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E’ il giorno di Pietro Fusco: «Calcisticamente
nasco con il culto della Samb»

SERIE C - «Quando giocavo a Lanciano ho incontrato i rossoblù, c'erano Solfrini, Manari, Minuti, Grillo e vidi un ambiente incredibile. Venni a vedere la gara col Parma perché ci interessava Mancuso, fu una cosa sensazionale. Voglio quello che ho a disposizione, sul mercato ci muoveremo a gennaio»
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di Benedetto Marinangeli

(foto di Alberto Cicchini)

«La presenza di Pietro Fusco è il segnale che Franco Fedeli dà sul fatto che la Samb è viva e vegeta nonostante le parole dette». Il segretario generale rossoblù Giancarlo Palma presenta così il nuovo diesse che dopo avere visto l’ultima rifinitura e presenziato alla gara di Fano è da oggi operativo.

«Arrivo – esordisce così Pietro Fusco – in un momento particolare ed il mio obiettivo è lo stesso della società e cioè tirare fuori la Samb da questa precaria situazione. Andremo avanti di settimana in settimana, vivendo il quotidiano nel miglior modo possibile. Per me è una fantastica avventura e voglio trasmette questo entusiasmo alla squadra. Calcisticamente nasco con il culto della Samb. Quando ho giocato a Lanciano in C2 ho avuto modo di incontrare la formazione rossoblù dei vari Solfrini, Manari, Minuti, Grillo e già allora vidi un ambiente incredibile. Poi due anni fa venni a vedere la gara con il Parma perché ci interessava Mancuso e fu una cosa sensazionale. Fare punti a San Benedetto è sempre stato difficile e mi piacerebbe ricreare quest’ ambiente».

Fusco, che idea si è fatto della Samb?

«E’ presto per dirlo. Ho visto solo una rifinitura e la partita di Fano. Non siamo il Real Madrid dove basta un niente per conoscere tutti. Sicuramente i calciatori anagraficamente più datati li ho ben presente e posso dire che siamo messi veramente bene. Devo avere, d’altro canto, una conoscenza più approfondita di coloro che hanno giocato di meno. E’ una rosa che va analizzata bene. Però posso già dire che vedendo i tredici titolari, questa Samb può fare bene in serie C».

Che tipo di lavoro andrà a svolgere in questi mesi precedenti il calcio mercato?

«Un lavoro di osservazione, portare serenità nello spogliatoio ed anche alcuni concetti accompagnati dal lavoro. Vedremo, poi, a gennaio se apportare correttivi».

Ci sono sempre due posti liberi nella lista degli over.

“Per prima cosa ho l’obbligo di guardare ciò che possiedo in casa. Poi farò le mie considerazioni, confrontandomi con il presidente Fedeli. Se lo riterrà opportuno si potrà fare qualcosa ma probabilmente arriveremo a gennaio».

Come si rapporterà con Roselli?

«Oggi ci siamo visti per la prima volta. Abbiamo fatto un’analisi sui calciatori e sui programmi. E’ difficile che faccia una disquisizione tecnica con l’allenatore a fine partita, mi ci confronto il giorno successivo. Sono abituato a seguire sempre gli allenamenti e mi piace vivere la squadra a 360 gradi».

Che impressione le ha fatto il presidente Franco Fedeli?

«Fedeli lo conoscevo per sentito dire, ma chi è che non lo conosce? Ho lavorato anche con i Gaucci, persone presenti tanto e quanto il nostro patron. Il presidente tira fuori i soldi e può dire e fare ciò che vuole».

C’è la mano di Angelo Fabiani dietro il suo arrivo alla Samb?

«Fabiani è un personaggio molto conosciuto nel calcio. Ho parlato prima con il presidente, poi con Fabiani ma anche con Guido Angelozzi che mi ha detto che a San Benedetto è stato benissimo e che voleva addirittura comprarci casa. Mi sono sentito anche con Di Bari ed altri direttori sportivi. Nulla di più».

Come giudica il girone B della serie C?

«Non pensavo fosse così equilibrato. Merito delle piccole che ogni domenica danno a tutti filo da torcere. E quindi ogni settimana può scapparci la sorpresa».

Per la Samb a partire da Terni inizia un ciclo di gare proibitivo.

«E’ vero, ma anche i nostri prossimi avversari devono temere la Samb. Pensiamo prima alla gara con la Ternana, senza andare troppo in là. Gli umbri sono una corazzata costruita per vincere il campionato. Domani recupererà la partita con il Rimini ma nel suo organico ha giocatori di B abituati al turno infrasettimanale e quindi non ne risentiranno a livello fisico».

 


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