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Studi Cognitivi,
inaugurata la nuova sede

SAN BENEDETTO - Si trova in via Cavour. La scuola di specializzazione in psicoterapia cognitiva e cognitivo-comportamentale, attiva dal 2001 e riconosciuta dal Miur, ha formato circa 250 terapeuti che lavorano presso strutture pubbliche e private sul territorio nazionale

di Martina Fabiani

E’ stata inaugurata la nuova sede di Studi Cognitivi, in via Cavour 14 a San Benedetto. A tagliare il nastro il sindaco Pasqualino Piunti, che ha ribadito come per la Riviera delle Palme le politiche sociali siano una priorità. È poi seguita una tavola rotonda sul tema “Salute mentale, territorio e psicoterapia”, momento per riflettere e confrontarsi sul ruolo del territorio marchigiano e abruzzese nella cura della salute mentale e sugli apporti della psicoterapia cognitivo-comportamentale nell’ambito del panorama scientifico sulla salute psichica. Sono intervenuti al dibattito: il dottor De Berardis (DSM Teramo), il dottor Giri (Psichiatria Area Vasta 5), il dottor Valchera (clinica San Giuseppe di Ascoli), la dottoressa Palmieri (DSM Fermo), il dottor Pincherle (Neuropsichiatria infantile di Macerata). Al centro di ciascuno degli interventi l’importanza della ricerca scientifica e del fare rete affinché la psicologia non rimanga ancorata ad un solo orientamento e abbia a disposizione sempre nuovi strumenti per approcciarsi al paziente grave e intervenire sulla complessità dell’uomo. «La sinergia tra psichiatra e psicologo consente una migliore cura del paziente», ha dichiarato la Palmieri. Presenti anche i presidenti dell’Ordine degli Psicologi di Marche e Abruzzo.

Un momento del dibattito

L’evento di ieri è stato organizzato da Studi Cognitivi, un network di scuole di specializzazione in psicoterapia cognitiva e cognitivo-comportamentale riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione-Università-Ricerca con decreto del 23 luglio 2001. La rete nasce nel 2001, anno in cui furono aperte le sedi di Milano e San Benedetto del Tronto, seguite poi da quelle di Modena, Firenze, Bolzano, Mestre e Genova. Lo scopo di Studi Cognitivi è quello di formare psicologi affinché diventino psicoterapeuti ed entrino poi in un albo provinciale. A Studi Cognitivi afferisce, inoltre, un dipartimento di ricerca che ha prodotto in quasi due decadi di attività oltre 90 pubblicazioni su riviste internazionali, e promosso la partecipazione di docenti e studenti a congressi nazionali e internazionali. Nel 2012 il gruppo fonda il webjournal “State of Mind” che vanta 13 milioni di clic all’anno. «Vogliamo portare eccellenze nel mondo della psicoterapia e nel mondo della ricerca clinica – ha affermato la direttrice del network Sandra Sassaroli, che ha contribuito alla diffusione della psicologia cognitiva in Italia – volevo lasciare qualcosa alle nuove generazioni perché non ho mai creduto nella scuola del bravo clinico».

È stata proprio la Sassaroli a credere nel territorio di San Benedetto: «questo è un territorio ricco e il programma che proponiamo qui è identico a quello di Milano o Bolzano». La sede di San Benedetto ha formato circa 250 psicoterapeuti provenienti da Marche, Abruzzo, Puglia e Campania. Accanto alla scuola sorge anche un centro clinico, portato avanti dai docenti e da ex allievi. I professionisti del centro si occupano della psicoterapia a partire dall’età evolutiva fino alla senescenza, con equipe specializzate nei singoli trattamenti (spettro autistico in primo luogo, ma anche dipendenze patologiche, disturbi alimentari, disturbi di personalità, potenziamento e riabilitazione cognitiva, trauma, disturbi d’ansia, disturbi dell’umore). «Negli anni degli studi eravamo fiduciosi di poter cambiare le cose e ci siamo riusciti – ha affermato Clarice Mezzaluna, caposede di San Benedetto – vogliamo fare ancora tanto e la vecchia sede era diventata troppo stretta». Tra gli obiettivi per il futuro rientra l’organizzazione di alcune giornate di orientamento sull’autismo affinché le famiglie siano informate e possano aiutare e sostenere la guarigione del paziente. In cantiere anche la creazione di un centro diurno per i bambini autistici.

In un momento in cui aumenta il disagio psichico nelle persone – con un accento posto sulle patologie giovanili – si assiste, però, ad un sottodimensionamento delle risorse in questo campo. «È fondamentale che si capisca la rilevanza della psicologia nella fase acuta della malattia», ha precisato la Palmieri. Diventa fondamentale, quindi, il ruolo delle scuole e di una continua e costante formazione degli esperti del settore. «Ogni scuola potrebbe diventare una risorsa per i cittadini», ha affermato il dottor Tancredi Di Iullo, presidente dell’Ordine degli Psicologi dell’Abruzzo.


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