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Il Centro diurno Forlini
spegne la decima candelina

OFFIDA - Dieci anni fa nasceva la struttura semi-residenziale per anziani autosufficienti o parzialmente autosufficienti, una delle prime del nostro territorio. La direttrice Mariangela Di Buò: «Siamo pienamente soddisfatti del lavoro fatto finora»

di Martina Fabiani

Il Centro Diurno Beniamino Forlini di Offida spegne, oggi 2 marzo, la sua decima candelina. La struttura semiresidenziale, atta ad ospitare persone anziane dai 65 anni in su autosufficienti o parzialmente autosufficienti, è stata una delle prime a sorgere nel Piceno. L’idea fu di Sante Coccia, l’allora presidente dell’Ircea (Istituti riuniti di cura educazione e assistenza) e di Ornella Nespeca che nel 2005 decisero di partecipare ad un bando regionale per gli aiuti agli investimenti per la riqualificazione della rete dei servizi socio-assistenziali. Circa tre anni passarono, dunque, dal progetto all’effettiva realizzazione. Il Centro è gestito dall’azienda pubblica di Servizi alla Persona “Beniamino Forlini” di Offida, che dirige anche la Casa di Riposo-Residenza Protetta. «Lo scopo del Centro è quello di fornire sollievo e aiuto alle famiglie durante le ore lavorative – afferma Mariangela Di Buò, direttrice della struttura – senza sradicare l’anziano dal suo contesto». L’anziano, infatti, dopo aver trascorso la giornata al Centro viene riaccompagnato a casa da un servizio di trasporto. «Il passaggio è meno traumatico rispetto alla struttura residenziale – continua la direttrice – ed è quindi un’alternativa valida per chi ha la possibilità durante le ore serali e notturne di essere seguito dai propri familiari».

La direttrice Mariangela Di Buò

Operatori socio sanitari, educatori professionali, uno psicologo ed alcuni ausiliari sono le figure professionali richieste dalla struttura. Da qualche anno sono state attivate anche delle borse lavoro per aiutare il personale qualificato a svolgere le mansioni quotidiane. La giornata dell’anziano al diurno comincia con la prima colazione e prosegue con occupazioni di vario genere. «Proponiamo ai nostri ospiti attività di mantenimento delle loro capacità residue – spiega la Di Buò – attraverso il gioco delle carte, esercizi di ginnastica dolce, piccoli laboratori manuali e creativi, visione di film». Spesso il Forlini diventa anche sede di eventi o progetti esterni nei quali si decidere di coinvolgere anche gli anziani del Centro. Basti pensare a “Granelli di Memoria”, una serie di incontri-laboratorio sulla pratica della sand art, nata per stimolare la memoria autobiografica dell’anziano con l’ausilio dell’arte. O a “Horslits”, festival di arte di strada che propone spettacoli all’interno di residenze private. Da dieci anni a questa parte, dunque, tutto lo staff del Centro Diurno Forlini si impegna affinché gli ospiti ricevano le necessarie cure e la loro condizione di senilità non venga vista come un limite, ma come uno stimolo. «Il nostro punto di forza è il personale qualificato, il cui lavoro assume le vesti di un vero e proprio progetto educativo», dichiara il presidente Quinto Mensietti.

Il presidente Quinto Mensietti con uno dei dipendenti

Al momento la struttura ospita quindici anziani, il numero massimo che può contenere. La capienza limitata, data in primis dalle dimensioni dell’immobile, consente all’anziano di ricevere una maggiore attenzione e di poter usufruire al meglio degli spazi offerti dal Centro. Accanto alla sala da pranzo ci sono uno spazio polivalente, contenente tutto il materiale per svolgere i vari laboratori, una sala riposo e una piccola infermeria. «Al Forlini è come essere in famiglia – racconta Sandra Milloni, figlia di un ospite – ho consigliato la struttura a molte persone che conosco, peccato solo che sia scomoda da raggiungere per chi abita, ad esempio, in Riviera». Il bilancio di questi primi dieci anni è quindi positivo. La direttrice racconta che all’inizio non è stato facile farsi conoscere, ma il passaparola e l’efficienza dei servizi offerti ha portato al risultato odierno. «Adesso ci capita addirittura di dover rifiutare nuovi ingressi», precisa la Di Buò. Alla domanda sulle migliorie da apportare per dare un valore aggiunto al Centro Diurno di Offida, vengono tirate in ballo dalla direttrice e dal presidente l’apertura al sabato e ulteriori progetti e ricerche per l’Alzheimer, malattia sempre più frequente.

Uno spazio del Centro

Per il momento, però, l’apertura straordinaria dovrà attendere perché il sabato mattina presso il Centro partiranno degli incontri in collaborazione con la classe V della scuola primaria di Offida e la Croce Rossa di Castignano. Si tratta di tre incontri (9, 16 e 23 marzo dalle 10 alle 11,30) volti alla conoscenza dei servizi di emergenza-urgenza per far comprendere ai bambini il valore del volontariato attivo e far conoscere le associazioni presenti nel territorio. Inoltre, in occasione del decennale della struttura è previsto il progetto “C.U.R.A.”, una serie di incontri aperti alla cittadinanza per incrementare le conoscenze sulla salute psico-fisica della popolazione, con particolare riferimento alla prevenzione del deterioramento cognitivo, delle demenze e di come prendersi cura di un familiare affetto da tali patologie.

La sala polivalente


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