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Iniziate le grandi manovre
per il rinnovo dei Comitati:
prima però le elezioni del sindaco

ASCOLI - Nel 2019 si andrà alle urne due volte. A maggio per dare alla città un nuovo sindaco e un nuovo Consiglio comunale, poi a dicembre per la formazione dei nuovi direttivi di Piazzarola, Porta Maggiore, Porta Romana, Porta Solestà, Porta Tufilla e Sant'Emidio. Due appuntamenti solo apparentemente slegati tra loro. Lo scoglio del regolamento elettorale: cinque Sestieri spingono per il listone, uno vuole tornare alle vecchie terzine. In attesa del parere dell'ufficio legale del Comune (lo statuto può essere modificato solo dal Consiglio comunale), il Consiglio degli Anziani ha affibbiato le temute sanzioni per le magagne dei cortei di luglio e agosto
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di Andrea Ferretti

Sono iniziate le grandi manovre per le elezioni. Finite quelle per il presidente della Provincia, cominciano a intensificarsi ad Ascoli quelle per il rinnovo del governo cittadino, ma anche quelle per il rinnovo dei Comitati di Sestiere della Quintana. Nel 2019 si andrà alle urne due volte. A maggio per dare alla città un nuovo sindaco, nuovi assessori e consiglieri comunali. A dicembre per la formazione dei sei nuovi Comitati di Sestiere di Piazzarola, Porta Maggiore, Porta Romana, Porta Solestà, Porta Tufilla e Sant’Emidio. Si voterà anche per il Gruppo Comunale, nel frattempo diventato (come i Sestieri) associazione a tutti gli effetti. In scadenza anche il Consiglio degli Anziani e, di conseguenza, saranno rinnovati anche il Consiglio degli Esperti, la Consulta Storica e il Collegio dei Probiviri.

Sia i caposestieri che gli “anziani” hanno la possibilità di svolgere un altro mandato di quattro anni, ultimo a loro disposizione. Il Consiglio degli Anziani è presieduto da Massimo Massetti e ne fanno parte anche Cristiano Fioravanti e Valeria Brunozzi (i tre in quota al sindaco, come da statuto), più Giuseppe Traini nella veste di rettore dei Sestieri e Fabrizio Gaspari scelto anche lui dalla “base”. Il Comitato degli Esperti è invece un “mammut” formato da ben 18 persone, compreso il dirigente del Servizio comunale, in questo caso Pierluigi Raimondi. Presieduto dal rettore, gli altri membri sono i sei delegati dei Sestieri, il responsabile del Gruppo comunale, il coreografo, il provveditore di campo, il responsabile del campo, il responsabile della giuria, il maestro di bandiera, il maestro dei musici, il maestro d’arceria, il responsabile del benessere dell’animale (un veterinario dell’Asur), il rappresentante degli undici Castelli. Coreografo, maestro di bandiera e maestro dei musici compongono anche la Consulta Storica che si completa con il maestro di corteo, il costumista e un rappresentante del Centro Studi Giochi Storici.

Fra un anno al voto potranno andare tutti coloro che risultano iscritti agli Albi di Sestiere al 30 settembre 2018. Rispetto alle ultime elezioni di fine 2015, il numero degli aventi diritto è aumentato in misura esponenziale, considerando che tutti i nuovi figuranti che hanno sfilato nei sei cortei del 2016, 2017 e 2018 si sono obbligatoriamente dovuti iscrivere. A questi vanno aggiunti i residenti, gli ex residenti, i discendenti in linea diretta di residenti, i discendenti in linea diretta di ex residenti, i simpatizzanti. Come dire: chiunque. Se per le prime quattro “categorie” fa testo l’ufficio anagrafe del Comune, i simpatizzanti passano al vaglio dei Comitati di Sestiere che verificano la triennale attività nell’ambito delle iniziative di Sestiere svolta dal richiedente. Nell’ultima ondata del 30 settembre all’Ufficio protocollo del Comune (poi trasferite all’Ufficio Quintana) sono pervenute non meno di 500 richieste di iscrizione. Tranne qualche rara eccezione, tutte accettate.

I Comitati di Sestiere (attuali e futuri) sono composti da 13 persone più il console la cui carica è a vita. Ma lo scoglio, ora, è il regolamento elettorale. Quello vigente prevede voti singoli. Quello precedente prevedeva “terzine”. Cinque caposestieri su sei stanno fortemente spingendo per ottenere un cambio del regolamento con “listoni” capeggiati ovviamente da chi si candida caposestiere. Solo Porta Tufilla è contraria e chiede di tornare alle vecchie terzine. Su questo argomento i caposestieri hanno informalmente incontrato il sindaco Guido Castelli che li ha ascoltati passando poi la patata bollente al Consiglio degli Anziani. Quest’ultimo ha interpellato l’Ufficio legale del Comune che dovrà fornire un parere. Eventuali modifiche allo statuto dovranno comunque essere ratificate dal Consiglio comunale, lo stesso che approvò il vigente Statuto quando la rievocazione dal vecchio Ente Quintana passò sotto l’egida dell’Amministrazione comunale.

Il sindaco Guido Castelli e Massimo Massetti, presidente del Consiglio degli Anziani della Quintana

Insomma, manca più di un anno e già si battaglia. A metà strada ci saranno le comunali e, come del resto avvenne l’ultima volta, affermare che le due tornate elettorali vadano ognuno per proprio conto non risponde alla verità. Le prime elezioni della Quintana risalgono al dicembre del 1990. Non c’erano gli Albi (sarebbero arrivati nel 1998) e per votare bastava recarsi nelle sedi di Sestiere e lasciare i propri dati. Non c’era bisogno di documenti, e ci fu chi votò addirittura in tutti i Sestieri: un amico qui, un amico là… come si fa a dire di no? Non era il tempo delle mele, ma delle “quartine”. Inoltre ogni Sestiere al suo interno decideva in autonomia anche tre consiglieri che entravano a far parte “di diritto” del successivo Comitato. La continuità era qualcosa da preservare. Oggi, col voto singolo, in effetti, non è proprio così.

LE MULTE – In attesa di modificare o meno l’attuale regolamento, ai Sestieri intanto sono state comunicate le famigerate multe per le magagne relative alle sfilate di luglio e agosto. Cifre di poco conto: 50 euro per qualche accessorio non autorizzato dal costumista e 150 per qualche acconciatura femminile un po’ troppo moderna. Insomma, c’è stato un netto miglioramento rispetto a qualche anno fa. La famosa “panzata” (dopo la vittoria di luglio, due figuranti durante il corteo di ritorno festeggiarono fronteggiandosi a colpi di pancia) a Porta Tufilla costa 300 euro, mentre i kep “fuori ordinanza” indossati dai cavalieri di Porta Maggiore e Porta Tufilla 250 euro. Se non ci saranno ricorsi, sono soldi che verranno decurtati dai 20.000 euro che ogni anno il Comune gira ai singoli Sestieri.

 

 


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