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Lattanzi contro Arrigoni:
«Se Celani è vecchio,
lo è pure Antonini»

ASCOLI - L'assessore all'Urbanistica (lista Pensiero Popolo Piceno) rilancia: «Ascoli ha bisogno di un sindaco moderato ed esperto, e Celani è la persona giusta. Anche nella Lega ci sono divisioni sul candidato»

Luigi Lattanzi

di Franco De Marco

«Piero Celani è vecchio? Allora Andrea Antonini, politicamente, è vecchio come lui. Io non vedo proprio perché Piero Celani non possa essere il candidato sindaco del centrodestra. La Lega rifletta». All’assessore comunale Luigi Lattanzi (Forza Italia) non vanno proprio giù le dichiarazioni fatte a Cronache Picene dal senatore Paolo Arrigoni, commissario regionale della Lega di Matteo Salvini, il quale ha bocciato la possibile candidatura a sindaco dell’ex primo cittadino e attuale consigliere regionale di Forza Italia Piero Celani. «Prima di tutto – afferma Luigi Lattanzi con la sua solita pacatezza ma anche con fermezza – io dico che Ascoli ha bisogno di un candidato moderato perché è una città moderata. E Piero Celani ha questa qualità ed ha l’esperienza amministrativa che ci vuole. Paolo Arrigoni afferma che Piero Celani è vecchio? Che non rispecchia la voglia di cambiamento? Allora gli dico che Andrea Antonini (il candidato in pectore della Lega seppur non formalizzato, ndr), anche se più giovane di età, nel maggio del 1995 venne eletto (con Alleanza Nazionale, ndr) in Consiglio comunale insieme a Piero Celani e al sottoscritto. E come consigliere anziano venne anche eletto presidente del Consiglio comunale fino a quando la maggioranza di centrosinistra non lo sostituì con Mauro Gionni. Insomma come si fa a dire che Andrea Antonini incarna il rinnovamento? Non ci sto».

Piero Celani

Ma Luigi Lattanzi, che parla anche a nome della sua lista civica “Pensiero Popolo Piceno”, accreditata anche in questa tornata di un consistente peso consenso elettorale, si scaglia contro il commissario della Lega anche per un altro motivo. Non accetta che parli di divisioni all’interno del partito di Silvio Berlusconi. «Come si permette di dare questi giudizi su Forza Italia? Mi risulta – sostiene l’assessore comunale uscente – che all’interno della Lega ci sia una spaccatura sul nome di Andrea Antonini. Sia chiaro che io non ho nulla contro Andrea Antonini, che apprezzo, che stimo, con il quale ho un buon rapporto. Ma, ripeto, se la mettiamo sul rinnovamento, allora devo dire che le due figure sullo stesso piano. Ritengo – conclude Luigi Lattanzi – che Piero Celani, proprio per la sua lunga esperienza, e per il radicamento che ha in città, sia il candidato sindaco migliore. Ascoli ha bisogno di certezze. Ha bisogno soprattutto di un sindaco moderato».

Andrea Antonini

Com’era facilmente prevedibile, avvicinandosi il momento della sintesi, la temperatura nel centrodestra sale vertiginosamente. E un po’ tutti stanno uscendo allo scoperto. Non si riesce a trovare la “quadra” su un nome condiviso da tutte le forze. Oggi come oggi ognuna sembra voler andare per conto proprio. Schermaglie strumentali? Posizionamenti presenti e futuri? Si vuole alzare il prezzo delle contropartite? Magari c’è anche chi bluffa. Comunque il momento dello scioglimento del nodo è vicino. Di sicuro la trattativa nel centrodestra non è più in mano, anzi non lo è mai stata, al tavolo cittadino. Paolo Arrigoni spera in quello regionale. Invece, come la storia insegna, alla fine sarà sempre il tavolo nazionale a valutare e a scegliere. Era così sin dai tempi della Democrazia Cristiana. Da come si è messa la partita sembra molto difficile che il centrodestra possa andare unito alle elezioni del 26 maggio. E se il centrosinistra dorme, e non riesce a trovare un candidato di peso,  c’è chi profetizza addirittura un ballottaggio tra Piero Celani, il cui schieramento al di là delle sigle di partito, appare piuttosto consistente, e Andrea Antonini candidato di Lega e magari di Fratelli d’Italia che ha messo sul piatto il giovane, questo sì politicamente e anagraficamente, Marco Fioravanti. Che partita complicata!


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