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Inaugurato il “Presepe marinaro”
Il senatore Gasparri: «E’ un capolavoro» (Le foto)

SAN BENEDETTO - Realizzato dal pescatore Luciano "Prichiò" Paolini allo chalet Stella Marina ed è proposto dai balneari del sindacato Itb-Italia del presidente Giuseppe Ricci. Al taglio del nastro anche il parlamentare di Forza Italia, da sempre vicino ai balneari nella loro lotta contro la direttiva Bolkestein
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Maurizio Gasparri immortala il “Presepe marinaro” con il suo cellulare

di Marco Braccetti

La San Benedetto di ieri e di oggi si rispecchia in chiave natalizia nel “Presepe marinaro”, inaugurato in grande stile lunedì sera. L’opera è stata realizzata dal pescatore Luciano “Prichiò” Paolini presso lo chalet Stella Marina (concessione numero 11) e rappresenta la chicca per queste festività, proposta dai balneari del sindacato Itb-Italia del presidente Giuseppe Ricci. Per l’inaugurazione, è arrivato da Roma il senatore Maurizio Gasparri: da sempre vicino ai balneari nella loro lotta contro la direttiva Bolkestein.

«Un capolavoro! Mai visto un presepe così particolare» ha detto l’esponente di Forza Italia. Effettivamente l’opera di Prichiò è uno scrigno dalle mille peculiarità. C’è il mercato ittico, ci sono le donne che vendono il pesce alla vecchia maniera – con carretto e bilancia – c’è il porto di oggi e quello di ieri (prima dei bombardamenti della Seconda Guerra mondiale) e, soprattutto, spiccano la spiaggia, il mare e una miriade d’imbarcazioni antiche e moderne: dalle lancette ai pescherecci oceanici. Su tutto, troneggiano la Sacra Famiglia e la Torre dei Gualtieri, simbolo della città.

«Un’opera meravigliosa, frutto dell’amore dell’autore verso San Benedetto. Queste sono la particolarità da valorizzare ed esportare, per far conoscere fuori dai confini comunali le radici più profonde della nostra storia» ha detto il sindaco Pasqualino Piunti, presente con l’assessore alla pesca, Filippo Olivieri, la responsabile delle Politiche sociali, Emanuela Carboni ed il consigliere Valerio Pignotti. La sacra rappresentazione è stata benedetta da Padre Massimo Massimi della parrocchia di Sant’Antonio. Anche lui ha lodato l’idea dell’autore che ha collocato la Natività in alto, come a proteggere e guidare l’operosità del popolo sambenedettese. Un’operosità che ha nel mare la sua realizzazione e proprio il mare è un elemento centrale del presepio. Per allestire il tutto, Paolini ha impiegato circa una settimana, nei ritagli di tempo dalla sua attività di marittimo, ma sono esposti i frutti di una sua passione trentennale. Prichiò, infatti, ama riprodurre in miniatura e con materiali semplici (colla e cartone) le imbarcazioni tipiche della marineria sambenedettese. Nel corso dell’inaugurazione, Paolini, discendente di una stirpe di pescatori, ha raccontato qualche aneddoto storico.

Questa è una storia che fotografa quanto, un tempo, tra la gente di mare fosse radicata la devozione, con i gesti del cristianesimo ripetuti e “esasperati” quasi fino alle soglie della superstizione: «Un tempo – ha raccontato Prichiò – prima di gettare la rete in mare, bisognava farsi necessariamente il segno della croce. Era una cosa obbligatoria Se il Parò, il responsabile delle operazioni di pesca, si accorgeva che i marinai non si erano segnati prima di calare le reti, non solo le faceva ritirare subito ma, addirittura, le faceva cambiare».

 


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