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“Ascolto & Partecipazione”,
per ora niente lista
Canzian: «Non mi candido»

ASCOLI - Venerdì incontro con Carlo Di Marco sulla democrazia partecipativa. Pizi: «Stimolare il confronto per rianimare una città paralizzata». Al primo posto riacquisizione di servizi pubblici: parcheggi, illuminazione e verde

di Franco De Marco

Partecipa o non partecipa, con una propria lista, alle elezioni comunali di maggio il comitato civico “Ascolto & Partecipazione”? Ancora presto (ma è in realtà è forse già tardi) per dare una risposta secondo gli animatori del comitato civico tra i quali l’ex segretario cittadino del Pd Giuseppe Pizi e l’ex vice presidente Pd della Regione Antonio Canzian. Forse in attesa di verificare quali schieramenti e quali candidati sindaco scenderanno davvero in campo e, soprattutto, in attesa di verificare la capacità di penetrazione nel tessuto sociale dell’iniziativa.

“Ascolto & Partecipazione” per venerdì 22, ore 17,30, nella sala dei Savi, ha organizzato un incontro sul tema generale “Democrazia partecipativa” con relatore Carlo Di Marco, di Giulianova, docente di diritto pubblico nella Facoltà di Sciente Politiche dell’Università di Teramo. Coordina il giornalista Pier Paolo Flammini. «Incontriamoci, ascoltiamoci & insieme partecipiamo» è l’appello lanciato. La democrazia partecipativa è la “filosofia” di questo comitato civico che si muove chiaramente a sinistra scontento del comportamento tenuto fino ad oggi dal Pd. La democrazia partecipativa si propone di assegnare a tutti i cittadini la possibilità di contribuire ai processi decisionali. «Non ci piacciono né i capitani né le consultazioni on line. Crediamo nella partecipazione diretta, quella vera, delle persone in carne e ossa».

«Noi – commenta Pizi – vogliamo avviare prima di tutto un dialogo con i cittadini per stimolare la partecipazione e far emergere proposte. Una lista elettorale? E’ tutto da vedere. Per il momento non è nel nostro programma». E Antonio Canzian, passato nel Pd, ex assessore regionale, anche lui come detto impegnato nel percorso avviato da “Ascolto & Partecipazione”, smentisce l’ipotesi di una sua candidatura a sindaco: «Non ci penso minimamente»,  dice secco. Insomma questo movimento cittadino al momento è soprattutto impegnato nel far emergere i punti di un programma di rinascita della città accendendo la scintilla della democrazia partecipativa. «Il nostro – spiega Pizi – è un comitato libero, spontaneo, antifascista, che si propone di affrontare le problematiche cittadine. E’ un tentativo generoso di stimolare il confronto per rianimare una città paralizzata, impaurita, dimessa e che arretra su molti fronti, demografico, del lavoro, del suo ruolo, e sempre più chiusa in se stessa. Una città in cui il dibattito politico è monopolizzato dal centrodestra presente e futuro e che se la canta e se la suona».

Palazzo Arengo (foto Vagnoni)

Nell’ottica di ripristinare un maggiore interesse dei cittadini verso la politica, Pizi insiste su un obiettivo: «L’istituzione – dice – dei vecchi Consigli di Circoscrizione, o Consigli di Quartiere o Comitati di Partecipazione che dir si voglia, con componenti elettivi, organismi dotati di un proprio bilancio per organizzare attività socio-culturali-ricreative e con potere riconosciuto di formulare proposte da discutere in Consiglio comunale».

Altri punti programmatici da prendere come impegno: «riacquisizione di servizi pubblici come parcheggi, illuminazione, verde e mense scolastiche, riequilibrare la scelta delle precedenti Amministrazioni di privilegiare la grande distribuzione, piano di valorizzazione degli immobili pubblici, agevolazioni fiscali per coloro che recuperano, acquistano o affittano a fini residenziali, commerciali o artigianali  immobili nel perimetro del centro storico, un piano serio di lotta al degrado di zone importanti del centro storico, maggior cura degli spazi pubblici, realizzazione di un vero parco fluviale del Tronto, valorizzazione del pianoro di San Marco, piano straordinario di abbattimento delle barriere architettoniche». Sul fronte culturale due idee guida: «Due eventi culturali importanti e possibilmente unici nel panorama nazionale e una programmazione seria, non raffazzonata, improvvisata e spesso di scarso valore, di eventi artistici, gastronomici, eccetera, distribuiti nell’arco dell’anno».


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