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Un ospedale di primo livello
e uno di base
Ceriscioli: «Rispetto delle linee guida»
E Fioravanti grida vittoria

ASCOLI - Una intervista del presidente della Regione, Ceriscioli, a un giornale online del Piceno scatena la reazione del presidente del Consiglio comunale di Ascoli e portavoce Fratelli d’Italia Marche il quale, insieme al sindaco Castelli, è a capo dell'opposizione del nuovo ospedale di Pagliare e al ridimensionamento del "Mazzoni" di Ascoli.
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Ma quando si metterà un punto fermo sulla riorganizzazione sanitaria, auspicata da tutti, nel Piceno? Ogni giorno si susseguono polemiche, interventi, prese di posizione, sovente politicamente strumentali in vista delle comunali di Ascoli del 2019 e delle regionali del 2020, dibattiti, eccetera. Una intervista del presidente della Regione Luca Ceriscioli ad un giornale online del Piceno scatena la reazione del presidente del Consiglio comunale di Ascoli, e portavoce Fratelli d’Italia Marche, Marco Fioravanti, che è a capo, insieme al sindaco Guido Castelli, all’opposizione del nuovo ospedale di Pagliare e al ridimensionamento dell’ospedale Mazzoni di Ascoli.

Marco Fioravanti

Nell’intervista Ceriscioli fa un’affermazione che, in realtà, era già nei fatti. «L’importante è il rispetto delle linee guida. – dice il presidente della Regione – ovvero un solo ospedale di primo livello in ogni Provincia. Ma si può prevedere, se la Conferenza dei sindaci sceglie questa strada, anche un ospedale di base con Pronto soccorso e gli annessi minimi per farlo funzionale. Come avvenuto a Macerata, con ospedale di primo livello, e a Civitanova con ospedale di secondo livello. L’algoritmo (che ha indicato la localizzazione baricentrica di Pagliare per il nuovo ospedale, ndr) è stato lo strumento per far ripartire il dibattito e arrivare ad un risultato. Noi ascoltiamo i sindaci». Come dire, quindi, che se i sindaci vogliono, possono indicare un’altra localizzazione per il nuovo ospedale e prevedere nel contempo anche un ospedale di base. Dove il nuovo ospedale di primo livello? Sia Ascoli sia San Benedetto lo vogliono.

Prende subito la palla al balco Fioravanti. «Sono emozionato – afferma non senza enfasi – perché il popolo si è ribellato alla scelta della casta che, chiusa nelle stanze del potere, non avendo una visione, usa la scorciatoia dell’algoritmo per propinare opzioni errate. Sulla costruzione del nuovo ospedale niente più algoritmo: la Regione fa marcia indietro. La verità è che il Pd ha avuto paura dei popoli delle due città,  Ascoli e San Benedetto, i quali hanno alzato un muro contro di essa».

Luca Ceriscioli

«Una città capoluogo di provincia ed una importante città a forte vocazione turistica – continua Fioravanti –  non sarebbero mai potute rimanere senza presidi ospedalieri. Solo una politica miope ed, accecata dall’“odio politico” poteva partorire una tale nefandezza. Ma i cittadini, i comitati, gli operatori e le tante firme raccolte nei gazebo non hanno l’anello al naso ed hanno capito il doppio inganno.  Da una parte una chimera irraggiungibile, dall’altra meno soldi per la sanità Picena, in virtù del fatto che si seguiva un’idea impossibile. La lotta dei cittadini e delle istituzioni contrarie, a partire dai sindaci, ha prodotto un risultato e di questo possiamo andare tutti fieri. Ora la Regione accecata dall’astio politico prova a far litigare i territori sull’ospedale di primo e secondo livello, ma noi non ci prestiamo a questi giochetti». «Per il Piceno – afferma sempre Fioravanti – abbiamo chiesto con forza l’Azienda Ospedaliera Marche Sud che, posta in una zona di confine, sarebbe appetibile per i pazienti provenienti dall’hinterland e dall’Abruzzo. Meritiamo tale Azienda anche per i nostri professionisti che se la sono guadagnata sul campo producendo una sanità virtuosa di qualità. La Regione Marche rompa gli indugi e faccia la stessa scelta politica che anni fa ha fatto per il Pesarese, senza esitazioni o scuse di natura più o meno tecnica. Volere è potere caro presidente Ceriscioli».

L’ospedale di Ascoli

Poi Fioravanti fa una considerazione al veleno. «Mi viene un sospetto vista la virata sulla costruzione del nuovo ospedale di vallata. – dice – Non è che per caso non ci sono i finanziamenti pubblici paventati e mai ottenuti? O magari il presidente Ceriscioli si è accorto, nonostante le promesse fatte agli imprenditori, che la Regione non ha nelle sue casse i soldi per pagare il canone di un project finacing? O forse un’operazione di natura completamente privata rischia di apparire troppo poco di sinistra? La confusione sulle scelte in sanità per il nostro amato territorio regna sovrana. È un caso? O il caso serve a giustificare l’ immobilismo politico e la riduzione di risorse per la salute dei nostri cittadini? Caro presidente se facesse meno danni e meno promesse da marinaio, avrebbe la fortuna di riflettere sul fatto che insieme al suo partito, a meno che non l’abbia scaricato anch’esso, non vi sia rimasto molto tempo alla guida della Regione. Ne approfitti per darsi una pausa dai mille inutili affanni così da regalare finalmente una gioia ai cittadini del Piceno».


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