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Ferrovia dei due Mari,
approvato l’odg del M5S:
L’on. Silvestri: «Sì allo studio di fattibilità
per conoscere costi e benefici dell’opera»

ASCOLI - I pentastellati presentano il programma per le amministrative del 2019 disegnando l'identikit del candidato sindaco che somiglia tanto a quello dell'attuale capogruppo Massimo Tamburri
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di Adriano Cespi

«Anni di chiacchiere, di promesse non mantenute, di slogan elettorali. Con al centro la Ferrovia dei due Mari, quella che dovrebbe collegare l’Adriatico col Tirreno. Fiumi di parole, senza mai un atto concreto, o un elementare studio di fattibilità dell’opera». Rachele Silvestri, giovane deputata del M5S, bacchetta gli onorevoli ed i senatori ascolani di centrodestra e centrosinistra succedutisi negli anni, prima di presentare la sua iniziativa parlamentare: un ordine del giorno, peraltro accolto dalla Camera dei Deputati, che impegni il Governo «ad elaborare, anche col coinvolgimento delle Ferrovie dello Stato, uno studio di fattibilità, con un’analisi costi-benefici, finalizzato a verificare la possibilità di realizzare, utilizzando anche i tratti ferroviari già esistenti e ubicati nel territorio reatino e romano, una linea ferroviaria che, partendo dal territorio piceno lo colleghi a Roma e che possa essere il volano per la rinascita   socio-economica dei territori interessati dagli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016».

«Prima di parlare di un’opera – spiega la Silvestri in conferenza stampa – è bene sapere se il rapporto costi-benefici sia a vantaggio dei secondi. Ecco, con lo stanziamento di fondi a favore di questa analisi sapremo finalmente se sarà opportuno realizzare questa struttura. Altrimenti continueremo a far solo chiacchiere. E noi questo non lo vogliamo». La carenza di infrastrutture nel territorio Piceno è un fatto assodato. Basti dire che per andare a Roma, la capitale d’Italia, sono necessarie 6 ore su rotaia (con vari cambi di treno) e quasi 3 su gomma: e stiamo parlando di 180 km di distanza. «La carenza infrastrutturale della rete viaria della parte meridionale delle Marche – ricorda la Silvestri – con particolare riferimento al territorio delle province di Ascoli Piceno e Fermo, si è fatta, anche a causa dei recenti eventi sismici, alquanto critica. Uno dei pochi collegamenti diretti per Roma, infatti, è rappresentato dalla strada Salaria, peraltro interessata dai lavori di numerosi cantieri per il ripristino della viabilità nell’area interessata dal sisma. Mentre l’unica autostrada è l’A24, che, non essendo un collegamento diretto e rapido, poiché ubicata all’interno della Regione Abruzzo, crea notevoli disagi ai cittadini marchigiani e piceni. Per questo è necessario un collegamento rapido su rotaia, non prima però di conoscerne costi e benefici».

Dietro alla Ferrovia dei due Mari (di cui si parla dal lontano 1903), «un’idea rilanciata da Italia Nostra, e che noi vogliamo portare avanti – sottolinea la deputata M5S – c’è anche un discorso di natura economica. Se vogliamo rilanciare il nostro territorio – avverte Silvestri – dobbiamo farlo anche in chiave turistica. Cosa di meglio, quindi, velocizzare il più possibile l’arrivo ad Ascoli di turisti provenienti da Roma?».

«La nostra città è da sempre considerata l’area di serie B delle Marche. Mentre Pesaro ed Ancona quelle di serie A – interviene il consigliere comunale pentastellato Giacomo Manni – è ora di invertire questa tendenza. Basti pensare che l’unica opera infrastrutturale che il nostro territorio ricordi in questo ultimo periodo è la Mezzina col collegamento Offida-Castel di Lama. Non mi sembra proprio un’opera con caratteristiche prioritarie. Ma questo è riuscita a fare la politica regionale targata Pd».

ASCOLI CITTA’ CAPOLUOGO – «Il nostro programma elettorale – spiega Manni – per le prossime elezioni comunali è senza dubbio uno: riportare la città ad essere il capoluogo di provincia, ma di una città vasta, che si estende fino al mare. Insomma, la città della Vallata del Tronto di cui Ascoli dovrà essere la capofila. Purtroppo le amministrazioni Celani, prima, e Castelli, poi, hanno ridotto Ascoli a paesotto. Basti leggere un piccolo dato: Ascoli supera di poco i 48mila abitanti; Teramo arriva a 54mila, con una crescita costante nel tempo. Ci sarà un motivo!». Mancanza di progettualità la definisce, invece, Massimo Tamburri, anche lui consigliere comunale e papabile candidato sindaco M5S. «In questi 20 anni di centrodestra – attacca Tamburri – la città non ha avuto uno sviluppo. Anzi è andata sempre più impoverendosi. Colpa di una scarsa progettualità politico-amministrativa. Ad esempio, ancora non abbiamo capito quale sarà l’Ascoli del futuro».

Giacomo Manni e Massimo Tamburri

CANDIDATO SINDACO – Molto abbottonati, Silvestri, Tamburri e Manni, non hanno voluto svelare, sempre nel corso della conferenza stampa, il nome del candidato sindaco. Anche se Manni, descrivendone le caratteristiche non ha fatto altro che confermare l’indiscrezione pubblicata da Cronache Picene nei giorni scorsi: «A noi preme in primis il programma – spiega Manni – perché è quello che interessa ai cittadini. Poi il candidato arriverà di conseguenza. Certo dovrà essere uno che conosce bene la macchina amministrativa, che riesce a rapportarsi con l’apparato dirigenziale da 20 anni al servizio del centrodestra. Conoscenze che solo un consigliere comunale può avere dopo cinque anni di esperienza amministrativa. A noi i portatori di voti, che poi pretendono un assessorato, non interessano. Per questo i nostri consiglieri saranno espressione dell’intero territorio. Mentre gli assessori verranno scelti in base alle loro esperienze lavorative. Saranno quindi – conclude Manni – dei professionisti seri, capaci, slegati dalla politica attiva, a cui sarà affidata la guida del settore in base alle loro conoscenze professionali».

Nessun nome, dunque, ma l’identikit del volto del candidato sindaco disegnato da Manni somiglia molto a quello del consigliere Tamburri.


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