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Morganti vede e… provvede

ASCOLI - L'ascolano presente in tribuna per Ascoli-Padova nella triplice veste di designatore degli arbitri di B, provveditore di campo della Quintana, ma anche ex bianconero per i suoi trascorsi nelle giovanili del Picchio
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Emidio Morganti al Campo dei Giochi durante la Quintana di luglio 2018 (Foto Vagnoni)

di Andrea Ferretti

Il campionato di Serie B si ferma di nuovo. Lo fa per la Nazionale. E per l’Ascoli la sosta giunge propizia perché Vivarini avrà tempo per recuperare qualche giocatore in vista del derby di Pescara. Al momento c’è un terzo della rosa fuori uso, o quasi. Alcune assenze sono impercettibili visto che si tratta di giocatori che finora non hanno mai giocato come Ingrosso, Coly e Carpani. Ma ai box ci sono anche Baldini e Rosseti che ha cominciato a riprendere confidenza con l’infermeria, luogo che nelle ultime stagioni (compresa quella passata, la sua prima in bianconero) ha frequentato a lungo. Preoccupa invece l’infortunio di Troiano, che comunque non è grave come sembrava, visto che alla fine salterà probabilmente solo Pescara. E preoccupa l’assenza di Brosco che a Pescara è un ex di lusso avendo conquistato la Serie A con Zeman nel 2012. Brosco, senza dubbio uno dei migliori finora ma anche uno dei migliori difensori della B, è anche il capocannoniere dell’Ascoli con tre gol.

L’arbitro Ros

A proposito della sosta, Vivarini ne approfitterà per “confessare” di nuovo Ganz, momentaneamente messo da parte un po’ come fece Cosmi lo scorso anno (sarà un caso?), poi prenderà da parte Beretta convincendolo che il gol arriverà ma che non può non azzeccarci manco a porta vuota. E poi Perucchini. Il portiere a Lecce era considerato una specie di fenomeno. Cosa gli è successo salendo l’Adriatico? E Lanni come reagisce vedendosi relegato a dodicesimo con quello che combina il collega in campo? Senza gettare la croce addosso a nessuno, Perucchini ha finora sulla coscienza almeno tre, quattro gol. Troppi per una squadra che, è innegabile, ha dimostrato di poter stazionare nei quartieri alti della graduatoria. O, se vogliamo dirla alla Troiano (l’allenatore in campo), in maniera stabile nella colonna di sinistra della classifica.

Emidio Morganti

Ma la sosta servirà a molti dei quasi 9.000 presenti al “Del Duca” – una buona metà richiamata dalla festa del 120° – per riflettere su quell’azione che ha deciso l’incontro, quando l’arbitro Ros non ha fermato il gioco con Laverone e Addae a terra appena scontratisi tra di loro. Non c’è una norma di regolamento che preveda lo stop a prescindere. Decide l’arbitro. E Ros ha ritenuto di far proseguire l’azione, salvo poi mordersi entrambi i gomiti nell’intervallo perché è stata quella l’azione che ha portato al primo gol del Padova, con Perucchini fermo tra i pali a seguire la doppia traiettoria andata-ritorno della palla: il cross, l’inzuccata (non irresistibile) e la sfera alle sue spalle. Una rete che ha mandato l’Ascoli nel pallone cambiando il verso della gara.

Sono stati in tanti, sugli spalti, a guardare male Emidio Morganti, il designatore della B, ascolano, presente in tribuna in triplice veste. Ufficialmente come designatore della B, ma anche come ex bianconero (da ragazzino ha giocato nelle giovanili dell’Ascoli e quindi era anche un po’ la sua festa) e, non ultimo, come “provveditore di campo” della Quintana. Alla festa dell’Ascoli ha infatti partecipato anche una rappresentanza della rievocazione storica, a conferma che Ascoli è la “Città dell’Ascoli Calcio” e la “Città della Quintana”. Anche lui ha applaudito l’esibizione degli sbandieratori: tanti, ordinati, colorati e con in mano bandiere con teli raffiguranti il logo del 120°. Come “provveditore di campo” (massima autorità al Campo dei Giochi durante le tre tornate della Giostra) ha sicuramente vinto. Non altrettanto come “provveditore” degli arbitri. Morganti ha visto tutto: lo sventolio delle bandiere quintanare e il mancato “stop” di Ros. Alla fine, l’Ascoli ha perso e lui se l’è cavata con un… pareggio. Di quelli ottenuti però per il rotto della cuffia.

L’uscita dal campo di sbandieratori e musici della Quintana in occasione della festa del 120° bianconero

 

 


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