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Quintana, Piazzarola al “game over”?
Minacce al console Gigi Morganti
che si dimette e va dai Carabinieri

ASCOLI - Nel giro di pochi giorni il Sestiere biancorosso si ritrova senza caposestiere (Amedeo Lanciotti dimissionario con altri cinque membri) e senza il console il quale, dopo un biglietto minaccioso trovato sul tergicristalli dell'auto, abbandona e sporge denuncia contro ignoti. Se abbandona un altro consigliere salta tutto definitivamente. La patata bollente passa nelle mani del sindaco Guido Castelli e del presidente del Consiglio degli Anziani Massimo Massetti
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Il console Luigi “Gigi” Morganti al “Saluto alla Madonna della Pace” dello scorso luglio (Foto Vagnoni)

di Andrea Ferretti

Un Sestiere nel caos. Era nell’aria, ma ora non c’è via di uscita. E’ fatta. La Piazzarola nel giro di pochi giorni si ritrova prima senza caposestiere e poi senza console. Prima le dimissioni di Amedeo Lanciotti, caposestiere, e di altri cinque consiglieri. Totale sei persone che lasciano un comitato composto ora da sette persone, il minimo per andare avanti ed evitare il commissariamento. Le due persone che non sono state elette alle ultime elezioni sembra che rifiuteranno di entrare in comitato. Come se non bastasse, se ne va anche il console. Gigi Morganti si è dimesso formalizzando la sua decisione. Ha messo nero su bianco, poche righe inviate a quel che resta del comitato e al presidente del Consiglio degli Anziani, Massimo Massetti. Il quale l’ha subito contattato sperando tornasse indietro: un tentativo non solo formale. «No, no, per carità, non torno sulla decisione – dice Morganti che non è arrabbiato, ma fortemente amareggiato e deluso – non ci sono i preupposti per andare avanti. Chi me lo fa fare? Ho fatto di tutto per sanare la situazione, ma mi sono trovato di fronte persone con le quali è impossibile ragionare. Avevo parlato con tutti, insieme e singolarmente, per cercare di arrivare quantomeno alla Quintana di agosto del 2019. Poi, mi sono detto, ci saranno le elezioni e vedetevela voi. Niente da fare. Il povero Peppe Flaiani mi aveva avvertito di questa situazione, ma non pensavo che fosse davvero così grave, aveva ragione». Il compianto Peppe Flaiani si era dimesso anche lui. Fu un campanello d’allarme al quale in tanti, sbagliando, non dettero peso. Ma due più due fa quattro e ora è questa la prova che alla Piazzarola qualcosa non funziona da diverso tempo e che nessuno (ammesso ci abbia mai provato) è riuscito a sistemare le cose.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un messaggio minaccioso, su cui Morganti non è voluto scendere nei particolari, trovato dall’ormai ex console sul tergicristalli della sua auto. Morganti oggi sporge denuncia contro ignoti. Intanto ha preso carta e penna per scrivere le dimissioni. Il caos è totale e la responsabilità, tranne che la sua, è di tutti. Morganti ha fatto di tutto, non solo negli ultimi tempi, per ricucire uno strappo che va avanti come minimo dalle ultime elezioni. Cosa accadde all’ultima tornata elettorale? Pierluigi Messidori, caposestiere uscente, si ripresentò candidandosi con le ormai vecchie regole che prevedevano un massimo di tre preferenze per ogni elettore. I tredici più votati, come in tutti gli altri Sestieri, si riunirono per votare il caposestiere. Ma alla Piazzarola quella che sembrava una formalità si trasformò, in meno di un amen, nell’elezione a sorpresa di Amedeo Lanciotti al quale bastò che almeno sei persone scrivessero su un foglietto il suo nome anzichè quello di Messidori. Divenne caposestiere, ruolo che ha ricoperto fino alla Quintana di agosto 2018. Il mandato, che scade nel dicembre 2019, non l’ha però finito. Al voto si torna tra un anno con il nuovo regolamento e il sistema cosiddetto “presidenziale”: un candidato (o più candidati) caposestiere con relativa lista, ma anche candidati caposestiere singoli.

Morganti quando era ancora coreografo della Quintana

Morganti è stato, ed è, un personaggio di Ascoli. Coreografo (camerlengo da statuto) della Quintana dal 1993 fino a tre anni fa quando il suo posto venne preso da Mirko Isopi, poi console della Piazzarola quando venne eletto con una sorta di plebiscito. Lui, che come insegnante ha dispensato lezioni di storia dell’arte a intere generazioni di studenti. Lui che è stato anima (e corpo) dell’Istituto Superiore di Studi medievali. Lui che ha portato ad Ascoli i più grandi medievisti viventi. Lui che ha tenuto i primi corsi ai coordinatori di corteo della Quintana con memorabili lezioni che erano un appassionato mix di storia, arte, aneddoti e curiosità quintanare e cittadine. Lui che ha preso le redini di un Sestiere che per tanti anni era famoso per vincere le Quintane (prima con Vignoli e poi con Veneri) ma non certo per lo sfarzo del proprio corteo. Lui che ha dato una decisa sferzata all’Arme biancorossa dal punto di vista organizzativo, storico e comportamentale al punto da portare il Sestiere dell’Aquila a vincere il premio che il comitato dei festeggiamenti di Sant’Emidio nella sua prima edizione di quest’anno ha assegnato al Sestiere che meglio di tutti ha interpretato la “Carta etica della Quintana”. Ora Morganti si è dimesso, e la palla passa non solo formalmente al Consiglio degli Anziani ma anche, e soprattutto, al sindaco Guido Castelli che, da statuto, è il garante della revoiczione storica. Sarà lui a prendere in mano questa patata bollente. Patata che quasi sicuramente non sarà in grado di raffredare, ma ha il diritto e soprattutto il dovere di provarci.

Il sindaco Guido Castelli e il presidente del Consiglio degli Anziani della Quintana Massimo Massetti (Foto Vagnoni)

Andare a caccia del responabile, o dei responabili, delle minacce a Morganti lascia probabilmente il tempo che trova. Forse sarà più facile individiuare l’anima nera, o le anime nere, che hanno portato a questa spaccatura insanabile, frutto di teste che hanno bisogno di un deciso reset. Persone da isolare. Quintana uguale polemica. E’ stato e sarà sempre così. Ma poi, alla fine, ogni Sestiere si stringe intorno ai propri colori mettendo da parte ruggini e acredini. Nessuno degli altri cinque Sestieri può chiamrsi fuori da situazioni di questo genere, compresi quelli che hanno subìto un commissariamento. Ma arrivare a questo è grave. Grave per la Quintana, grave per “la città della Quintana” dove non si riescono a gestire persone che si muovono all’interno dei Sestieri ufficialmente come volontari e amanti della Quintana e della propria città, ma nella realtà persone malate di protagonisimo e chissà cos’altro. I sette consiglieri rimasti in sella alla Piazzarola faranno di tutto per evitare il commissariamento, ma la situazione non è piacevole per nessuno degli ingranaggi della macchina quintanara, a partire dal sindaco-Magnifico Messere fino all’ultimo dei lustrascarpe o apparecchiatori di tavole per le cene dei Sestieri. A questo punto è sufficiente che uno dei membri dell’attuale comitato (monco) si dimetta e il commissariamento diventa automatico. E’ una partita che, in questo momento, vede tutti sconfitti. E, quel che è peggio, anche tutti incapaci di farsi un serio esame di coscienza.

Quintana, un fulmine sulla Piazzarola: in sei abbandonano il comitato, ma non ci sarà commissariamento


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