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“Capodanno per tutti” in chiesa:
è polemica sui social,
ma Ascoli si conferma città solidale

ASCOLI - Al cenone a Santa Maria Intervineas 150 commensali di ogni età, ceto sociale e religione. L'ex assessore Travanti chiama in causa il vescovo e perfino il Vaticano. L'intervento dell'avvocato Stefania Di Agostino

Uomini, donne, ragazzi, bambini: persone di ogni età e ceto sociale alla cena solidale di Capodanno nella chiesa di Santa Maria Intervineas

Il “Capodanno per tutti”, bellissima iniziativa ormai entrata nella tradizione di Ascoli città solidale – la città delle Marche che offre più aiuti ai bisognosi – ha suscitato sui social la polemica, in particolare dell’ex assessore comunale Claudio Travanti che ha giudicato la chiesa di Santa Maria Intervineas, luogo dell’appuntamento, “strumetalizzata per fini elettorali con la scusa della cena con i poveri ballando a ritmo di samba e trenini vari con il sindaco Guido Castelli e l’assessore Donatella Ferretti. Mai ricordato un fatto simile”. Travanti si è rivolto al vescovo Giovanni D’Ercole, con tono critico, per sapere se lui è a conoscenza di quanto avvenuto e si dice anche in attesa, addirittura, “di gradita risposta dalla Santa Sede del Vaticano”. Travanti ha manifestato un’opinione. Ognuno giudichi. L’opinione di “Cronache Picene” è che invece si è trattato di una manifestazione che fa onore alla città, a chi l’ha organizzato (Pas e Comune) e a chi vi ha partecipato, siano amministratori pubblici, volontari o persone qualunque. A poche ore dal cenone, cui hanno preso parte 150 persone, ai volontari dell’attigua mensa Zarepta (che ha preparato le pietanze) sono stati consegnati anche 500 euro da parte della società sportiva Piceno United. Era la somma, destinata in benficenza, ricavata dal torneo di calcio dei Sestieri della Quintana della scorsa estate. L’utilizzazione della chiesa, per questo scopo solidale, ci sembra perfettamente in linea con lo spirito evangelico di aiutare il prossimo meno fortunato e di condividere tutti un momento di gioia. Sull’argomento “Cronache Picene” ospita l’opinione di Stefania Di Agostino, avvocato ascolano della Rota Romana. (f.d.m.)

L’avvocato Stefania Di Agostino

di Stefania Di Agostino

Anche i festeggiamenti di fine anno possono essere occasione privilegiata di accoglienza, di solidarietà e di inclusione sociale, priorità che continuamente ripete lo stesso Papa Francesco con l’invito a vivere una Chiesa aperta ai poveri.  Corrispondendo dunque al desiderio dell’amato Pontefice, anche quest’anno il  “Capodanno di tutti” è stata un’occasione speciale per vivere insieme ai più bisognosi un momento di festa, con la spontaneità semplice di una grande famiglia.

Grazie all’impegno del Pas, Polo Accoglienza e Solidarietà, sostenuto dal prezioso contributo dell’assessorato alle politiche sociali del Comune di Ascoli Piceno, con la gradita presenza in sala dell’assessore Donatella Ferretti, l’ultima edizione del “Capodanno di tutti” è stato un vero successo. Nella Chiesa Santa Maria Inter Vineas, messa a disposizione dal parroco don Emidio Fattori, pienamente sostenuto nell’iniziativa dalla stessa Diocesi, è stato allestito un bellissimo banchetto per circa 150 ospiti. A loro si è aggiunta una truppa di infaticabili volontari che hanno organizzato l’evento con la cura di chi aspetta ospiti importanti. Al lungo lavoro di quanti hanno trascorso i giorni precedenti alla notte di San Silvestro nella cucina della mensa Zarepta per preparare l’intero cenone, si sono aggiunti tantissimi giovani che, con la loro infaticabile energia, hanno allestito i tavoli, addobbandoli perché tutto fosse perfetto.

Tra essi c’erano ragazzi dell’Azione Cattolica, dei boy scout, ma anche loro coetanei che si sono spontaneamente presentati, motivati esclusivamente dalla spinta del cuore: e questo è stato il primo successo della serata. Altre associazioni hanno contribuito alla riuscita della festa, come Unitalsi, Betania, Caritas. Nella partecipazione al cenone era rappresentata l’intera città, nei suoi ospiti più importanti: anziani e bambini, famiglie intere, persone sole, disabili, emarginati e non, commensali di religioni diverse: una famiglia con geografia dai mille colori.

L’evento, sponsorizzato dal Gruppo Gabrielli, ha beneficiato inoltre di tanta Provvidenza, che ha permesso che tutto fosse curato nei minimi particolari. Inoltre a quanto necessario per l’apparecchiamento ha pensato il bazar dell’Assassino, fornendo l’intero occorrente. L’animazione della serata, senza frastuono, ha dato voce all’amore per ciascuno. E così la Chiesa, con l’altare della consacrazione, spazio della presenza sacramentale di Gesù tra gli uomini, è diventata luogo in cui l’Eucarestia si è incarnata nella vita delle persone, come sacramento di Comunione.

Allora anche una canzone suonata alla chitarra, una simpatica parodia allestita da chi scrive e da un gruppo di cari amici per intrattenere gli ospiti, una tombolata – tanto attesa per i premi – ed animata dallo stesso sindaco Guido Castelli, sono diventati un dono speciale per l’altro, confezionato da chi ha da offrire un po’ del proprio tempo. Solo aprendo il cuore si comprende allora il senso di un trenino che festoso è passato tra i tavoli a raccogliere i partecipanti, primi fra tutti i disabili in carrozzella che mai avrebbero ballato con le loro gambe senza la spinta di un fratello.

Un ricordo speciale va a quanti del Movimento dei Focolari tanti anni fa ebbero uno sguardo d’amore verso chi avrebbe trascorso l’ultimo dell’anno in solitudine, facendo nascere un’iniziativa che oggi più che mai racconta la capacità della nostra città di guardare agli ultimi con un cuore grande. Infine l’ultimo ringraziamento spetta al nostro vescovo Giovanni D’Ercole che ogni anno incoraggia, anche con la sua presenza, la preziosa iniziativa, confortandoci a continuare ad operare per i più bisognosi, secondo un amore che sa nascondersi e dimenticare il bene fatto.

 

 


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