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Tuona il sindaco Ciaffaroni:
«Noi sempre vicini a Cesaroni,
il rispetto va ricambiato»

MONTEFORTINO - Dopo le dichiarazioni del vice sindaco di Comunanza, Domenico Sacconi il quale, riferendosi ai Comuni limitrofi, aveva lamentato la mancanza di interlocutori sulle battaglie portate avanti negli ultimi sul fronte del lavoro, dello spopolamento e delle infrastrutture

Domenico Ciaffaroni, sindaco di Montefortino

di Maria Nerina Galiè

Non ha gradito Domenico Ciaffaroni, storico sindaco di Montefortino, quanto espresso dal vice sindaco di Comunanza, Domenico Sacconi, riguardo ai primi cittadini dei paesi confinanti. Sacconi, nel ribadire la sua intenzione a non ripresentarsi alle prossime elezioni, aveva commentato l’operato della giunta Cesaroni e, nel contesto, si era tolto qualche sassolino dalle scarpe. «Con Cesaroni – aveva detto il vice – abbiamo trattato argomenti fondamentali per la tenuta della zona montana, il lavoro, lo spopolamento, le infrastrutture. Peccato non aver avuto interlocutori, pronti a raccogliere tali sfide. Il mio riferimento va diretto ai sindaci dei Comuni limitrofi, i quali si sono mostrati miopi o forse gelosi di un sindaco, Cesaroni, che tirava dritto per affrontare problemi di primaria importanza».

Domenico Sacconi, vice sindaco di Comunanza

«Prima di tutto invito Sacconi a ricambiare il rispetto che hanno sempre dimostrato nei suoi confronti i cittadini e gli amministratori degli altri Comuni – ha tuonato Ciaffaroni – in secondo luogo noi siamo stati sempre vicini a Cesaroni durante le battaglie sostenute per mantenere posti di lavoro e migliorare la qualità della vita. Ricordo a tal proposito non solo la vertenza Whirlpool, ma anche la più grande opera finanziata in zona con i fondi del terremoto, cioè la riqualificazione di parte della Valdaso, approvata dal comitato istituzionale dei sindaci del fermano».

«Comunanza insiste sulle fusioni – ha detto ancora – evidentemente senza portare adeguate argomentazioni a supporto. Ritengo necessario, si, un riordino a livello nazionale. Invece di affamare i Comuni per poi farli cadere nel miraggio dei soldi delle fusioni si dovrebbe sostenere la pari dignità di ciascuno di loro. Solo così sarà possibile intraprendere un percorso virtuoso che porterà alla crescita dei servizi e delle opportunità nella nostra terra. Non escludo le fusioni – ha concluso il sindaco di Montefortino – ma penso siano giuste solo tra enti locali di pari livello, altrimenti sono annessioni a svantaggio dei più piccoli. Prendiamo ad esempio la lotta per mantenere il bancomat a Montemonaco. Se si fosse “fuso” con Comunanza, ora non avrebbe lo sportello per i prelievi, né l’ufficio postale o altro».

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