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Ciciretti il primo a soccorrerlo:
«Ho aperto la bocca a Scavone
mentre Mancosu gli estraeva la lingua»

SERIE B - Il drammatico racconto del bianconero, primo a intervenire dopo lo scontro tra il giallorosso e Beretta: «Aveva gli occhi girati indietro, ho cercato di farlo rinvenire, ma la mandibola era serrata e quando sono riuscito ad aprirla mi ha morso due volte. Lo conosco bene, abbiamo giocato insieme a Parma»

di Claudio Romanucci

Un racconto che lascia ancora i brividi. E’ quello di Amato Ciciretti, a tre giorni dall’incidente occorso a Manuel Scavone. Parla con più serenità dei terribili momenti vissuti venerdì sera e del suo pronto intervento che ha contribuito a salvare la vita al calciatore del Lecce che è scontrato con Beretta dopo quattro secondi di gioco nell’anticipo della terza giornata allo stadio Via del Mare di Lecce.

«Subito dopo il contrasto aereo fra Beretta e Scavone – dice il neo acquisto dell’Ascoli – non mi sono reso conto di quanto stava accadendo, poi andando sul pallone ho visto Scavone con gli occhi girati indietro. A quel punto ho capito la gravità della situazione e la prima cosa che mi è venuta in mente è stata quella dargli due schiaffi per farlo riprendere. Niente. Allora gli ho aperto subito la bocca, la mandibola era serrata e, quando ci sono riuscito, mi ha dato due morsi. Intanto sono arrivati Mancosu e un altro calciatore del Lecce, così ho provato a riaprirgli la bocca tenendo indietro i denti e contemporaneamente Mancosu gli estraeva la lingua. Sono rimasto molto colpito di quanto accaduto, ancora di più perché con Scavone ho giocato l’anno scorso a Parma in B e lo conosco bene. Gli ho mandato un messaggio di pronta guarigione».

Amato Ciciretti (Foto Edo)

Il racconto di Ciciretti prosegue con quanto accaduto in campo in quei concitati minuti. «Noi ci siamo messi subito a disposizione – dice l’attaccante bianconero – nel senso che abbiamo dato al Lecce la possibilità di decidere se continuare la gara o meno. Giocare con un compagno in condizioni così e, soprattutto senza sapere come si sarebbero evolute le cose, non era facile. In campo abbiamo detto a mister Liverani e a Mancosu che noi saremmo stati a disposizione qualunque cosa avessero deciso. Mi sono spaventato perché, con gli episodi accaduti negli ultimi anni, è impossibile non pensare a fatti simili. In campo i compagni di Scavone parlavano anche del fatto che a casa stavano gurdando la tv la moglie e le figlie di Manuel. L’importante è che sia finito tutto per il meglio. Un episodio simile, ma meno serio, era accaduto quando giocavo nella Primavera della Roma. Nel corso di una partita ci fu un contrasto aereo e un calciatore perse i sensi, ma poco dopo si rislzò e voleva addirittura continuare a giocare».

Ciciretti è arrivato da poco all’Ascoli ma col turno di riposo, che i bianconeri osserveranno nel quarto turno del prossimo weekend, avrà modo di integrarsi meglio con i nuovi compagni. «Ho trovato un gruppo di ragazzi che si vuole bene, si ride, si scherza, si gioca e quando c’è da lavorare lo si fa con serietà, quello che vuole il mister. Mancano due settimane al prossimo match di campionato – dice Ciciretti – e quindi ci saranno tanti giorni utili per capire meglio gli schemi. L’intesa con Ninkovic? Per me è più semplice scambiare palla con lui piuttosto che con chi preferisce andare in profondità. Ad eccezione di quando giocavo con Falco al Benevento, questo è forse la prima volta in cui riesco a giocare palla così facilmente».


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