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Whirlpool, è il giorno dell’assemblea
I sindacati: «Accordo buono, ma vigiliamo»

COMUNANZA - Per i rappresentanti dei lavoratori resta il rammarico "del trasferimento a Napoli di Aqualtis. Per sopravvivere servono 800/850.000 pezzi all'anno"
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Lo stabilimento di Comunanza

di Maria Nerina Galiè

L’incontro al Mise del 25 ottobre scorso ha segnato un passo importante per la vertenza Whirlpool. Addirittura vitale per lo stabilimento piceno. Sulla carta, nel nuovo piano industriale 2019-2021 e nell’ipotesi di accordo firmato dalle parti sociali (leggi qui), a fine triennio non ci saranno esuberi e la produzione salirà oltre il break even point. Sulla base delle prospettive così delineatesi, il risultato raggiunto al tavolo nazionale è stato una vittoria dei rappresentanti dei lavoratori, sostenuti dai sindaci dei Comuni coinvolti dalla crisi, capofila il primo cittadino di Comunanza Alvaro Cesaroni, e dei politici locali. Domani, martedì 30 ottobre, ogni aspetto verrà sfaccettato nel corso di un’assemblea generale alla quale parteciperanno tutti i dipendenti del sito produttivo di Villa Pera, chiamati anche ad esprimere il loro parere con un apposito referendum. A spiegare il piano, la coordinatrice nazionale Fiom per la Whirlpool Chiara Laura Ferri. Per lo stabilimento di Comunanza a Roma c’erano le Rsu Paolo Marini e Gianni Lanciotti (Fiom Cgil), Raffaele Bartomioli (Uilm), Francesco Armandi e Fabio Capolongo (Ugl e di cui Armandi è anche segretario regionale). Insieme a loro i segretari provinciali Alessandro Pompei (Fiom), Alessandro D’Isabella (Uilm) e Romina Rossi (Fim).

L’interno del sito di Comunanza

Sono tornati soddisfatti ma per nulla intenzionati a crogiolarsi sugli allori. «Sarà ora nostro compito – ha sottolineato  Armandi – vigilare affinché la Whirlpool confermi e rafforzi le garanzie date al Ministero e monitorare gli impegni presi con la sottoscrizione del piano industriale, atti a salvaguardare un futuro lavorativo e strategico per il territorio». Lo stesso Ministro per lo sviluppo economico Luigi Di Maio ha promesso un monitoraggio semestrale in tutti e sei siti italiani. 

«Come organizzazione sindacale, ma soprattutto come Rsu – dice ancora il sindacalista Ugl – non posso che apprezzare positivamente lo spostamento della produzione da incasso, lavasciuga e lavatrici, dalla Polonia a Comunanza. Era una richiesta che avevamo avanzato ai vertici dell’azienda varie volte come unica soluzione, per ridurre gli esuberi, e ritenuta essenziale dallo stesso Ministro Di Maio che l’ha messa come condizione necessaria alla proroga per due anni degli ammortizzatori sociali. Rimane però il rammarico – ha continuato il sindacalista Ugl – di non essere riusciti ad impedire lo spostamento della produzione di lavatrici di alta gamma, come la Aqualtis. Questi sono prodotti di qualità con volumi che permettono una certa tranquillità occupazionale. Lo stabilimento di Comunanza per stare in piedi ha bisogno di un minimo di 800/850 mila pezzi prodotti annualmente».  

I lavoratori durante una precedente assemblea

Per Alessandro Pompei sono due i motivi per esultare davanti al nuovo piano che pure non è “perfettamente aderente alla proposta sindacale”: il ritorno delle produzioni dall’estero e sviluppo di nuove piattaforme. «La lavasciuga da incasso di 8 e 9 chili, che avrebbe dovuto incrementare lo stabilimento polacco, si farà a Comunanza – ha spiegato il segretario provinciale Fiom – cosi come quella da 6 e 7 chili, per un investimento di almeno 18,6 milioni di euro nel triennio. Con queste produzioni l’azienda conta di annullare 70 esuberi dei 135 previsti nel piano precedente. I 30 rimanenti a fine piano – ha detto ancora – dovrebbero essere scongiurati dall’entrata in funzione di “Unica”, il nuovo elettrodomestico altamente tecnologico,  del quale lo stabilimento di Villa Pera sarà l’unico realizzatore nell’area Whirlpool Emea. L’investimento di 3,5 milioni però è ancora da finanziare da parte dell’azienda». 

«Per arrivare all’accordo del 25 ottobre – hanno riferito infine Raffaele Bartomioli e Alessandro D’Isabella – è stata decisiva la disponibilità del Governo a prorogare gli ammortizzatori sociali oltre il termine del 31 dicembre, condizionata al miglioramento del piano. L’utilizzo degli ammortizzatori sociali, sarà improntato al criterio della rotazione fra i lavoratori e c’è l’impegno a ridiscutere gli incentivi all’esodo volontario».  

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