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Area Vasta 5, ultimatum della Cimo:
«Nuove assunzioni e modifica dell’integrativo»

SAN BENEDETTO - Il segretario regionale del sindacato dei medici, Luciano Moretti tuona: «Ho chiesto a Milani di cambiare la clausola del contratto integrativo al fine di rendere la giusta retribuzione per gli orari e le mansioni straordinarie, e di fronte al suo rifiuto ho ribadito che noi non firmiamo: o assume persone e paga gli sfigati che fanno ore in più o ricorreremo al giudice del lavoro»

di Martina Oddi

Medici, il sindacato della Cimo lancia l’ultimatum: nuove assunzioni e modifica del contratto integrativo. E’ la richiesta avanzata dalla sigla sindacale che nell’Area Vasta 5 rappresenta 105 camici bianchi e che insieme ai veterinari della Fvm, alla Cisl medici, alla Fesmed ginecologi e chirurghi e al Fassid infermieri non ha sottoscritto il contratto integrativo aziendale. «Ci sembra profondamente iniquo», tuona Dino Giusti, medico e rappresentante sindacale della Cimo. L’Asur propone infatti un accordo, finora firmato solo dai medici dell’Area Vasta 3 di Macerata che i sindacati come nel caso della Cimo stanno cercando di modificare. «Siamo stati convocati il 12 febbraio per firmare per l’area vasta 5, ma ci siamo rifiutati anche a fronte di istanze rimaste inascoltate presentate in diversi incontri precedenti», aggiunge Giusti. Il segretario regionale, Luciano Moretti rincara la dose: «La più grave -afferma- tra le ingiustizie che il personale ospedaliero deve subire è in piena violazione della legge: il contratto integrativo infatti prevede che l’orario di 38 ore settimanali venga esteso di ulteriori 1500 ore integrative di debito contrattuale annuo, retribuite con un compenso di 2500 euro lordi annui. Una miseria che serve a mascherare e cercare di arginare il vero problema: la mancanza di personale e di nuove assunzioni».
«Non si può pretendere – continua Moretti – che si riducano le unità operative e che aumentino le ore e le mansioni per chi ha già dei ruoli precisi. Facciamo l’esempio – dice il segretario – della riforma Spacca, la delibera di giunta 423 della Regione Marche del 7 aprile 2014: essa elimina le guardie di notte e addossa il compito ai medici del Pronto soccorso, che in piena emergenza devono occuparsi nottetempo anche dei pazienti ricoverati».
Ma non è la sola anomalia sempre secondo Moretti. «Vorremmo -dice- lamentare questo clima poco collaborativo tra direzione Asur e periferia: c’è una sofferenza che non viene ascoltata. Il problema delle liste di attesa infinite al Cup è ormai cronico, ma non è attribuibile alla prestazione a pagamento ambulatoriale del medico, quanto piuttosto al fatto che lo stesso medico deve visitare i degenti, prestare consulenze al Pronto soccorso, e poi dedicarsi all’ambulatorio, con visite scaglionate ogni 15 minuti». Un altro esempio di una situazione al collasso. La soluzione? Moretti non usa mezzi termini: «Bisogna assumere -dice- i medici che mancano, i tecnici di radiologia, gli infermieri, completare un organico decisamente insufficiente, anche per risolvere il precariato degli schiavi che lavorano a tempo determinato. Infatti per supplire alle carenze di personale l’Asur accredita la pratica di acquisto di prestazioni di servizi da 1200 euro al mese dal nord Italia, e così risparmia sulla pelle dei medici e la salute dei cittadini.

L’ospedale Madonna del Soccorso

Arriva anche un’altra proposta: «Chiediamo – tuona Moretti – di togliere dal contratto la clausola che impone che ‘La retribuzione di risultato compensa anche l’eventuale superamento dell’orario di lavoro contrattualmente dovuto per il raggiungimento dell’obiettivo assegnato’. È stressante per gli operatori sanitari, ma è pericoloso per i pazienti che vengono inevitabilmente trascurati (l’.art 14 e l’art. 70 del codice deontologico recitano “qualunque dirigente medico che dia disposizioni che violino le norme della sicurezza del paziente deve essere denunciato all’ordine dei medici e rimosso”). Dulcis in fundo: pur essendo i cartellini controllati tutti i mesi dal primario- aggiunge Moretti – egli ha il potere di cancellare le ore svolte in più, e non solo lui: le può cancellare anche l’ufficio paghe. Gioco forza, avviene così che le aziende sanitarie non assumeranno mai nuovo personale». Ed è proprio questa la richiesta del sindacato: «Nuove assunzioni indispensabili per far funzionare i nuovi macchinari e la gestione della quotidianità. Assunzioni vere, e non le 1600 millantate da Ceriscioli che sono solo rinnovi di personale già dipendente». E infine l’ultimatum di Moretti: «Ho chiesto a Milani di cambiare la clausola del contratto integrativo al fine di rendere la giusta retribuzione per gli orari e le mansioni straordinarie, e di fronte al suo rifiuto ho ribadito che noi non firmiamo: o assume persone e paga gli sfigati che fanno ore in più o ricorreremo al giudice del lavoro».

 


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