Il direttore commerciale Stanghetta: «I nostri punti vendita devono essere lo specchio della passione dei piccoli artigiani»

 

di Martina Fabiani

“Benvenuti a casa” è la prima frase che si legge nel cartellone pubblicitario dell’undicesima edizione de La casa del gusto, presentata questa mattina presso la sede di Conad Adriatico a Monsampolo del Tronto. In mostra per due giorni (mercoledì 10 e giovedì 11 ottobre) le tipicità di 220 produttori di alta gamma di Conad Adriatico, che raggruppa i negozi di Marche, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata. Molto più, quindi, di un laboratorio volto a custodire i tesori alimentari di queste regioni e molto più di un mero elemento di folklore. Conad con La casa del gusto vuole porsi come volano dell’economia locale: essere presente sul territorio, offrire un servizio che soddisfi il consumatore e fare, inoltre, da raccordo tra il territorio e i produttori locali. Poiché è proprio nel prodotto tipico che si cela l’identità di un luogo e dei suoi abitanti.

Federico Stanghetta dopo la presentazione de “La casa del gusto”

«Abbiamo iniziato più di dieci anni fa spinti dai soci che premevano per valorizzare quei produttori che, per dimensione, non avevano i numeri per poter stare sugli scaffali. Il secondo motivo è che volevamo stupire il consumatore con sciccherie che solitamente non trovano posto nella grande distribuzione», ha affermato Antonio Di Ferdinando, direttore generale di Conad Adriatico.  A queste parole fanno eco quelle del direttore commerciale Federico Stanghetta: «Vogliamo che i nostri punti vendita siano lo specchio della passione che i piccoli artigiani mettono ogni giorno nel loro lavoro, rendendo disponibili ai clienti il meglio che l’Italia può offrire in campo alimentare». Le solide e proficue collaborazioni tra Conad e i produttori locali nascono, dunque, da una volontà della prima di valorizzare e premiare lo spirito imprenditoriale delle piccole realtà, così come la qualità dei loro prodotti.

Il numero dei fornitori locali attivati direttamente da Conad Adriatico ha subìto un’impennata raggiungendo, nel 2017, le 858 imprese per un totale di 246 milioni di euro, previsti in crescita del 15% circa a fine 2018. Presenti all’appuntamento i rappresentanti di Apulian Bufala di Andria, del Pastificio Cocco di Fara San Martino (Chieti), del Salumificio Ciriaci di Ortezzano (Fermo), delle Fattorie del Tratturo di Scerni (Chieti) e dell’azienda Torroni del Molise di Bojano (Campobasso). Sono questi solo alcuni dei 220 produttori locali che saranno presentati durante la due giorni, insieme a ricercate produzioni nazionali con una presenza contemporanea di tutte le Dop e Igp di prosciutto, mai realizzata finora nella grande distribuzione. «Lo scorso anno la nostra azienda ha festeggiato gli 80 anni di attività; con me siamo arrivati alla quarta generazione. Siamo legati al nostro territorio e cresciuti con i valori dell’innovazione, della sicurezza e del rispetto per la persona e sono gli stessi valori che mettiamo nei nostri prodotti», ha affermato Graziella Ciriaci del Salumificio Ciriaci. Aziende che hanno al centro del loro operato la cultura e la tradizione e che sono cresciute anche grazie alla fiducia he Conad ha offerto loro. «Siamo nati nel 1992, iniziando con una produzione di 60 kg al giorno. Oggi siamo arrivati a 12 quintali», ha dichiarato Angelo Arena di Torroni del Molise.

Durante i due giorni de La casa del gusto ci sarà anche un concorso nel quale una giuria di assaggiatori – di cui Gino Celletti è il presidente – decreterà un’azienda vincitrice per ciascuna della categorie presenti e poi un vincitore assoluto. «Bisogna ricercare l’identità italiana, non solo nei territori e nei borghi, ma anche nel cibo, nelle pieghe del tempo, coniugando l’eccellenza sostenibile, la cultura del mangiare bene, sano e con gusto» la conclusione di Di Ferdinando.


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