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Mercato della Terra
compie un anno e diventa
un “caso” nazionale (Le foto)

COMUNANZA - L’associazione, nata grazie a Comune e Slow food e supportata da Fondazione Carisap, partecipando a numerosi eventi anche nazionali. Sabato e domenica sarà a Grottammare per la Fiera di San Martino
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di Maria Nerina Galiè

Ha poco più di un anno ma cammina già spedito. Si tratta del Mercato della terra, nato dalla collaborazione del Comune di Comunanza con Slow Food e che, grazie al prezioso contributo della Fondazione Carisap nell’ambito del progetto #MasterplanTerremoto, ha potuto realizzare e partecipare a numerosi eventi. Oltre 20 produttori agricoli dei Sibillini da ottobre 2017 hanno unito le forze e, spinti dall’esigenza di favorire la riscoperta del legame tra frutti del campo e comunità di riferimento, propongono prodotti di qualità direttamente ai consumatori, a prezzi giusti e garantendo metodi di produzione sostenibili per l’ambiente. Alla base del loro operato c’è la promozione di una corretta cultura alimentare e la difesa della biodiversità. Oltre che alla tradizionale Fiera degli uccelli di Comunanza, lo scorso anno come prima “uscita ufficiale” e nell’edizione 2018, e ad Amandola, il 3 e 4 novembre scorsi in occasione di Diamanti a Tavola, gli agricoltori si alterneranno a Grottammare per la Fiera di San Martino, sabato 10 e domenica 11 novembre in Piazza Kursaal, e il 25 di nuovo a Comunanza per la Festa di Santa Caterina.

Grottammare si prepara ad ospitare “Mercato della terra”

Nel frattempo, sono stati protagonisti della vetrina internazionale di Torino, “Terra madre, il salone del Gusto”. Ed il 23 ottobre, Tommaso Annibali, consigliere comunale di Comunanza ha attirato l’attenzione, e l’interesse, del Ministro alle politiche agricole e al turismo Gian Marco Centinaio, in visita a Montefortino proprio in un’azienda agricola del raggruppamento. Momenti, alcuni tra i più azzeccati per il loro genere merceologico, altri un po’ meno ma sempre un “importante momento di confronto e di crescita”, hanno detto i ragazzi, quasi tutti giovani, mettendo impegno nel loro operato. Ed ora ci mettono nome e volto per raccontare la loro esperienza, a distanza di un anno, vissuto tra la ripresa dal sisma che ha sconvolto il loro territorio e lo stimolo di nuove importanti opportunità lavorative. 

Francesco Fortuni, specializzato nella produzione di legumi a Montemonaco, ha espresso tutta la sua gratitudine al Mercato della terra, dopo che il terremoto gli ha distrutto nel 2016 tutti i depositi. Pian piano è riuscito a rialzarsi senza mai perdere la grinta che lo caratterizza. C’è poi Simone Giovannozzi della “Simone tartufi” di Ascoli Piceno,  nata 7 anni fa «quasi per gioco – ha detto – quando ho provato a trasformare la mia passione in un lavoro. E sembra che le cose stiano andando bene». 

Andrea Servili, dell’azienda agricola “Villa Conti” di Amandola, non nasconde le difficoltà iniziali. «Ma adesso l’iniziativa sta prendendo piede» annuncia soddisfatto. 

Martina Capenti della ditta “Il girasole” dal 2011 tratta tartufi, noci, nocciole e marroni. Nel frattempo ha allargato la produzione con l’acquisto di un vecchio meleto di mele rosa già in produzione. «Trovo questa esperienza molto utile per farci conoscere ma anche per scambiare esperienze tra noi produttori». 

Geltrude Moretti è stata chiamata da  Civita di Cascia perché coltiva, a 1200 metri altitudine, uno dei presidi Slow food, la roveja.  «Ma anche zafferano ed altri preziosi legumi. Non si lavora ancora tantissimo – commenta riferita al Mercato della Terra – ma trovo ogni esperienza nuova e bellissima. Spero si continui perché di certo a breve vedremo i risultati».  

E’ di Montemonaco anche Adorno Tisi con le sue farine di grani antichi. L’esperienza di Torino gli ha dato più soddisfazione che le fiere locali. Così come a Nunzio Tassi, apicultore d’esperienza di Montefortino che ha riferito: «Dietro al nostro prodotto c’è una filosofia di vita che amo spiegare alle persone che si avvicinano al mio stand. C’è miele e miele e non tutti apprezzano la differenza. E’ questa invece che valorizza il prodotto ed il territorio da cui proviene». 

 Non ci sono solo frutti di bosco nelle particolari confetture di Scilla Tiberi de “Il gelso rosso”. Nel suo laboratorio di Comunanza si utilizzano pure piante spontanee, mele rosa, pomodori verdi e cipolla. 

L’azienda “Terra Terra” di Rapagnano è gestita da due giovani che «producono e vendono a chilometri zero» e si chiamano Diego e Diego. 

C’è qualche veterano del settore che si sente di dare un consiglio agli organizzatori del Mercato della terra: «Bisogna scegliere bene l’evento a cui partecipiamo – sostiene Fausto Fazi, titolare del marchio “Nonna Maria” – vendiamo cibo, inutile proporsi a chi cerca altro». 


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