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“Pollex”, testato il sistema
di comunicazione
e il coordinamento
tra mezzi militari e civili
(Il video)

SAN BENEDETTO - La simulazione ha riguardato la perdita di 200 litri di gasolio grezzo nella piattaforma "Sarago Mare 1" dopo una collisione e il ferimento di un marittimo nell’incidente. Il comandante della Capitaneria, Colarossi: «In mare bisogna prepararsi al meglio per qualsiasi situazione»
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Il video dell'esercitazione

di Benedetto Marinangeli

E’ perfettamente riuscita l’esercitazione Pollex 2018, effettuata martedì e coordinata dalla Capitaneria di Porto di San Benedetto. La simulazione ha riguardato due tipi di interventi: da una parte, la perdita di 200 litri di gasolio grezzo nella piattaforma Sarago Mare 1, al largo di Porto Sant’Elpidio (Fermo), a causa di una collisione con un mezzo navale e dall’ altra il ferimento di un marittimo nell’incidente. Insieme agli uomini della Guardia Costiera hanno operato in mare il personale di 118, Guardia di Finanza, Edison Exploration Production, Servimar e Guidotti Ships.

La presentazione dei risultati di Pollex

«E’ stata simulata una situazione realistica – spiega il comandante della Capitaneria di Porto, Mauro Colarossi – che ci è servita per testare il nostro sistema di comunicazione ed il fondamentale coordinamento fra i vari mezzi militari e civili interessati in operazioni di questo tipo. In mare le condizioni ambientali non sono mai standard e quindi occorre prepararsi al meglio in qualsiasi situazione ed essere capaci di intervenire prontamente. Stiamo parlando di un ecosistema delicato che bisogna preservare. Abbiamo impegnato al meglio tutte le risorse a nostra disposizione e colgo l’occasione per ringraziare la Guardia di Finanza, il 118, l’Edison e tutte le ditte che vi hanno preso parte. In questi frangenti la comunicazione fra le varie parti diventa fondamentale ed è proprio su questo punto che ci siamo maggiormente concentrati. In questo modo si conoscono i mezzi a disposizione e soprattutto lo scenario in cui si andrà ad operare. Oltre a Pollex 2018 l’esercitazione ha visto anche l’implementazione della procedura Medevac, ovvero Evacuazione Medica di Urgenza».

Antonio Cipresso, uno dei più stretti collaboratori del comandante Colarossi ha illustrato le fasi dell’esercitazione. «Edison insieme a Guidotti Ships – dice – ha posizionato dei galleggianti contenitivi dell’olio grezzo, quindi la macchia è stata contenuta, bloccata con l’olio che veniva recuperato dal mare. C’è stato anche un pattugliamento costante della costa non solo per impedire l’accesso ad imbarcazioni non autorizzate nelle aree oggetto dell’operazione, ma anche per rilevare eventuali altre macchie di gasolio. Allo stesso tempo una motovedetta della Guardia Costiera con a bordo personale del 118, ha avvicinato l’imbarcazione col ferito. C’è stata prima una cura immediata sul posto attraverso un contatto radio continuo con il Cirm, che ha a disposizione sempre un medico per le informazioni del caso. Poi ecco l’immediato ritorno al porto di San Benedetto dove c’è in attesa l’ambulanza del 118 per il trasporto in ospedale».

Tra Area Vasta 5 e Capitaneria di Porto esiste una convenzione stipulata nel 2003 in base alla quale, un medico ed un infermiere del 118 si imbarcano sulla motovedetta pochi minuti dopo la richiesta di aiuto. Un servizio importantissimo a favore della marineria locale, al diporto ed alle imbarcazioni di passaggio nello spazio acqueo di competenza. La media sono di circa due, tre interventi l’anno. «La nostra azienda – spiega Luca Falcone della Edison – è sempre molto attenta alle implicazioni ambientali ed investe nella ricerca per trovare i sistemi migliori per prevenire i danneggiamenti dell’ ecosistema marino, coordinandosi sempre con la Guardia Costiera». «All’ istituto Montani di Fermo – è la chiosa di Flaviano Carlorecchio – abbiamo il più avanzato sistema di monitoraggio navale d’Italia, adatto anche per lo studio della prevenzione degli incidenti ambientali in mare».


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