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“Così fan tutte”, un caso nazionale
Alcuni insegnanti:
«E’ un linciaggio indegno,
mai detto che l’opera è scabrosa»

ASCOLI - L’incredibile e inaspettato cancan mediatico ha forse avuto un solo risvolto positivo: accendere la curiosità degli spettatori che sabato prossimo (ore 20,30) riempiranno il Teatro Ventidio Basso dopo il flop di presenze del "Trovatore". Per il resto la polemica accesa durante la presentazione del maestro Pier Luigi Pizzi, che firma l’allestimento per regia, scene, costumi e luci, ha purtroppo fatto passare il mondo scolastico ascolano e la città per ignoranti, retrivi, bacchettoni e bigotti. Giovedì alle ore 17 l'anteprima giovani

La presentazione di “Così fan tutte” in Comune con il sindaco Guido Castelli e il maestro Pier Luigi Pizzi

di Franco De Marco

L’incredibile ed inaspettato cancan mediatico provocato dal “Così fan tutte” di Ascoli ha forse avuto un solo risvolto positivo: accendere la curiosità degli spettatori che, si spera, sabato prossimo riempiranno il Teatro Ventidio Basso (ore 20,30) dopo il flop di presenze (assolutamente ingiustificato) del Trovatore. Per il resto la polemica accesa durante la conferenza stampa di presentazione dal maestro Pier Luigi Pizzi, che firma l’allestimento per regia, scene, costumi e luci, ha purtroppo fatto passare il mondo scolastico ascolano, e tutta la città, per ignoranti, retrivi, bacchettoni, bigotti e chi più ne ha più ne metta.

L’assessore alla cultura Piersandra Dragoni e, alla sua sinistra, il maestro Pizzi

Gli autori del dramma giocoso andato in scena per la prima volta a Vienna nel 1790 (pensate un po’) , ovvero il supergenio musicale Wolfgang Mozart e il librettista Lorenzo Da Ponte, si stanno rivoltando di sicuro nella tomba. Che la loro commedia, con al centro la scommessa sulla fedeltà di due ragazze (Fiordiligi e Dorabella) verso i rispettivi fidanzati (Guglielmo e Ferrando), fosse additata come scabrosa, non se lo potevano proprio immaginare. Non avrebbero mai potuto pensare che dopo quasi 500 qualcuno si potesse scandalizzare. Roba da matti. Invece ad Ascoli è accaduto. E’ stato, come detto, il maestro Pier Luigi Pizzi ad accendere suo malgrado la miccia dicendo di aver saputo che alcune scuole avevano preso le distanze dall’opera perché ritenuta scabrosa o comunque non adatta al pubblico studentesco. Da questa affermazione si è scatenato il cancan mediatico. Giornali, trasmissioni televisive e radiofoniche, e soprattutto i social, a livello nazionale e oltre, si sono scatenati con commenti irridenti.

Ma quali insegnanti hanno detto, in verità, che non portavano i loro studenti all’opera perché ritenuta scabrosa o non adatta? Non è stato possibile, fino ad oggi, saperlo. Si è rimasti nel generico e forse nel passaparola magari pure con qualche equivoco. C’è da credere che se la “voce” è arrivata al regista evidentemente qualcuno se ne è fatto portatore sulla base di notizie dirette. E se questo genere di insegnanti esiste davvero allora sarebbe il caso di mandarlo… a scuola. La polemica ha però acceso la reazione di altri insegnanti che si sono sentiti vittima di un vero linciaggio morale e professionale. Sono quelli che non hanno ritenuto di dover portare i loro studenti all’opera ma non a causa della scabrosità, assolutamente inesistente, della rappresentazione, anzi formativa nel campo dell’educazione sentimentale, ma per tutt’altri motivi molto più pragmatici: organizzativi (assistenza, trasporti, calendario, eccetera) o di adesione sì, magari, al Progetto Lirica per le scuole coordinato dal Coro Ventidio Basso, solo per gli altri titoli che la Fondazione Rete Lirica delle Marche  ha messo in cartellone quest’anno (Trovatore, Così Fan tutte, Falstaff).

«Siamo stati messi alla berlina. Offesi. – dice qualcuno – ma senza motivo. Non ci sogneremmo mai di dire che “Così fan tutte” è un’opera scandalosa. Siamo matti? Se non abbiamo partecipato è per motivi strettamente legati all’organizzazione didattica e ai tempi interni delle scuole». La realtà ha come sempre tante sfaccettature. Comunque prendiamola tutti con leggerezza e col sorriso, come vorrebbero i signori Mozart e Da Ponte, e andiamo a vedere questo “Cosi fan tutte” che si annuncia delizioso, per levità, raffinatezza e gusto estetico alla vista e all’orecchio. Il tema centrale è la scoperta dell’amore e del sesso, dell’infedeltà amorosa, ma con estremo garbo e sempre col sorriso.

Il Teatro Ventidio Basso (Foto Vagnoni)

Domani giovedì 29 novembre, alle ore 17, nel Teatro Ventidio Basso, è in programma l’anteprima giovani, in un quadro di formazione degli spettatori di domani. Il Ventidio, secondo i dati non definitivi della vigilia, dovrebbe essere occupato all’80%. Platea, 1° e 2° ordine tutti pieni, 3° centrale pure. L’ingresso, per questa anteprima, è riservato, come in passato, solo agli studenti accompagnati dai loro insegnanti. L’unica scuola media inferiore che ha aderito al progetto, questo è un fatto, al contrario dei precedenti appuntamenti, è la media D’Azeglio. Per le superiori, invece, sicuramente il Liceo Artistico “Osvaldo Licini” e l’Ipsia Sacconi di Ascoli, il Liceo Classico di San Benedetto e il Liceo Scientifico di Martinsicuro (Teramo).  Partecipa, inoltre, ma privatamente,  un nutrito gruppo di studenti aderenti ad un progetto formativo della “Music Academy Ascoli” con direttore artistico Luca Cecchini.

Domani dunque verifica sul campo dopo le polemiche. C’è curiosità. Ma quello che conta davvero è l’aspetto artistico sicuramente molto alto della recita. Gli interpreti sono: Arianna Vendittelli (Fiordiligi), Cecilia Molinari (Dorabella), Gianluca Margheri (Guglielmo), Alasdair Kent (Ferrando), Francesca Benitez (Despina) e Andrea Concetti (Don Alfonso).  L’Orchestra Filarmonica Marchigiana è diretta dal maestro Marco Moresco. Coro del Teatro della Fortuna “Mezio Agostini” di Fano diretto dal maestro Mirca Rosciani.

Venerdì 30 novembre, invece, alle ore 18, nel foyer del Ventidio Basso, ci sarà un incontro di stampa e pubblico con gli interpreti di “Cosi fan tutte”. Altra occasione per approfondire l’opera e la sua inaspettata notorietà mediatica.


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