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Nelle Marche in calo morti
e malattie sul lavoro

ASCOLI - In calo del 50% le denunce d'infortunio con esito mortale nella regione passate da due casi ad uno accaduto nel settore Industria e servizi in provincia di Macerata. Bianchini: «Occorre implementare il percorso culturale con una In-formazione adeguata per contrastare infortuni e malattie professionali»
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Meno morti sul lavoro e meno malattie professionali nelle Marche. Sono i dati relativi al mese di gennaio 2019 elaborati dal sindacalista della Uil di Ascoli, Guido Bianchini. Aumentano però gli infortuni. Riguardo alle malattie professionali le denunce presentate sono state 427 con un calo di 59 casi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, riduzione che ha riguardato sia la componente maschile, sia quella femminile e tutti i settori. Il calo riguarda sia i lavoratori italiani, sia quelli di provenienza dall’Unione Europea ed extra. Mentre più articolata è l’analisi delle denunce delle malattie professionali per provincia come risulta dalla tabella sotto riportata.

Le denunce delle malattie professionali

LE MALATTIE PROFESSIONALI – Nel dettaglio sono stati segnalati: tumori (C00-D48) da 1 a 2; disturbi psichici e comportamentali (F00-F99) da 0 a 3; malattie del sistema nervoso (G00-G99) da 73 a 46; malattie dell’orecchio e dell’apofisi mastoide (H60-H95) da 20 a 17; malattie del sistema respiratorio (J00-J99) da 3 a 7; malattie del sistema osteo muscolare e del tessuto connettivo (M00-M99) da 234 a 207; Non Determinato da 154 a 142.gli

GLI INFORTUNI – Riguardo le denunce d’infortunio nella Regione, sempre nel periodo d’analisi, c’è stato un incremento di 91 casi (in questo contesto in  aumento di 8 casi quelli in itinere) poiché si è passati da 1262 denunce a 1353. In aumento quelli relativi alla gestione Industria e Servizi passate da 957 a 1027 (+70); in aumento di 25 casi quelli della gestione per conto dello Stato mentre sono in calo quelle dell’Agricoltura di 4 casi. La tabella sotto riportata presenta le Denunce d’infortunio per provincia; in aumento in tutti i territori ad eccezione in quello di Fermo.

Le denunce d’infortunio per provincia

 

 

Analoga la situazione delle denunce d’infortunio per luogo di nascita dell’infortunato: in aumento sia quelli di lavoratori italiani, passati da 1049 a 1140 casi, sia quelli di lavoratori extra U.E. (+7) mentre sono in calo di 7 unità quelli U.E.

Cosi quelli di differenze di genere sia per i maschi (+20), sia per le femmine dove si registra un incremento di 71 poiché si è passati da 441 a 512 casi. Le 91 Denunce d’infortunio che sono aumentate, nelle Marche, nel mese di gennaio 2019, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, riguardano tutte le classi d’età dell’infortunato come si evince dalla tabella.

Gli infortuni per classi d’età

In calo del 50% le denunce d’infortunio con esito mortale nella regione poichè si è passati da due casi ad uno accaduto nel settore Industria e servizi (provincia di Macerata – trattasi di un lavoratore della fascia d’età tra 50 a 54 anni).

L’ANALISI DEI DATI – «I dati aggregati, in valore assoluto -commenta Guido Bianchini, esperto di sicurezza del lavoro del sindacato Uil di Ascoli – analizzati evidenziano una riduzione sia degli infortuni, sia delle malattie professionali, nella regione, ciò è indubbiamente positivo anche se l’analisi è estremamente ridotta, visto l’arco temporale analizzato, e non consolidati poichè soggetti ad assestamento e consolidamento prossimamente. Occorre implementare il percorso culturale con una In-formazione adeguata per contrastare infortuni e malattie professionali. La formazione sulla sicurezza sul lavoro è, un processo che consente ai lavoratori  interessati di essere più preparati nello svolgere attività che necessitano di una maggiore conoscenza ed abilità, oltre all’acquisizione di una maggiore consapevolezza del proprio ruolo e del proprio comportamento, connessi all’espletamento della propria attività lavorativa. E’ fondamentale che i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, svolgano un ruolo “positivo” nel controllo e attuazione della sorveglianza sanitaria, facilitare ed indirizzare le segnalazioni delle malattie professionali al patronato. Il patronato sindacale non si interessa solo di pensioni e previdenza, ma ha un ruolo importante di tutela della salute e sicurezza sul lavoro di tutti i lavoratori del territorio. Il mondo del lavoro è in perpetua modifica, di conseguenza gli Rls devono sviluppare le competenze che la “moderna prevenzione” richiede, ovvero consolidare approcci e attività complesse che si basano sull’attuazione di politiche atte ad intervenire sui determinanti di malattia legati al rapporto tra salute, ambiente esterno e luoghi di lavoro, comportamenti e stili di vita, corresponsabili dell’insorgenza di patologie croniche, professionali e infortuni sul lavoro, con costi enormi anche per il sistema pubblico e sanitario. Infine non si può continuare a morire di lavoro in questo paese. Tutto questo -conclude- nel silenzio generale e, ancora più grave, nel provvedimento del Governo che taglia 150 milioni all’anno le risorse Inail destinate alla prevenzione e alla formazione, o, peggio ancora, consentendo all’Inail stesso di rivalersi anche nei confronti dei lavoratori sugli indennizzi concessi, oltre che sui responsabili e sulle imprese che hanno causato l’infortunio. Ancora una volta saranno solo i lavoratori a pagare».


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