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Sisma, nasce Comitato dei sindaci:
assemblea costituente a Roma

RINASCITA - Il 27 febbraio 70 primi cittadini del cratere si ritroveranno nella Capitale per dare vita ad una nuova realtà. Lo scopo è condividere problemi comuni e proposte concrete con l'obiettivo di ridare un futuro ai territori colpiti dal terremoto
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Lavori di demolizione

 

Settanta sindaci dei comuni colpiti dai terremoto del 2016 uniti in un comitato. Nascerà il 27 febbraio il Comitato dei sindaci. Dopo l’incontro a Camerino a metà gennaio è seguito un percorso di confronto e condivisione con tutti i primi cittadini del cratere sui problemi della ricostruzione, circa 70 sindaci si sono riconosciuti nell’obiettivo comune di voler tutelare e difendere il diritto naturale alla sopravvivenza dei loro territori e delle comunità che li popolano. Così l’atto concreto sarà la nascita di un Comitato dei sindaci. Il 27 febbraio alle 10, al Crowne Plaza Rome – St. Peter’s di Roma si terrà l’assemblea costituente. L’annuncio arriva dal sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui che si era dimesso da coordinatore Anci dei sindaci del cratere.

Il sindaco Gianluca Pasqui nella zona rossa

«Il Comitato dei sindaci del sisma nasce come soggetto aggregativo fuori da qualsiasi logica di politica di bandiera – si legge in una nota di Pasqui –, ma ha il solo scopo di unire i primi cittadini dei Comuni colpiti verso una unità di intenti basata sulla condivisione di problemi comuni e soprattutto di proposte concrete per una “emergenza centro Italia” che non può essere più taciuta, e si pone come serio e fattivo collaboratore delle istituzioni per accelerare il processo di ricostruzione dei territori. Solo una fattiva e continuativa collaborazione dei sindaci, il governo e la struttura commissariale potrà ridare fiducia a territori che oggi vivono senza un futuro, futuro che non può essere immaginato senza il coinvolgimento costante degli enti locali colpiti. Unisce questi sindaci la voglia di progettare il futuro dei giovani e dei bambini che crescono “qui e ora” per costruire per loro un “qui nel futuro” nel futuro dei borghi del centro Italia, dove vogliono continuare a vivere le nostre comunità».

 

 


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