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Massimo Volume e Mimì Clementi
Il ritorno (a nuoto) dopo sei anni

MUSICA - La seminale band capitanata dal poeta e bassista ascolano torna sulle scene con un bellissimo disco intitolato "Il nuotatore". Figura di riferimento del rock indipendente di inizio anni '90, Emidio è anche apprezzato romanziere. Il tour in rampa di lancio prevede una sola data nella Marche, il 23 marzo a Montemarciano

di Luca Capponi 

“Può annegare anche chi rinuncia a navigare”. Per fortuna di chi ama l’arte, lui non ha mai smesso di navigare. Emidio Clementi da Ascoli, Mimì per gli amici, porta l’origine nel nome. Quell’Emidio sempre più raro, inequivocabile segno d’appartenenza. Si chiamava così anche lo zio, ex segretario dell’Ascoli Calcio ma soprattutto valoroso eroe perito sul fronte greco durante la Seconda Guerra Mondiale, a cui è stata intitolata la caserma del 235° Reggimento Piceno.

Emidio Clementi

Buffo per uno come lui, che nella vita fa tutt’altro, portare lo stesso nome di un luogo militare. Eppure tant’è. Mimì, cresciuto a San Benedetto e poi vissuto per tanti anni a Bologna, è una delle pietre miliari del rock indipendente italiano. Proprio nella città felsinea il Nostro, siamo ad inizio anni ’90, fonda i Massimo Volume. Da lì parte la navigazione. Che in anni di tumultuose avventure lo ha portato ad essere una delle figure di riferimento di un certo tipo di scenario che fonde la musica “alta” alla letteratura. Non solo perché Mimì è apprezzato romanziere, ma soprattutto perché quando presta la voce (e il basso) ai Massimo Volume non canta, declama.

I Massimo Volume (foto di Simone Cargnoni)

La sua è una figura che la città di origine, Ascoli, dovrebbe riscoprire al più presto. Dopo un’esibizione fugace una ventina di anni fa, è tornato nel capoluogo solo una volta, nel 2016, con il progetto Sorge (insieme a Marco Caldera), una delle sua tante creature collaterali. Mai con i Massimo Volume, però.
Il momento sembra propizio, ora che la seminale band è tornata sulle scene; si era sciolta tra la disperazione dei fan nel 2002 per poi riunirsi nel 2008 e dare alle stampe due acclamati album, “Cattive abitudini” (2010) e “Aspettando i barbari” (2013). E’ di pochi giorni l’uscita del bellissimo “Il nuotatore” (curiosità: stesso titolo di uno dei primi brani del pianista Giovanni Allevi, pure lui ascolano, anche se in realtà il nome è preso da un racconto di John Cheever), altro pezzo di bravura realizzato insieme a Egle Sommacal (basso) e Vittorio Burattini (batteria). Unica data del tour promozionale finora prevista nelle Marche, quella del 23 marzo al teatro Alfieri di Montemarciano (Ancona).
Versi notturni, tessiture sonore da brivido e liriche al solito ispirate per Mimì e compagni, che svettano in brani come “L’ultima notte del mondo“, “Fred”, “Amica prudenza”, “Una voce a Orlando”, anche se citare brani a discapito di altri fa solo del torto a un disco che merita di essere scavato (e ascoltato) come pochi.

La copertina de “Il nuotatore”


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