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«Ciao mister, ci mancherai»
Lo straziante addio a Caldarola

CASTEL DI LAMA - Chiesa di Villa Sant'Antonio gremita per l'ultimo saluto all'allenatore della Santa Maria Truentina morto in campo a causa di un infarto. L'intera comunità si è stretta intorno alla famiglia. I figli: «Eri l’uomo più forte che abbiamo conosciuto»
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L’arrivo della bara in chiesa

di Claudio Felicetti

«Eri l’uomo più forte che abbiamo conosciuto, il tuo sorriso dall’alto del cielo continuerà a rallegrare tutti. Ti amiamo tanto, proteggici. Ciao papà». Con queste toccanti parole, pronunciate con la voce rotta dal pianto, i figli Marino e Lucia hanno salutato in chiesa il padre Giacomo Caldarola, il 48enne allenatore ucciso venerdì scorso da un infarto fulminante al termine della partita nel campo sportivo di Piattoni.

Per l’addio a Giacomo, nel pomeriggio di domenica 11 novembre, nella chiesa parrocchiale di Villa Sant’Antonio, l’intera comunità lamense si è stretta intorno ai familiari, ai parenti e agli amici giunti dalla Puglia, terra di origine del bravo allenatore dei Giovanissimi della Santa Maria Truentina. Insieme a loro, si sono raccolti in preghiera anche tanti appassionati e praticanti del calcio dilettantistico e dello sport.
Il rito funebre, in una chiesa gremita di fedeli, è stato concelebrato dal vice parroco don Paolo Sabatini, dal parroco di Piattoni don Luigi Nardi, dall’attuale cappellano del carcere don Domenico Poli e dagli ex don Dante Talamonti e padre Pietro Capoccia.
All’entrata della bara in chiesa, e poi all’uscita, la salma di Giacomo è stata salutata da un picchetto d’onore di agenti della Polizia penitenziaria del supercarcere di Marino del Tronto (i suoi colleghi di lavoro), che hanno presidiato il feretro anche durante la cerimonia religiosa.
Straziati dal dolore i familiari, la moglie Angela (apprezzata catechista in parrocchia), i figli Marino di 18 anni e Lucia di 14, la madre Consiglia, i fratelli Vincenzo e Maria, la suocera Lucia. Accanto a loro, i dirigenti e i ragazzi della Santa Maria Truentina.

«E’ difficile per me dire qualche parola -ha iniziato la sua omelia don Paolo, visibilmente commosso- era impossibile non voler bene a Giacomo, perché portava la gioia ovunque andasse con il suo sorriso, anche se qualche volta era burbero, a fin di bene, con i ragazzi che allenava. La dolcezza del suo carattere – ha concluso – è qualcosa che dobbiamo mantenere sempre viva».

Giacomo Caldarola

Prima dell’uscita della salma dalla chiesa, oltre ai figli, il fratello Vincenzo, singhiozzante, ha voluto ringraziare tutta la comunità per la vicinanza e l’affetto dimostrati in un momento così doloroso per la famiglia. Anche i dirigenti e i ragazzi della Santa Maria hanno ricordato il “vecchio leone barese” con parole commoventi e affettuose: «Non sarai più sugli spalti a incitarci, ci mancheranno il tuo sorriso, le tue urla in campo, i tuoi assordanti incoraggiamenti in dialetto pugliese». Infine, don Luigi ha ringraziato Giacomo per la sua dedizione nella crescita sportiva dei ragazzi manifestando la vicinanza e l’affetto per i familiari.
Al termine del rito, la salma di Giacomo Caldarola è stata tumulata nel cimitero di Piattoni.


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