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«Pensavo mi volesse uccidere»
«Se fossi stato nazista l’avrei fatto»
Il caso omofobia finisce dalla D’Urso

ASCOLI - Anche nel salotto di "Pomeriggio 5" Raniero Bertoni continua a sostenere di essere stato vittima di minacce e insulti per via dei suoi gusti sessuali nel frequentato locale di Porta Maggiore. Davanti alla nota conduttrice anche il titolare Procaccioli conferma la sua versione, diametralmente opposta
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La D’Urso intervista Raniero Bertoni

di Luca Capponi 

Il caso sta facendo discutere non solo la città, ma tutta l’Italia. Se poi il dibattuto si sposta nella piazza televisiva più dedita al cicaleccio, allora non ce n’è per nessuno. Raniero Bertoni, 54enne ascolano, contro il Bar delle Caldaie. Omofobia contro rispetto. Denuncia contro denuncia. Il fatto è noto: nella notte tra il 4 ed il 5 gennaio Bertoni dedice di terminare la serata nel noto locale sito nel quartiere di Porta Maggiore. Secondo la sua versione, al momento di pagare la consumazione si trova ad essere vittima di minacce ed insulti da parte del titolare, Stefano Procaccioli, il quale avrebbe anche alzato il braccio più volte inneggiando al nazismo. Raniero, la cui unica colpa sarebbe quella di essere omosessuale dichiarato, riesce a fuggire, poi denuncia tutto alla Polizia. Denuncia che però sporge anche Procaccioli, per molestie e diffamazione: «Era alterato, per un’ora non ha fatto alto che ripetere frasi volgari davanti a tutti, alla fine ho dovuto cacciarlo dal bar. Ci sono le telecamere a testimoniarlo. Mai parlato di politica né mancato di rispetto alle persone con gusti sessuali diversi dai miei» (clicca per leggere l’articolo).

Da lì, apriti cielo, soprattutto sui social, dove al peggio non c’è mai fine e dove tutti hanno espresso posizioni (spesso con maleducazione) senza sapere come siano andate realmente le cose. Nel pomeriggio di Canale 5, però, ci ha pensato Barbara D’Urso dal suo programma che più nazional popolare non si può. “Pomeriggio 5”, appunto, dove i due contendenti hanno sostanzialmente confermato quanto già detto. «Ho piena fiducia nella magistratura, Procaccioli sta costruendo un castello di menzogne che non so quanto potrà durare se non facendosi aiutare da complici e persone che daranno false testimonianze. Non credo che le telecamere possano aver filmato le cose che dice lui. Pensavo mi riempisse di botte, poi per fortuna sono riuscito a guadagnare l’uscita. Non so se si sia fermato o qualcuno l’abbia trattenuto, però in quel momento pensavo veramente che sarebbe stato capace di uccidermi» ha ribadito Bertoni, che è andato un po’ in difficoltà quando l’inviata Cristina Battista ha sostenuto di avere visionato i filmati, che collimerebbero con la sua versione.

Dal canto suo Procaccioli, interpellato telefonicamente, ha puntualizzato che «Se fossi stato veramente nazista, dopo due minuti l’avrei ammazzato per come si stava comportando. Quello che dice lui lo dice lui e basta, il bar era pieno e quando è arrivata la Polizia ci siamo messi tutti a ridere perché non sapevamo che dire. Stiamo parlando di una persona non omosessuale, ma di una persona volgare, sgradevole, con problemi psicologici: non si tratta di omofobia».


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