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Task force in azione
contro il gioco d’azzardo patologico

SAN BENEDETTO - Presentate questa mattina tutte le attività svolte dalla rete dei servizi del Dipartimento Dipendenze Patologiche Area Vasta n.5 nell'ambito della "Giornata Nazionale per il contrasto del gioco d'azzardo patologico". Presenti i rappresentanti del Dipartimento, dei STDP di Ascoli Piceno ASUR Area Vasta n.5 e delle cooperative Ama Aquilone, COOSS Marche, Fondazione Mons. Francesco Traini e Favonius.

di Martina Fabiani

Il gioco d’azzardo è un fenomeno che esiste da quando esiste anche l’uomo e che, se reiterato, diviene una patologia con una vera e propria dignità psichiatrica. La rete, rendendo tutto accessibile a tutti, ha accresciuto tale disagio, pasturando coloro che, altrimenti, non avrebbero potuto accedere al gioco. A tal proposito si è tenuta questa mattina presso la Sala Consiliare del Comune di San Benedetto del Tronto la conferenza stampa di presentazione delle attività svolte dalla rete dei servizi del Dipartimento Dipendenze Patologiche Area Vasta n.5. Le attività sono potenziate grazie ai fondi della Regione Marche, che da aprile 2018 ha promosso il Piano Regionale Integrato 2017-2018 per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio da gioco d’azzardo patologico (GAP), nuove tecnologie e social network. Tale piano riguarda azioni portate avanti da varie realtà e associazioni del territorio. «Il gioco d’azzardo è un fenomeno di grande attualità, fonte di disgregazione sociale e familiare. È dunque, importante prevenirlo», ha affermato Cesare Milani, direttore ASUR Area Vasta n.5. Presente alla conferenza anche il primo cittadino Pasqualino Piunti.

Inizia dai più piccoli la prevenzione svolta dal Dipartimento di Prevenzione ASUR AV5, che ha attivato nelle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria del territorio dell’AV5 dei percorsi di Life Skills Education con lo scopo di sviluppare le abilità che aiutano il benessere psicologico e relazionale del singolo. «Mentre nelle scuole primarie è prevista una formazione del corpo docenti, negli istituti secondari abbiamo messo in moto la tecnica della Peer Education – ha affermato Maria Grazia Mercatili – la trasversalità tra tutti i settori della sanità e del sociale deve essere alla base del nostro lavoro». I Servizi territoriali per le Dipendenze Patologiche di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto, attraverso servizi ambulatoriali, accolgono giocatori d’azzardo e le loro famiglie. «Oggigiorno il gioco d’azzardo viene visto come una forma di socializzazione e un passatempo – ha dichiarato Marco Quercia, direttore STDP di Ascoli Piceno – vengono creati giochi pensati per stimolare la ripetizione del comportamento». Come ulteriore forma di sensibilizzazione, I STDP quest’anno hanno coinvolto la compagnia teatrale “itineraria Teatro” con il loro spettacolo “Gran Casinò. Storie di chi gioca sulla pelle degli altri”.

 Inoltre, la Cooperativa Sociale Ama-Aquilone e la Cooperativa Sociale COOS Marche stanno portando avanti attività di consulenza, ascolto, cura e riabilitazione in collaborazione con diversi partner del territorio: STDP, Fondazione antiusura Mons. Traini e Associazione Favonius. Ama infatti ha attivato a Comunanza, Spinetoli, Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto quattro sportelli di consulenza gratuita per i giocatori patologici e i loro familiari. Accanto a questi sportelli, sono stati offerti anche percorsi d’inclusione socio-lavorativa attraverso il Sevizio per Lavoro “Ama Lavoro”. L’Associazione Favonius invece, proponendo gruppi terapeutici per giocatori e familiare, nel 2018 ha portato a casa dei buoni numeri: 30 contatti, 16 giocatori e 16 familiari coinvolti stabilmente nei gruppi. «Collaborazione e prevenzione sono le due parole sulle quali battere il chiodo. Tante sono le associazioni che tentano di dare il loro contributo al contrasto del gioco d’azzardo, ma se non si punta ad un lavoro di squadra, tutto risulterà vano», ha dichiarato Edio Costantini, Presidente della Fondazione Mons. Francesco Traini. L’associazione di cui Traini fa parte aiuta le famiglie in difficoltà anche attraverso garanzie bancarie; ci sono, però, vincoli da parte del governo nei confronti dei ludopatici, ai quali non possono essere concessi aiuti finanziari. «I più grandi risultati del nostro lavoro concernono il miglioramento delle qualità relazionali dei giocatori – ha aggiunto Irene Ciabattoni di Favonius – anche se ci sono spesso ricadute e l’età media del giocatore oggi si è di gran lunga abbassata».

Riconoscere il problema e agire sono i primi passi da fare. Il Dipartimento Dipendenze Patologiche Area Vasta n.5 ha curato al redazione di una Carta dei Servizi Dipartimentale che racchiude tutte le realtà, presenti nel territorio provinciale, che si occupano di contrasto, prevenzione e riduzione del rischio da gioco d’azzardo patologico, nuove tecnologie e social network. Diversi sono i punti d’accesso per la cittadinanza e le prestazioni gratuite.

 


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