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Ascoli, 44 anni fa
la prima partita in A
nel nuovo “Del Duca”

CALCIO - Domenica 13 ottobre 1974: la matricola bianconera, dopo il ko di sette giorni prima nel match di esordio a Napoli, giocò per la prima volta nello stadio rifatto da Costantino Rozzi in cento giorni
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I giocatori di Ascoli e Torino escono dal sottopassaggio ed entrano sul terreno di gioco: è il 13 ottobre 1974, prima storica gara in A al “Del Duca”

di Bruno Ferretti

Girando per le vie e le piazze di Ascoli si capiva che nell’aria c’era qualcosa di diverso. Che quello era un sabato particolare, speciale, anche perchè in giro non si parlava di altro. Parlavano tutti di Ascoli-Torino, la partita di Serie A che si sarebbe disputata il giorno dopo al “Del Duca” per la seconda giornata del massimo campionato, primo in assoluto dell’Ascoli dopo la storica promozione dalla B. Il debutto in massima serie era stato deludente con la sconfitta (3-1) a Napoli. Era stato lo stesso presidente Costantino Rozzi a chiedere alla Lega di giocare la prima partita fuori casa per avere a disposizione una settimana in più per completare, con la sua impresa edile, i lavori al “Del Duca”. Lavori eseguiti a tempo di record, in tre mesi, lavorando anche di notte con tre turni da otto ore ciascuno per finire in tempo utile e rendere agibile l’impianto per la prima partita in serie A. Tanto era l’entusiasmo per la promozione, che tutte le maestranze lavorarono, senza pause, con straordinario impegno. Il “Cino e Lillo Del Duca” fu definito da un quotidiano nazionale “lo stadio dei 100 giorni” passando a una capienza di ben oltre trentamila spettatori (in quegli anni non c’erano ancora limitazioni dettate da motivi di sicurezza, né spazi da riservare alle tifoserie ospiti).

Finalmente arrivò il giorno tanto atteso. Era il 13 ottobre 1974, sono trascorsi 44 anni. Affrontare il Torino, una delle squadre più forti della A, sembrava un sogno. Ma era realtà. I tifosi dell’Ascoli cominciarono ad avviarsi verso il rinnovato “Del Duca” fin dal mattino. Queste le formazioni che scesero in campo. Carlo Mazzone confermò in larga parte l’Ascoli di sette giorni prima: Grassi, Perico, Legnaro, Colautti, Castoldi, Minigutti, Morello, Vivani, Zandoli, Salvori, Campanini (17’st Scorsa). Il Torino, allenato da Edmondo Fabbri (il CT azzurro dell’Italia che venne eliminata ai Mondiali inglesi del ’66) rispose con: Castellini, Lombardo, Santin, Salvadori, Cereser, Agroppi (19’st Callioni), Graziani, Ferrini, Sala, Mascetti, Pulici. Più o meno la stessa formazione che il campionato successivo vinse lo scudetto. L’arbitro era Barbaresco di Cormons (Gorizia). Il “Del Duca” era tirato a lucido, tripudio sugli spalti come fosse una finale di Coppa dei Campioni. L’Ascoli passò in vantaggio a metà del primo con il suo bomber Renato Camparini. Il Torino vide le streghe, ma ad un quarto d’ora dalla fine pareggiò con Ciccio Graziani. Uno a uno il finale. Strette di mano e abbracci in campo, applausi per tutti dagli spalti. Insomma, una festa. Per l’Ascoli fu quello il giorno della prima partita e del primo gol in A al “Del Duca”, ma anche del primo storico punto in Serie A.


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