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Duro colpo al mercato della droga:
la Polizia arresta nove persone
Tutto faceva capo a un insospettabile
(Il video)

ASCOLI - Tra i suoi connazionali finiti in manette, il 35enne era l'unico "regolare", con famiglia e un lavoro. Sei sono in carcere e tre ai domiciliari. Del gruppo fanno parte anche due ascolani (un uomo di 54 anni e una ragazza di 24) e un sambenedettese di 26 anni. L'operazione della Squadra Mobile è partita un anno fa, con le indagini avviate dopo l'arresto di uno spacciatore davanti al Sert dell'ospedale "Mazzoni". Poi lo smantellamento della "centrale operativa" in contrada Valle del Forno di San Benedetto. Infine il blitz di questa mattina. Lo spaccio avveniva soprattutto sulla costa. Sequestrati 2,5 chili di eroina: una recrudescenza fa scattare l'allarme. Un volume d'affari di 240.000 euro
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di Andrea Ferretti

Nove persone arrestate dalla Squadra Mobile della Questura di Ascoli che ha inferto un duro colpo al mercato della droga. Le accuse, per tutti, sono di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Non si parla di associazione, ma quello che è stato smantellato, in attesa di nuovi arresti (si sta chiudendo il cerchio sul resto della banda), era un’organizzazione che faceva capo a un insospettabile 35enne tunisino, residente in un centro del teramano al confine con l’Ascolano. In carcere sono finiti in sei, altre tre persone sono ai domiciliari. I sei dietro le sbarre sono cinque tunisini e l’ascolano A.C di 54 anni. Ai domiciliari sono stati invece posti una ragazza di 24 anni di Ascoli, il 26enne sambenedettese D.S. e il tunisino O.E.B., 35enne residente nella provincia di Teramo, unico straniero del gruppo “regolare” sul territorio italiano, con una famiglia e un lavoro. Cioè l’unico incensurato (gli altri, tutti irregolari, sono gravati da pesanti precedenti penali) e quindi, apparentemente, insospettabile.

Patrizia Peroni e Paolo Mucci

L’operazione – denominata “Boxer” – è ancora in corso, ma gli arresti sono scattati all’alba di oggi. Per farlo la Squadra Mobile di Ascoli si è avvalsa della collaborazione dei colleghi delle Squadre Mobili di Teramo e di Fermo, del reparto prevenzione crimine e delle unità cinofile. In tutto, sul campo, una cinquantina di uomini e donne della Polizia. A illustrare i dettagli ci pensano la dirigente della Squadra Mobile, Patrizia Peroni, e il suo vice Paolo Mucci.

Tutto iniziò sul finire del 2017 quando venne arrestato il 54enne A.C. che spacciava droga davanti al Sert presso l’ospedale “Mazzoni” di Ascoli. Vennero effettuate perquisizioni domiciliari e, oltre all’eroina, saltarono fuori altre sostanze stupafecenti, sostanza da taglio e materiale per il confezionamento delle dosi. Lo spaccio avveniva non solo al Sert di Ascoli e nei pressi dell’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto, ma un pò ovunque sulla riviera. Non solo la riviera picena, ma anche quella fermana (Porto Sant’Elpidio) e teramana. I poliziotti da quell’arresto risalirono a contatti che il 54enne di Ascoli aveva con uno spacciatore di 26 anni di San Benedetto. E appurarono che la “centrale operativa” era un casolare isolato situato in contrada Valle del Forno di San Benedetto. E’ lì che avveniva la preparazione delle dosi da vendere ed è lì che fecero scattare le manette ai polsi di A.M. di 43 anni, ritenuto una sorta di capobanda, colui che muoveva i fili. Il suo primo collaboratore era il 35enne B.G.M. il quale, per spostamenti e consegne (sia in auto che in scooter), si avvaleva del 30enne B.S.R.. Ma quest’ultimo nel frattempo è finito nei guai, arrestato dai Carabinieri per resistenza. E allora B.G.M. se l’è dovuta sbrigare da solo.

La Questura di Ascoli (Foto Vagnoni)

La stima fatta dalla Questura di Ascoli è di un totale di 2,5 chili di eroina, per un volume di affari di 240.000 euro considerando 12.000 dosi a 20 euro l’una: una cifra alla portata di tutte le tasche. «Ne vendevano anche cento al giorno» dice il capo della Mobile, Patrizia Peroni. Per cedere le dosi non venivano scelti luoghi particolari: ogni ora del giorno e della notte era buona, sia nei locali che per strada. Al punto che, nel tempo, alcuni tossicodipendenti da “clienti” sono diventati a loro volta spacciatori. Le persone arrestate, dopo il carcere, saranno ovviamante oggetto di provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale. «Era gente abituata a muoversi con una certa libertà, forti proprio del lorok status di irregolari, tanto che uno oggi l’abbiamo preso a Bologna, ma sono arrivati anche a Genova» confermano la Peroni e Mucci. Ma i destinatari di misure cautelari non sono finiti, la Polizia sta cercando di scovarli e a giorni la lista dovrebbe allungarsi. Poi sarà da capire da dove arrivava la droga. Su questo fronte, al momento, la Mobile non ha una risposta.

«C’è una forte recrudescenza di uso di eroina – interviene il capo di gabinetto, il vice questore aggiunto Paolo Riconi – perchè un tempo veniva assunta in vena, ma ora quasi tutti la aspirano o la fumano, soprattutto nei locali notturni, mescolata con altre sostanze. Giovani e anche giovanissimi. Noi stiamo cona la guardia alzata, e diverse sono ad esempio le persone incappate anche nei controlli sul territorio che vengono effettuati dai colleghi della Polizia Stradale. Inoltre, insieme ai Carabinieri stiamo proseguendo nei servizi sstraordinari interforze. L’ultimo – dice Riconi – è proprio di questa mattina a Monticelli. Proseguiremo anche nel corso delle imminenti festività, ma anche a gennaio e oltre. E’ importante l’aspetto repressivo, come questo della Squadra Mobile cui vanno i complimenti, ma anche quello preventivo».


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