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“Cicatrici”, la canzone dedicata a Genova
dà il titolo al nuovo disco degli Abetito

MUSICA - La band picena torna con un nuovo album dalle sonorità più pop, senza mai perdere di vista attualità e storia, tra ballate intime e pezzi più leggeri. C'è anche una canzone che parla della lotta partigiana sul Colle San Marco
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di Luca Capponi 

Le ferite sono quelle personali, che derivano da drammi privati difficilmente comprensibili da chi non li ha vissuti. Ma anche quelle della storia, mai ancora rimarginate, o quelle che la contemporaneità ci propina a causa dell’incuria umana.

Gli Abetito Galeotta

Tutte pronte a diventare, o già divenute, cicatrici dell’anima. Le stesse che danno il nome al nuovo disco degli Abetito Galeotta, “Cicatrici” appunto. Il terzo di una serie iniziata nel 2010 con “Bagaglio a mano” e proseguita tre anni più tardi con “Cambi di stagione”. La band picena, composta da Manlio Agostini (voce e chitarra acustica), Marco Pietrzela (flauto traverso), Alessandro Corradetti (pianoforte e tastiere), Andrea Carlini (basso e cori) e Simone Biancucci (batteria e percussioni), presenterà il lavoro sabato 24 novembre alle 17 presso la Sala della Ragione di Palazzo dei Capitani.
Gli Abetito giungono dunque alla prova del tre con un disco che segna la svolta verso sonorità più pop, impreziosito da ballate intimistiche e toccanti come “Benedetta nuova vita” e pezzi più leggeri quali “Albe adriatiche” e “Spettacolo”. A svettare, però, sono forse “Teoria dell’involuzione” (coi versi di Agostini che colpiscono: «Imbottito di ragione l’uomo involve senza freno, la speranza è l’estinzione») e lo stesso “Cicatrici”, che prende le mosse dalla tragedia del crollo del Ponte Morandi di Genova. «Il nome del disco è arrivato alla fine, quando le canzoni erano già tutte scritte. -spiega lo stesso Agostini-  Ci siamo resi conto che si tratta di un lavoro molto intenso, legato a determinati eventi che si è vissuto a livello personale ma anche storico e collettivo. Si parla infatti di stragi di mafia, lotta partigiana, malattia in età pediatrica, ferite profonde che lasciano cicatrici: il tutto però visto in un’ottica di speranza, perché le stesse cicatrici contribuiscono a renderci quello che siamo».

Il cantante Manlio Agostini

A proposito di Storia, il disco racconta le stragi di Mafia del ’92 (“L’elemento sorpresa”) e la resistenza ascolana durante la Seconda Guerra Mondiale  in “3 ottobre 1943”. Non è la prima volta che gli Abetito scelgono di parlare di eventi legati all’Ascolano. «Siamo molto legati al nostro territorio (il nome del gruppo deriva da una frazione di Montegallo, Abetito) essendo tutti nati e vissuti qui. -continua Agostini- Inoltre, ci piace poter raccontare storie fondanti per la città, e soprattutto recuperare personaggi controversi e misteriosi, penso al brigante Piccioni o a Cecco d’Ascoli. Anche nella storia partigiana del brano c’è un personaggio discusso come Perini, che secondo buona parte delle persone ha mandato al massacro ragazzi di 18-20 anni mentre altri lo osannano come chi si è opposto all’avanzata tedesca; insomma, non ci piace parlare delle cose scontate».

La copertina del disco

“Cicatrici” esce su etichetta Ars Spoletium dopo essere stato registrato presso l’AG Studio. Tra le collaborazioni, quelle col il chitarrista Sandro Di Nino e la cantautrice toscana Eleonora Tirrito. La copertina, le illustrazioni e il progetto grafico sono dell’artista Marco Zaini. Durante la presentazione verranno eseguite dal vivo alcune canzoni del disco con vari ospiti d’eccezione. Sarà inoltre trasmesso in anteprima il video di “Spettacolo” realizzato da Federico De Marco. L’evento di presentazione, patrocinato dal Comune, sarà moderato dal giornalista Filippo Ferretti.


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