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Bottura stregato dal tartufo dei Sibillini
e il cachet lo dona in beneficenza

EVENTO - "Diamanti a tavola" diventa internazionale con la presenza dello chef numero uno al mondo dell'Osteria Francescana che sarà sabato pomeriggio ad Amandola per un'intervista in piazza e poi la cena al Cinema Europa
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Massimo Bottura

di Renato PierantozziCon la sua “Osteria francescana” è lo chef numero uno al mondo, ma è anche impegnato in tanti progetti di solidarietà a partire dai refettori per i poveri con la sua associazione “Food four soul”. E così Massimo Bottura, atteso sabato pomeriggio ad Amandola per “Diamanti a tavola” ha deciso di devolvere il compenso che riceverà in beneficenza all’associazione impegnata contro la fame nel mondo. La rivelazione è giunta durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento svoltasi al Caffè Meletti, giunto alla 21esima edizione, che grazie ad un massiccio apporto finanziario da parte della Fondazione Carisap avrà quest’anno un’eco internazionale vista la presenza proprio di Bottura.

Da sinistra Stefano Greco e Adolfo Marinangeli

«A “Diamanti a tavola” -dice il sindaco Adolfo Marinangeli insieme al vice Giuseppe Pochini- non c’è spazio per commercianti, ma solo per cavatori e produttori locali. Non ci saranno salse e olii o prodotti artefatti come previsto dal capitolato. Sono previsti 38 stand per la manifestazione che ci sarà fino all’11 novembre». Bottura, in particolare, sarà intervistato alle 17,30 in piazza Risorgimento da Fede e Tinto della trasmissione Decanter di Radio2. Mentre in serata parteciperà ad un evento fuori programma al Cinema Europa insieme agli chef Aurelio Damiani, Enrico Mazzaroni, Sabrina Tuzi e Sabatino Lattanzi dove presenterà in anteprima uno dei piatti che inserirà nel menù dell’Osteria Francescana fondendo insieme tartufo, dolce e salato. «Gli eventi legati al tartufo sono tre durante l’anno -dice Stefano Greco della Tuber Communications- con quelli legati al nero pregiato in programma a marzo e l’estivo a luglio. Per far venire Bottura non servono tanto i soldi quanto un progetto all’altezza. Anche le interviste non sono poi così frequenti poiché non si tratta di uno chef “televisivo”. Già in queste sere su Decanter stanno promuovendo il tartufo dei Sibillini»


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