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J’accuse del Pd: «Un commissario
avrebbe fatto meglio della giunta Piunti»

SAN BENEDETTO - Gli esponenti democrat, capitanati dal capogruppo in consiglio Antimo Di Francesco: «Alcune questioni sono state portate avanti in modo arrogante, senza rispetto per l’opposizione che ha una rappresentanza elettorale reale attorno al 70%. Sono state dette tante parole, ma fatti zero. Si fa solo ordinaria amministrazione»
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di Benedetto Marinangeli 

Il Partito Democratico boccia in toto la giunta Piunti al suo giro di boa. «Un commissario prefettizio avrebbe fatto meglio» sentenzia il capogruppo consiliare Antimo Di Francesco, che insieme a Maria Rita Morganti, Tonino Capriotti, il segretario cittadino Edward Rino Alfonsi e il consigliere regionale Fabio Urbinati, canta il de profundis all’amministrazione comunale.

Antimo Di Francesco

«La nostra valutazione –aggiunge Di Francesco- è molto deludente. Sono state dette tante parole ma di fatti zero. Un’ amministrazione che si doveva caratterizzare per il cambiamento ma che invece, è rappresentata dal nulla, senza idee, senza progettualità per il futuro. Si fa solo ordinaria amministrazione. Ma non bisogna dimenticare che Piunti amministra con solo il 30% dei consensi e che non rispetta  il 70% della valenza elettorale. Deve sapere che la maggioranza della città la pensa in modo opposto al suo. Ha fatto poco e disatteso tutti i punti programmatici del programma di mandato».
Di Francesco passa poi ad elencare le carenza dell’amministrazione Piunti. «Ad iniziare -spiega l’esponente democrat- dalla partecipazione. E’ mancato il coinvolgimento di opposizione, associazioni e cittadini nelle decisioni prese. Penso alla vendita dell’ex scuola media Curzi che poteva diventare una struttura di accoglienza per la cultura e per i comitati di quartiere e che è stata alienata pensando a fare cassa senza ascoltare le proposte dei cittadini e disattendendo la petizione firmata dai residenti della zona. Per poi passare al “Ballarin” che solo grazie all’ ordinanza del Prefetto si sta demolendo per motivi di sicurezza ma senza un progetto serio di riqualificazione della zona alle spalle fino ad arrivare alla questione dehors ed alla ristrutturazione della prua della Genevieve. Come al solito non sono state prese in considerazione non solo le nostre argomentazioni ma anche quelle di ex amministratori. Inoltre i regolamenti si scrivono insieme, le opere pubbliche sono ferme al palo, la programmazione di eventi culturali ed il turismo idem. L’ unica cosa che questa amministrazione farà è l’aumento della pressione fiscale e in special modo della Tari».

Tonino Capriotti

«Nel primo bilancio preventivo di questa amministrazione -aggiunge il consigliere comunale Tonino Capriotti– si parlava di opere pubbliche ed erano inseriti la piscina comunale, il Ballarin, il lungomare. Dopo 3 anni sono le stesse cui si è aggiunta piazza Montebello. L’alienazione della Curzi è un colpo al cuore perché poteva diventare un polo culturale di spessore come è stato, invece, per quanto riguarda l’ ex cinema Olimpia ad Ascoli. Con il milione e mezzo di euro ricavato, invece, questa amministrazione vuole riqualificare via Montebello per 400mila euro, 300mila per il Ballarin e soli 700mila euro per il lungomare. Per il piano asfalti, invece, è stato fatto un mutuo di 600mila euro. Nel consiglio comunale dello scorso 15 dicembre avevamo proposto l’avvio delle procedure per le aree demaniali dopo che il regolamento in tal senso era stato fatto dalla giunta Gaspari nel 2016. Anche in tal senso si registra il silenzio più totale di Piunti e soci”.
La consigliera comunale Maria Rita Morganti, candidata per il Partito Democratico al Consiglio Provinciale, punta l’indice sulla questione cultura. «La desertificazione culturale –dice- è un problema per la nostra città, in quanto non c’è una storicizzazione degli eventi come nei paesi vicini ma si naviga a vista senza una caratterizzazione da parte dell’ amministrazione comunale. Si registra solo qualche invito ai cantanti con spesa elevata, senza un particolare ritorno. Un vuoto totale. E poi il regolamento per i contributi alle associazioni non è stato ancora portato in consiglio comunale nonostante che sia stato approvato da tempo dalla commissione competente. Se non ci riesce nonostante sia stato già preparato non so proprio cosa questa amministrazione sia capace di fare. Senza dimenticare la scarsa partecipazione dei cittadini nelle decisioni prese da questa giunta».

Fabio Urbinati (Foto Vagnoni)

«Oggi –prosegue nell’analisi Fabio Urbinati, capogruppo consiliare in Regione- inizia la fase di avvicinamento alle successive elezioni amministrative. Dalla Regione Marche vedo la debolezza in ogni settore di questa giunta. L’amministrazione regionale sta lavorando molto sul territorio con gli altri comuni che vi si interfacciano spesso. Cosa che San Benedetto non fa o almeno chiama due, tre volte l’anno. Abbiamo invece contatti diretti con il Circolo dei Sambenedettesi e le associazioni culturali locali. Addirittura ho più contati con Castelli sindaco di Ascoli che con il primo cittadino della mia città. Questa è un’amministrazione che non ha idee, soprattutto per il Ballarin. Nell’assemblea del Comitato di Quartiere di San Filippo Neri in cui ero presente, i rappresentanti della giunta hanno detto che oltre la demolizione non faranno nulla o al massimo un muretto per la memoria torica del glorioso stadio. Ed invece si può fare un concorso di idee, riprendere i progetti già redatti e che hanno avuto un giudizio popolare, addirittura coinvolgere le università per la sua ristrutturazione o, almeno, avere delle linee giuda. Ed invece nulla di nulla a conferma di una mancanza di visione della città».
«Il sindaco Piunti –chiude lo j’ accuse del PD il segretario comunale Edward Rino Alfonsi– vive in Comune chiuso in ufficio, come se fosse un bunker anti-atomico. Alle riunioni non partecipa mai, manda avanti gli assessori senza interloquire con le associazioni. Dopo due anni e mezzo pensano ancora l’amministrazione di prima. Ma pensate alla vostra. Le altre città crescono mentre San Benedetto no e sarà difficile recuperare questo gap. Quando torneremo ad amministrarla ci sarà tantissimo da lavorare».


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