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Caso macerie, Picenambiente:
«Sempre operato nella legalità,
a rischio 25 posti di lavoro»

ARQUATA DEL TRONTO - Interviene la presidente della società Catia Talamonti: «Avevamo chiesto di essere ascoltati, ma nessuno ci ha chiamato. Ci riserviamo azioni a tutela della società»
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La selezione delle macerie nel sito di stoccaggio di Arquata del Tronto (foto Vagnoni)

di Renato Pierantozzi

La revoca dell’appalto (leggi l’articolo) di raccolta, selezione, stoccaggio e smaltimento delle macerie è caduta come un fulmine a ciel sereno in casa Picenambiente, la società a prevalente capitale pubblico posseduta dai Comuni del Piceno guidati da San Benedetto. Anche se qualche “avvisaglia” (leggi l’articolo)” nelle scorse settimane c’era stata con lo stop impartito alla raccolta delle macerie di interesse storico e culturale. 

Catia Talamonti

«Abbiamo ricevuto la revoca in modo inaspettato -commenta la presidente di Picenambiente, Catia Talamonti– dopo che nel mese di agosto ci erano arrivate delle contestazioni a cui abbiamo ampiamento risposto dimostrando di aver operato sempre nella legalità e nella massima correttezza. Avevamo chiesto inoltre di essere ascoltati in audizione, ma non abbiamo avuto risposta. Domattina (giovedì, ndr) riconsegneremo le chiavi degli impianti alla Regione. Prendiamo atto del provvedimento anche se ci riserviamo di adottare atti a tutela della società. Inoltre ci sono 25 dipendenti assunti a tempo determinato per la gestione del ciclo delle macerie che ora rischiano di rimanere a casa».

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