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Un grande laboratorio
ai piedi dell’Ascensione?
Gli studiosi si interrogano
sul rilancio post sisma

ASCOLI - "Dopo il terremoto il cemento" è il titolo dell'incontro che si terrà il 18 gennaio presso la Bottega del Terzo Settore, organizzato dal gruppo di ricercatori "Emidio di Treviri". Al centro del dibattito l’opera da 20 milioni di euro da realizzare alla base della montagna, nel comune di Venarotta
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“A due anni dai drammatici eventi sismici che hanno sconvolto l’Appennino centrale, quale il modello di sviluppo pensato per le aree interne? Chi decide del futuro delle comunità colpite?”. sono alcune delle domande attorno a cui ruoterà l’incontro “dopo il terremoto il cemento” in programma venerdì 18 gennaio alle 17 presso la Bottega del Terzo Settore, promosso dal gruppo di ricerca”Emidio di Treviri” e dall’Ecomuseo del MonteCeresa. Al centro del dibattito il tema dei fondi per lo sviluppo del post-terremoto e dell’implementazione di opere come il QuakeLab Center Vettore, un grande centro tecnologico progettato ai piedi del Monte dell’Ascensione nel comune di Venarotta.

Ascoli Piceno, Monte Ascensione lato sud

«Un’opera caratterizzata da notevoli stanziamenti economici (circa 20 milioni di euro, tutti pubblici), e che nonostante sia già recepita in Regione Marche, non è stata ancora discussa con le comunità interessate» ribadiscono i ricercatori di “Emidio di Treviri”, i quali animeranno il dibattito insieme al professor Paolo Berdini, urbanista, ex assessore di Roma Capitale; Paolo Piacentini, presidente Federtrek, autore del libro “Appennino atto d’amore”; Francesca Pulcini, segreteria regionale Legambiente; Davide Olori, Ecomuseo Monteceresa. 
«Lo scorso 18 dicembre -ribadiscono i ricercatori- la Regione Marche ha approvato il “Patto per lo Sviluppo”, un piano volto a definire le linee di intervento che guideranno il processo di sviluppo per i territori colpiti dal sisma. Il patto, redatto dall’Istituto Adriano Olivetti, l’illustre fondazione privata presieduta dai principali politici e dirigenti delle maggiori formazioni imprenditoriali marchigiane e nazionali, coordinerà l’assegnazione dei fondi strutturali pubblici. La proposta di ambientalisti, studiosi e attivisti a sindaci, istituzioni locali e associazioni del territorio sarà ripensare alla modalità di assegnazione dei fondi per la montagna picena: non grandi opere, cementificazione e modelli di sviluppo nati vecchi, ma piccoli interventi di ricucitura per il territorio ferito dal sisma».


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