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L’allarme di Castelli: «Attacco ad Ascoli»,
Piunti: «Da noi più popolazione»
La montagna vuole più servizi

ASCOLI - Non si placano le polemiche dopo la conferenza dei sindaci sul nuovo ospedale per acuti. Il primo cittadino ascolano rilancia l'accordo con l'Abruzzo, mentre il collega sambenedettese ribadisce la localizzazione del nosocomio sulla costa: «C'è più popolazione»

Il sindaco Angelo Flaiani e il direttore dell’Area Vasta 5 Cesare Milani

All’inizio dei lavori, ai quali ha presenziato anche il vice presidente della Regione Anna Casini,  è stato presentato un documento da parte dei sindaci della montagna che hanno chiesto una maggiore attenzione per i servizi sanitari delle aree interne vittime dello spopolamento post terremoto. E’ stata sottolineata la necessità di una gestione ottimale dell’emergenza, con più Potes e più personale, più medici di famiglia (ma stanno scarseggiando sempre di più dovunque) e altri servizi. Tutti d’accordo. La Regione ne dovrà tener conto nella riorganizzazione della sanità marchigina.

Nel corso della discussione, al di là delle varie proposte, tutte incentrare sul potenziamento dei servizi, quindi con la convinzione che ci potranno essere nel futuro più risorse da investire nel Piceno, sia come personale sia come attrezzature, è emerso un dato che ha gelato tutti ed ha fatto riflettere. «Attenzione, qui si guarda il dito e non la luna. – ha ammonito il sindaco di Ascoli Guido Castelli – Rispetto al 2004, in base ai nuovi parametri decisi dal Governo, per il personale sarà possibile avere a disposizione risorse inferiori dell’1,4%». Dato confortato anche dal direttore generale dell’Area Vasta n. 5 Cesare Milani. Hai voglia dunque a parlare di ospedale di primo livello e due ospedali di base, più risorse e più personale, la verità è che ci si appresta, per quanto riguarda il personale sanitario, ad ulteriori tagli.

Il sindaco Guido Castelli, nel suo intervento, ha rilanciato un vecchio pallino: l’accordo di confine con il Teramano. «Il Piceno è un’area sempre più marginalizzata nelle Marche. – ha detto – C’è l’area di Pesaro-Fano, quella di Ancona e quella di Macerata-Fermo che possono contare su un bacino più vasto. Il Piceno è destinato ad un ruolo secondario. Infatti ha già perso vari servizi a vantaggio di Macerata-Fermo. Ecco perché, con un accordo di confine col Teramano, è possibile attivare una rete sanitaria in grado di offrire al sud delle Marche tutti i servizi sanitari».  Il primo cittadino di Ascoli ha commentato molto negativamente la scelta di continuare con la localizzazione di Pagliare per il nuovo ospedale: «E’ un altro attacco ad Ascoli. La sinistra commette un altro errore strategico».

Il sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti, nel sostenere l’opportunità, secondo lui, di realizzare lungo la costa il nuovo ospedale per acuti, ha puntato il dito di nuovo contro la Regione: «Noi vogliamo una sanità equa. Rivendichiamo ciò che ci spetta. E’ evidente la disparità di trattamento che esiste tra le Marche Nord e le Marche Sud. Chiediamo un risarcimento. Se proponiamo il nuovo ospedale lungo la costa è perché qui c’è un maggiore presenza di popolazione. La mia non è una dichiarazione di guerra né una battaglia di campanile». La Conferenza dei sindaci ha però detto no alla sua mozione. Nella discussione è stato anche detto che nel Piceno, per quanto riguarda le risorse assegnate dalla Regione, c’è stato un meno 6 milioni rispetto al bilancio preventivo e meno 10 milioni rispetto al bilancio consuntivo. Tante proposte, cifre, speranze e anche strumentalizzazioni politiche: speriamo solo che la sanità nel Piceno migliori. Ora avanti con il nuovo ospedale di Pagliare: l’importante è che il servizio sia davvero completo e di eccellenza.

fdm

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