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Incontro tra Farabollini e i comitati:
le richieste per i territori colpiti

SISMA - La riunione si è svolta a Rieti, presenti 150 persone che hanno risposto all'appello del Commissario alla ricostruzione

Il commissario Farabollini a Rieti

 

Incontro tra il commissario straordinario Piero Farabollini e associazioni e comitati dei terremotati. In circa 150 hanno risposto all’appello di Farabollini. Una presenza importante, come hanno sottolineato molti dei partecipanti, dato il giorno feriale (l’incontro si è svolto mercoledì) e il luogo non proprio centrale rispetto alle zone colpite. I rappresentanti hanno poi esposto ciascuno le proprie problematiche. Diego Camillozzi, presidente dell’associazione “La terra trema noi no” di Camerino, parla di un’iniziativa «lodevole. Indispensabile a nostro avviso sentire l’opinione dei diretti interessati, in passato per essere ascoltati abbiamo dovuto organizzare manifestazioni. Nell’incontro sono state fatte proposte ed evidenziate le molteplici criticità. Augurandoci un sostanziale cambio di passo e di una futura continua collaborazione facciamo un “in bocca al lupo” al commissario che riesca a far partire realmente, la complessa macchina della ricostruzione». 

Più critico il coordinamento dei comitati Terremoto centro Italia. Il rappresentante Francesco Pastorella spiega che «il discorso introduttivo del commissario ha toccato punti, a nostro avviso, poco rilevanti poiché non c’è stata traccia di temi come il rinnovo e le modalità della zona franca urbana per il rilancio del tessuto economico. Della divisione del cratere in base ai danni subiti. Oppure del recupero dei 12mila posti di lavoro perduti, dello snellimento delle pratiche per la ricostruzione, del supporto psicologico ed economico (Cas e reddito di cratere) alle persone che hanno perso tutto». E poi ancora nessuna traccia di altri temi cari al coordinamento ormai da due anni, come gli «sgravi fiscali per aziende che assumono terremotati, la rappresentanza dei terremotati nella cabina di regia insieme a sindaci e regioni, il tema delle perimetrazioni e deperimetrazioni, il finanziamento dei piani attuativi (che sta lasciando nell’incertezza la maggior parte dei Comuni terremotati) e l’aggiornamento del piano di assetto idrogeologico, che blocca la ricostruzione». Pastorella aggiunge che su questi argomenti:  «Abbiamo chiesto risposte chiare in merito alla posizione del commissario e cosa intenderà fare nel prossimo futuro. Visto che i due vicepremier, prima delle elezioni, si sono espressi in maniera inequivocabilmente positiva in merito agli argomenti da noi sollevati, né il commissario né il governo devono esitare oltre ed iniziare ad emanare decreti in tal senso». Presenti anche una serie di comitati ed associazioni della zona di Arquata del Tronto, che già in un documento avevano anticipato le loro richieste al commissario: tempi certi nelle linee guida della ricostruzione, completamento della microzonazione sismica, differenziazione del cratere in base al livello di danni, ulteriori approfondimenti ed indagini dopo la microzonazione, semplificazione delle procedure, lotta allo spopolamento, sostegno al turismo ed all’economia locale, fondi per finanziare progetti sociali utili allo sviluppo del territorio.


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