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Ascoli, l’alternanza dei risultati
frena la corsa per entrare in zona playoff

SERIE B - Sabato al "Del Duca" contro il Cittadella di Venturato è necessario vincere, anche senza Ninkovic, per riprendere la marcia interrotta a Venezia. Alti e bassi dei bianconeri che devono risolvere il problema del gol. Due partite consecutive in casa per capire quale sarà il futuro
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La “sciarpata” della curva sud che ha accolto le squadre in campo in occasione di Ascoli-Spezia (Foto Edo)

di Bruno Ferretti

Causa la brusca frenata a Venezia, l’Ascoli in classifica segna il passo a quota 19 punti, frutto di 5 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte. La zona playoff è a due lunghezze, quindi raggiungibile. A patto di eliminare questa alternanza di risultati che impediscono alla squadra di compiere il tanto atteso salto di qualità. Il bilancio dopo le prime 15 giornate è discreto. Viste le premesse, la classifica poteva e doveva essere migliore ma c’è tutto il tempo necessario per recuperare. Molto importante sarà per la squadra di Vivarini la prossima partita contro il Cittadella in programma sabato al “Del Duca”.

La squadra veneta, nonostante le limitate risorse economiche e un pubblico poco numeroso, è fra le più continue nel rendimento degli ultimi campionati. Segno che sa lavorare bene anche con poco. Attualmente conta 24 punti, 5 più dell’Ascoli e divide con il Brescia il quinto posto in piena zona playoff. Il Cittadella ha sempre reso vita dura all’Ascoli, sia in casa che in trasferta. E’ una squadra senza grandi firme, ma bene organizzata e allenata da Venturato, un tecnico che non trova titoli sulle prime pagine ma conosce bene il proprio mestiere e sa il fatto suo. Roberto Venturato, 55 anni, figlio di emigranti, e nato ad Atherton in Australia. Alla tradizione e ai 120 anni di storia gloriosa dell’Ascoli, si contrappone la spensieratezza del “Citta” (così lo chiamano da quelle parti) che gioca senza particolari pressioni. Una curiosità: la società veneta è stata fondata nel 1973 quando l’Ascoli stava conquistando la sua prima promozione in Serie A.

Tornando alla sconfitta di Venezia, si è sentita indubbiamente l’assenza di Ninkovic, il calciatore qualitativamente migliore. Ma non è un buon segno quando una squadra non riesce ad esprimere i suoi valori in mancanza di un giocatore, pur bravo che sia. Il collettivo e il gioco dovrebbero supplire a tale carenza senza troppe ripercussioni negative. Adesso due partite consecutive in casa, Cittadella e poi Brescia: due partite che potranno fare chiarezza sul futuro dei bianconeri.


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