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Avis dei Sibillini, grande festa all’Ambro
nonostante gli inviti
smarriti dalle Poste (Foto)

MONTEFORTINO - Nel 2018 le donazioni sono state 578 rispetto alle 317 del 2017, ma servono nuovi volontari. Il presidente Franco Rossi: «Il terremoto ed il fisiologico abbandono per età ed altre evenienze quali i trasferimenti di intere famiglie, hanno portato ad una diminuzione di donatori attivi, destando  preoccupazione, proprio nel momento in cui la domanda di sangue è in crescita»

 

Il gruppo dei genitori e dei donatori dell’Avis

di Maria Nerina Galiè

Un altro “schiaffo” al sisma è arrivato dalla sezione Avis dei Sibillini che ha raggiunto nell’anno appena trascorso 578 donazioni, contro le 321 del 2017. Per l’assemblea annuale che si è svolta domenica 10 marzo inoltre, la sede scelta dal direttivo è stato il Santuario della Madonna dell’Ambro, tornato a splendere dal 24 dicembre, simbolo della ripartenza e cornice ideale dell’incontro dal quale sono emersi tanti segnali positivi, evidenziati dal presidente Franco Rossi (che è anche presidente dell’Avis provinciale di Fermo) e dal vice Domenico Annibali. Che non hanno nemmeno nascosto le difficoltà degli ultimi anni e l’esigenza di avere più giovani tra i donatori. Nel salone del ristorante “Da Peppinè”, messo gratuitamente a disposizione, c’erano il vice sindaco di Montefortino Angelo Viola e tantissimi partecipanti. Un successo. Non certo favorito da Poste Italiane, a cui erano state affidate le circa 400 convocazioni, andate “perse” e quindi mai arrivate, arrecando alla sezione un «grave danno di immagine ed enormi difficoltà organizzative», hanno  commentato Rossi ed Annibali che hanno già fatto ricorso. Sono stati costretti a raggiungere tutti gli invitati, con ogni mezzo di comunicazione alternativo disponibile. E chi doveva esserci  alla manifestazione, c’era. 

Tra questi molti rappresentati dei quasi 600 alunni, accompagnati da genitori ed insegnati, delle 55 classi degli  Istituti comprensivi di Amandola e Comunanza che si sono cimentati in bellissimi elaborati, cartelloni, creazioni con materiali vari, sul tema “Crescere nella condivisione e nell’altruismo”. Iniziativa che rientra nella campagna di sensibilizzazione riscontrando un coinvolgimento ogni volta più consapevole. 

Da sinistra Franco Rossi e Domenico Annibali

I NUMERI – Sebbene le donazioni nel 2018 sono state molte di più rispetto al 2017, interrotte per mesi a causa del sisma, l’attenzione del direttivo si è spostata sui numeri relativi ai donatori. Nel 2018 se ne sono contati 388, di cui 238 uomini e 150 donne. Di questi 44 sono di età compresa tra 18 e 25 anni, 52 tra 26 e 55 anni, 89 tra 36 e 45 anni, ben 115 tra 46 e 55 anni, 82 fino a 65 anni, età in cui si dovrebbe interrompere, 6 oltre il limite.  «Servono più giovani», ha detto il dottor Rossi. «Il terremoto – ha aggiunto –  ed il fisiologico abbandono per età ed altre evenienze quali i trasferimenti di intere famiglie, hanno portato ad una diminuzione di donatori attivi, destando  preoccupazione, proprio nel momento in cui la domanda di sangue è in crescita».

«Nel 2018 – ha però precisato – se ne sono uniti 22 e uno di loro, Luca Moretti,  lo ha fatto appena ha compiuto la maggiore età, tanto che è stato premiato a Loreto in occasione del raggruppamento regionale».  

I RICONOSCIMENTI – Momento clou della giornata del 10 marzo è stata la consegna di 19 benemerenze di rame, 15 d’argento, 20 d’argento dorato, 13 d’oro ed una d’oro e rubino, a Francesco Grandozzi, con 74 donazioni. 

A meritare la medaglia d’oro sono stati Anselmo Valori, Maurizio Tossici, Claudio Tossici, Giampaolo Settimi, Giovanna Petrocchi, Roberto Pasqualini, Marcella Marziali, Cristina Lucarelli, Filippo Jachini Marziali, Angelo Fulvi, Massimo Ciotti, Albino Annessi. 

L’ORGANIZZAZIONE – L’Avis dei Sibillini comprende i Comuni di Amandola, Comunanza, Force, Montefortino, Montemonaco, Montefalcone Appennino, Smerillo, Montedinove, Rotella, Montelparo, Santa Vittoria in Matenano e Servigliano. «E’ l’unica in Italia ad unire due province  e ci siamo battuti affinché rimanesse tale anche dopo la separazione»,  ha ricordato Annibali con lo stesso orgoglio con cui insieme al presidente Rossi ha anticipato l’importante impegno del prossimo anno, la festa per il settantesimo anniversario che si terrà in Amandola nel 2020. D’obbligo infine l’invito di Rossi ed Annibali: «Chiunque fosse interessato a diventare donatore, può recarsi tutti i giovedì dalle ore 14,15 alle 17,30 nel nostro modulo, che si trova presso il piazzale del Campo Sportivo di Amandola oppure telefonare allo  0736 848631».

 


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