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Crollo dei negozi e boom degli affitti,
scatta l’allarme della Confcommercio:
«Il centro storico rischia il declino»

ASCOLI - Dati shock nello studio sulla "Demografia d'impresa delle città italiane". Il presidente Ugo Spalvieri: «Urgono provvedimenti significativi ed urgenti per tutte le imprese e su tutto il comprensorio ascolano»

 


Crollo del 24,6% dei negozi in dieci anni, aumento degli affitti del 27,5% ed incremento dei pubblici esercizi dello 0,6%. E’ la fotografia drammatica scattata dall’Ufficio Studi della Confcommercio che oggi ha presentato la 4a Edizione della ricerca sulla “Demografia d’impresa nelle città italiane”. E proprio Ascoli è finita in coda alla graduatoria preceduta soltanto da Gorizia e L”Aquila. In particolare è stata analizzata la vitalità del sistema imprenditoriale nel decennio 2008-2018 in 110 comuni di medie dimensioni capoluoghi di provincia e 10 comuni non capoluogo più popolosi con la distinzione Centri Storici vs Non Centri Storici. Anche la città di Ascoli Piceno è stata posta sotto osservazione e ne è scaturita una diagnosi allarmante che conferma, dati alla mano, quanto è di comune percezione e valutazione: il rischio di declino commerciale del Centro Storico, che vede un crollo del 24,6% di negozi a sede fissa, del 0,6% di pubblici esercizi, a fronte dell’incremento del 27,5 % nei canoni di locazione commerciale. «E’ tutto il comprensorio ascolano che soffre. – afferma Ugo Spalvieri, presidente della sede Confcommercio di Ascoli Piceno – Il Centro Storico è sicuramente la punta dell’iceberg, ma tutto il resto del mondo imprenditoriale è in affanno. La povertà tra i cittadini aumenta, il recupero post-terremoto è stagnante, la popolazione diminuisce ed invecchia: sono segnali di forte preoccupazione che richiedono interventi significativi ed urgenti di sgravi economici per il mondo imprenditoriale e di investimenti specifici per il territorio, anche con il riconoscimento di area svantaggiata come recentemente richiesto da Confindustria ed Ordine dei Dottori Commercialisti». «Viviamo in un sistema sociale ed imprenditoriale interconnesso – continua Spalvieri – nel quale, come nei vasi comunicanti, i benefici per un settore economico nel tempo ricadono anche su altri. I rappresentanti politici del territorio e le formazioni politiche che andranno a confrontarsi per le prossime elezioni amministrative prestino attenzione al mondo delle imprese».


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