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“Gli ascolani dell’anno” del 2018:
Giuliano Tosti, Fabrizio Pasquali
e il Coro Ventidio Basso

ASCOLI - Anche quest'anno "Cronache Picene" tira le somme dell'anno appena trascorso e assegna i suoi simbolici "Oscar" a tre personaggi che si sono messi particolarmente in evidenza nel mondo dell'economia, in quello dello sport e nello spettacolo. Le scelte sono ricadute sul fondatore e titolare della Ciam, nonchè presidente dell'Ascoli Calcio; sull'ex arbitro internazionale di pallavolo diventato responsabile degli arbitri della Serie A di volley; sulla formazione musicale che ha ottenuto prestigiosi e unanimi riconoscimenti
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Giuliano Tosti, titolare della Ciam e presidente dell’Ascoli Calcio

di Franco De Marco e Bruno Ferretti

L’imprenditore e presidente dell’Ascoli Calcio Giuliano Tosti per l’economia, l’arbitro e dirigente internazionale di volley Fabrizio Pasquali per lo sport, il Coro del Teatro Ventidio Basso per lo spettacolo (in questo caso la musica). Eccoli, a giudizio di Cronache Picene “Gli ascolani dell’anno 2018”. Il nostro giornale online, un po’ per gioco e un po’ per valutazione reale di meriti, anche quest’anno ha voluto assegnare i titoli simbolici di ascolani dell’anno. Tosti, Pasquali e la formazione musicale “allevata” dal maestro Giovanni Farina e presieduta da Pietro Di Pietro, sono tre eccellenze che fanno onore alla città. Nei loro rispettivi campi, non senza sacrifici, ma con talento e abnegazione, hanno saputo fanno farsi strada e apprezzare a livello sia nazionale che internazionale promuovendo il nome della città. Questi tre soggetti costituiscono la voglia di Ascoli di crescere. A loro va il grazie di “Cronache Picene” che cerca di interpretare anche un sentimento collettivo. Conosciamo meglio questi vincitori.

Tosti insieme al patron dell’Ascoli Calcio, Massimo Pulcinelli, il giorno in cui venne presentata la nuova società

GIULIANO TOSTI

Da commesso di bottega a imprenditore emergente. Davvero formidabile l’escalation di Giuliano Tosti, 56 anni, ascolano, proprietario della “Ciam”, l’azienda che opera nel settore degli animali, cibo, farmaci e accessori, con sede ad Ascoli in via Piemonte nei pressi della stazione ferroviaria. La “Ciam” occupa oltre 50 dipendenti, nell’ultimo esercizio finanziario ha registrato un fatturato di circa 70 milioni di euro ed è in netta espansione. Quest’anno si prevede un aumento del 20%: è una delle poche aziende ascolane in crescita. Rifornisce farmacie, negozi, grossisti e veterinari in tutta Italia e comincia ad affacciarsi sul mercato estero. La Ciam di Tosti, insomma, sta andando in controtendenza. Resiste alla spirale della crisi economica che sta avvolge tutto e tutti. E’ un’azienda che funziona perché lavora bene sotto la direzione di un manager che al mattino è fra i primi ad arrivare e la sera fra gli ultimi a lasciare. Nel piano terra c’è un grande negozio, diretto dalla moglie Emanuela, nel quale i clienti trovano tutto quello che serve per gli animali domestici. E’ un’azienda a conduzione familiare (la figlia Rubina lavora negli uffici), mentre l’altro figlio Guglielmo è studente universitario. I dipendenti sono molto selezionati e fidelizzati. Proprio il rapporto di piena collaborazione e disponibilità con il titolare è fra i segreti del successo aziendale. Giuliano, che vive con la famiglia nella frazione di Venagrande, nutre una grande passione fin da ragazzo: il calcio. Ancora adesso, quando gli impegni glielo lo consentono, va in palestra con gli amici per agguerrite partite di calcetto. Da cinque anni è anche azionista dell’Ascoli (entrò nella compagine societaria insieme all’allora patron Francesco Bellini) e dalla scorsa estate, dopo il passaggio della proprietà a Massimo Pulcinelli numero uno di “Bricofer Italia”, è diventato presidente della società bianconera. Tosti è stato eletto con unanimità di giudizi, quasi un’acclamazione. Da una parte la stima della nuova proprietà, dall’altra la spinta dei tifosi che in lui ripongono massima fiducia.

Fabrizio Pasquali

FABRIZIO PASQUALI

Dal calcio e dall’imprenditoria, alla pallavolo dove l’ascolano Fabrizio Pasquali, a 51 anni, ha interrotto la sua formidabile carriera di arbitro internazionale (fu nominato nel 2001) diventando responsabile degli ufficiali di gara di serie A e dell’attività internazionale della Fipav. Pasquali, che iniziò ad arbitrare (campionati giovanili) nel 1997, conta oltre 400 partite in Serie A, è stato uno dei più importanti e qualificati arbitri internazionali di pallavolo dirigendo in tutti i continenti le maggiori competizioni. Il suo curriculum è straordinario, forse irripetibile. Comprende una finale di Champions League nel 2006, poi 3 campionati Europei, 3 campionati del mondo, 2 coppe del mondo, 10 World League, finali scudetto (maschili e femminili). Ma solo per citare i maggiori eventi, altrimenti la prestigiosa lista diventerebbe lunghissima. Fabrizio Pasquali nel 2016 avrebbe arbitrato anche la finale delle Olimpiadi a Rio de Janeiro per la medaglia d’oro (Brasile-Italia 3-0) ma poi, vista l’incompatibilità per la presenza dell’Italia, lo hanno desinato per la finale terzo e quarto posto. Pasquali ha chiuso la carriera con la recente finale mondiale Brasile-Polonia (0-3) uscendo di scena a testa alta e fra generali consensi.

Il Coro del Teatro Ventidio Basso

CORO DEL TEATRO VENTIDIO BASSO

Per il terzo anno consecutivo nell’agosto prossimo il Coro del Teatro Ventidio Basso parteciperà al “Rossini Opera Festival” di Pesaro ovvero uno dei principali festival a livello internazionale. Ne ha fatta di strada questa formazione musicale da quando è nata nel 2001. Anno dopo anno, passo dopo passo, l’organico, sostenuto da una immensa passione, ha acquisito un rilevante spessore artistico. E’ stato il maestro Giovanni Farina l’artefice del grande salto di qualità (non miracolo perché di duro lavoro si tratta) realizzando un amalgama di voci perfetto con coloriture straordinarie e coristi giovani ben disposti anche alla recitazione. La chiamata al Rof non è stata naturalmente casuale. Uno dei primi e principali estimatori del coro ascolano è stato il maestro Pier Luigi Pizzi dopo aveva lavorato con la formazione per alcune produzioni della Fondazione Rete Lirica delle Marche. Basti pensare che al Rof, negli anni precedenti, si erano cimentati “squadroni” come il Coro del Teatro Comunale di Bologna o il Coro di Praga. Insomma la formazione ascolana è riuscita a conquistarsi in poco tempo la serie A della lirica nazionale e internazionale partendo..dalla prima categoria. La prima volta, a Pesaro, tra sorpresa generale, diffidenza e invidie, è stata nel 2017 e fu subito successo. La vera consacrazione c’è stata però l’anno scorso con critiche entusiaste da parte dei principali organi di informazione nazionali e internazionali. Quest’anno il Coro del Teatro Ventidio Basso, diretto sempre dal maestro Giovanni Farini, sarà impegnato in tre produzioni nella Vitrifrigo Arena: “Semiramide” in scena l’11, 14, 17 e 20 agosto, con direttore Michele Mariotti e regia di Graham Vick, “L’equivoco stravagante”  in scena il 13, 16, 19 e 22 agosto con direttore Carlo Rizzi e regia di Moshe Leiser e Patrice Caurier e nel Gran Gala Rof XL il 21 agosto con direttore ancora Carlo Rizzi e la partecipazione di tante stelle della lirica a cominciare dal tenore Juan Diego Florez. L’associazione Coro Ventidio Basso svolge un’attività musicale a 360 gradi. Non partecipa solo a importanti produzioni liriche ma svolge, con generosità, anche un’intensa attività di formazione per avvicinare i giovani al teatro musicale (Progetto Lirica per le scuole e Opera Studio). E nel corso dell’anno tiene continuamente corsi di perfezionamento nel canto tenuti dal soprano Iano Tamar, grande nome della lirica internazionale, e il pianista e tenore Cesare Catani.


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