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Ricostruzione, via libera
alla mini sanatoria per i piccoli abusi

ROMA - Approvato all'alba in Commissione la proposta di Lega e 5Stelle. L'onorevole Terzoni: «Come sempre siamo dalla parte dei cittadini»
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«Ora la ricostruzione può davvero partire». E’ l’annuncio dato pochi minuti fa dall’onorevole Patrizia Terzoni (5Stelle) al termine di una nottata trascorsa in Commissione alla Camera dei Deputati. «La mini-sanatoria per le limitate difformità edilizie che stavano bloccando di fatto la ricostruzione nei comuni del Sisma 2016 entra finalmente nel decreto Emergenze in discussione alla Camera – dice l’esponente pentastellata che è anche vice presidente della Commissione ambiente- Pochi minuti fa è stato approvato l’ emendamento (con piccola riformulazione) presentato sia da noi che dalla Lega. Una notte infinita in commissione ma con soddisfazione oggi potrò dare il buongiorno ai miei concittadini colpiti da questo tragico evento. I comuni dell entroterra appenninico sono piccoli comuni con centri storici di centinaia di anni con stratificazioni ed interventi di modifica degli edifici che si sono succeduti in maniera a volte scoordinata. Ovviamente tutto avverrà accertando la sicurezza statica e anti-sismica degli edifici ricostruiti.

Patrizia Terzoni (Foto Vagnoni)

Nessuna sanatoria è prevista per strutture totalmente abusive. Un ostacolo alla ricostruzione è stato finalmente rimosso. Come sempre siamo dalla parte dei cittadini». In che cosa consiste il provvedimento? «Rispetto alla formulazione prevista nel d.l. 55/2018 (art. 1-sexies) -spiega sempre il deputato fabrianese- l’emendamento estende la possibilità di richiedere la sanatoria, contestualmente alla domanda di contributo, alle ipotesi di cui all’art. 22 TUE ulteriori rispetto alla manutenzione straordinaria, dunque anche agli interventi di restauro e di risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia diversi dalla cosiddetta “ristrutturazione pesante”. Si tratta pertanto prevalentemente di interventi di ripristino o sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, di eliminazione, modifica e inserimento di nuovi elementi ed impianti che non comportano aumenti di volumetria. La predetta disciplina si applica ora anche all’ulteriore fattispecie introdotta dall’art. 1-bis, ossia agli incrementi di volume nei limiti previsti dalle rispettive norme regionali sul Piano Casa, con la differenza che in questo caso il contributo per la ricostruzione non viene calcolato sulla volumetria aggiuntiva.
Sono fatte salve -conclude- le sanzioni previste dal Testo unico dell’edilizia (TUE) per l’accertamento di conformità (artt. 36 comma 1 e 37, comma 4), che nelle ipotesi di parziale difformità è calcolata con riferimento alla parte di opera difforme dal permesso, mentre, in caso di doppia conformità, nella misura non superiore a 5.164 euro e non inferiore a 516 euro».


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