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Del Duca pronto al terzo mandato:
«Dalle mele all’energia elettrica:
ecco il mio Comune-azienda»

MONTEDINOVE - Il Comune ha anche il suo distributore di benzina dove si vengono a rifornire anche i residenti dei centri vicini: viaggio nell'isola felice dove vivono 470 anime
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di Maria Nerina Galiè

Montedinove, 470 anime, “più che un Comune è un’azienda”, lo definisce il sindaco Antonio Del Duca, che è pronto per il terzo mandato. Eletto per la prima volta nel 2009, con l’85% delle preferenze, l’attuale primo cittadino si è riproposto nel 2014 raccogliendo 317 voti (oltre il 90%) contro Andrea Angelini che ne ha presi 30.

A sinistra il sindaco Antonio Del Duca

Del Duca non ha ancora un vero e proprio programma elettorale. «E’ in cantiere», dice. Ma ha un obiettivo: «Mantenere vivo il turismo e creare movimento. Voglio che ogni visitatore del territorio decida di trascorrere mezza giornata a Montedinove. Mica una settimana. Il tempo di farsi un giro ed ammirare lo straordinario paesaggio e tutte le ricchezze architettoniche che lo caratterizzano».  Molti, soprattutto anglosassoni, che hanno avuto occasione di conoscere il piccolo borgo, se ne sono innamorati comprando case dove trascorrere le vacanze. In qualche caso per viverci, affrontando investimenti anche molto importanti.

Montedinove “azienda”. Che vuol dire? «Il Comune produce energia elettrica. Con la partecipata “Montedinove energia e futuro srl” ha realizzato un grande impianto fotovoltaico di cui beneficia tutto  il paese. Inoltre eroghiamo carburante a prezzi competitivi, tanto che vengono a rifornirsi anche da tutto il circondario. Quando l’unico distributore del paese ha chiuso, ne abbiamo costruito uno noi e dato in gestione». Poi c’è la mela rosa, fiore all’occhiello di Montedinove e protagonista di una grande manifestazione che si tiene in autunno. «Il Comune ha impiantato 3.000 alberi. Anche in questo caso daremo in gestione l’attività. La mela rosa, grazie all’intensa attività di promozione e valorizzazione, è alla base di molte filiere alimentari della provincia ed ormai conosciuta da tutti a livello nazionale. Intendiamo contraddistinguerla con il marchio Dop, che la caratterizzi e dia sicurezza ai produttori. Ci stiamo facendo capofila insieme ad altri Comuni per l’ottenimento dei requisisti».


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